Sostenibilità, Carapelli in azione: un protocollo per il cambiamento
Un progetto che si fonda su quattro pilastri: aspetto sociale, economico, ambientale e qualità. Un percorso che ha già visto coinvolti oltre 65mila operatori di filiera. Più di 480 le ore dedicate alla formazione
Sostenibilità. Un concetto, un valore, un impegno ormai trasversale nel vissuto della società e nel mondo della produzione. Una tematica che Carapelli Firenze, azienda olearia dal 1893, sta affrontando con determinazione. Una priorità strategica per un futuro virtuoso della filiera dell’olio extravergine di oliva e dei suo consumi.

Un appuntamento web, il 18 febbraio, ha voluto mettere a fuoco questa dimensione con la partecipazione di Roberto Sassoni, general manager Business unit Italia Carapelli Firenze, Anna Cane, scientific & public affairs Carapelli Firenze e presidente Gruppo olio d’Oliva Assitol, e Francesco Visioli, professore di Nutrizione umana-dipartimento Medicina molecolare dell’Università di Padova e membro del comitato scientifico dell’istituto nutrizionale Carapelli.
«La sostenibilità - ha ricordato Roberto Sassoni - è un tema ricorrente in Carapelli, ma è un concetto chiave per tutta l’industria, fondamentale per la sopravvivenza della filiera produttiva. L’attenzione a questa dimensione è crescente: il 15% dei consumatori già utilizza prodotti alimentari sostenibili, il 36% degli italiani nel 2021 ne aumenterà la spesa e addirittura il 66% chiede maggiori informazioni riguardo a questi prodotti, anche se già li consuma».
Sradicare la povertà per raggiungere un mondo sostenibile entro il 2030
«A livello demografico stiamo aumentando in modo esponenziale - ha sottolineato Francesco Visioli - Diminuisce la povertà e si dovranno nutrire in modo sostenibile 10 miliardi di persone. Il cambiamento climatico avrà inoltre un forte impatto su quello che mangeremo. La sostenibilità è quindi urgente, deve essere ancora ben definita e soprattutto deve essere economica. Questo tipo di sviluppo è un principio fondamentale del trattato sull’Unione europea e un obiettivo prioritario per le sue politiche interne ed esterne. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite include 17 obiettivi di sviluppo sostenibile destinati a essere applicati a tutti i Paesi. Un impegno a sradicare la povertà per raggiungere un mondo sostenibile entro il 2030, con il benessere umano e un pianeta sano al centro».
Sul fronte dell’olio di oliva, valorizzare la filiera produttiva sostenibile richiede il coinvolgimento di tutti gli attori e investimenti costanti in qualità e trasparenza. «L’industria - ha spiegato Anna Cane - si trova al centro tra i bisogni crescenti del consumatore e le esigenze del mondo agricolo, un comparto che si sa adattare, ma la cui produzione deve essere valorizzata. Il prodotto sostenibile va remunerato. In parallelo l’industria deve comunicare i plus del prodotto, affinché il consumatore ne riconosca il valore economico».

L'orientamento è verso una sostenibilità produttiva e culturale a lungo termine
Il protocollo di sostenibilità di Carapelli, ispirato dalle linee guida dei 17 obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite, ha l’obiettivo di promuovere il cambiamento verso una sostenibilità produttiva e culturale a lungo termine. Si fonda su quattro pilastri di sostenibilità: sociale (formazione e supporto diretto alle piccole associazioni di coltivatori), economica (accordi di fornitura a lungo termine per garantire profittabilità delle attività dei coltivatori), ambientale (gestione e conservazione del territorio e delle risorse idriche; efficienza energetica e biodiversità) e della qualità (sicurezza alimentare e gestione degli interventi agrochimici). «In questo percorso - ha annotato Anna Cane - sono già stati coinvolti oltre 65mila operatori di filiera e si sono svolte più di 480 ore di formazione nel settore».
Il percorso di Carapelli all’insegna della sostenibilità è già in essere con Frantolio, l’extravergine di oliva storico, capostipite della gamma, acquistato da quasi 3 milioni di famiglie. «Il suo rilancio in chiave sostenibile - ha puntualizzato Roberto Sassoni - prevede una rinnovata identità grafica, che evidenzia il certificato da produzione sostenibile, e l’inserimento di un QR code, grazie al quale il consumatore potrà avere accesso a tutte le informazioni al riguardo».
Altri passi importanti verso una definita identità sostenibile sono stati per Frantolio la conquista del Premio Conai-Consorzio nazionale imballaggi per l’utilizzo di vetro scuro riciclato e per l’extravergine Il Nobile l’essere testimone del “progetto sostenibilità” nella Filiera olivicola olearia italiana.
Per informazioni: www.carapelli.it

Rilancio in chiave sostenibile per Frantolio, capostipite della gamma Carapelli
Un appuntamento web, il 18 febbraio, ha voluto mettere a fuoco questa dimensione con la partecipazione di Roberto Sassoni, general manager Business unit Italia Carapelli Firenze, Anna Cane, scientific & public affairs Carapelli Firenze e presidente Gruppo olio d’Oliva Assitol, e Francesco Visioli, professore di Nutrizione umana-dipartimento Medicina molecolare dell’Università di Padova e membro del comitato scientifico dell’istituto nutrizionale Carapelli.
«La sostenibilità - ha ricordato Roberto Sassoni - è un tema ricorrente in Carapelli, ma è un concetto chiave per tutta l’industria, fondamentale per la sopravvivenza della filiera produttiva. L’attenzione a questa dimensione è crescente: il 15% dei consumatori già utilizza prodotti alimentari sostenibili, il 36% degli italiani nel 2021 ne aumenterà la spesa e addirittura il 66% chiede maggiori informazioni riguardo a questi prodotti, anche se già li consuma».
Sradicare la povertà per raggiungere un mondo sostenibile entro il 2030
«A livello demografico stiamo aumentando in modo esponenziale - ha sottolineato Francesco Visioli - Diminuisce la povertà e si dovranno nutrire in modo sostenibile 10 miliardi di persone. Il cambiamento climatico avrà inoltre un forte impatto su quello che mangeremo. La sostenibilità è quindi urgente, deve essere ancora ben definita e soprattutto deve essere economica. Questo tipo di sviluppo è un principio fondamentale del trattato sull’Unione europea e un obiettivo prioritario per le sue politiche interne ed esterne. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite include 17 obiettivi di sviluppo sostenibile destinati a essere applicati a tutti i Paesi. Un impegno a sradicare la povertà per raggiungere un mondo sostenibile entro il 2030, con il benessere umano e un pianeta sano al centro».
Sul fronte dell’olio di oliva, valorizzare la filiera produttiva sostenibile richiede il coinvolgimento di tutti gli attori e investimenti costanti in qualità e trasparenza. «L’industria - ha spiegato Anna Cane - si trova al centro tra i bisogni crescenti del consumatore e le esigenze del mondo agricolo, un comparto che si sa adattare, ma la cui produzione deve essere valorizzata. Il prodotto sostenibile va remunerato. In parallelo l’industria deve comunicare i plus del prodotto, affinché il consumatore ne riconosca il valore economico».

L’extravergine Il Nobile, testimone del “progetto sostenibilità” nella Filiera olivicola olearia italiana
L'orientamento è verso una sostenibilità produttiva e culturale a lungo termine
Il protocollo di sostenibilità di Carapelli, ispirato dalle linee guida dei 17 obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite, ha l’obiettivo di promuovere il cambiamento verso una sostenibilità produttiva e culturale a lungo termine. Si fonda su quattro pilastri di sostenibilità: sociale (formazione e supporto diretto alle piccole associazioni di coltivatori), economica (accordi di fornitura a lungo termine per garantire profittabilità delle attività dei coltivatori), ambientale (gestione e conservazione del territorio e delle risorse idriche; efficienza energetica e biodiversità) e della qualità (sicurezza alimentare e gestione degli interventi agrochimici). «In questo percorso - ha annotato Anna Cane - sono già stati coinvolti oltre 65mila operatori di filiera e si sono svolte più di 480 ore di formazione nel settore».
Il percorso di Carapelli all’insegna della sostenibilità è già in essere con Frantolio, l’extravergine di oliva storico, capostipite della gamma, acquistato da quasi 3 milioni di famiglie. «Il suo rilancio in chiave sostenibile - ha puntualizzato Roberto Sassoni - prevede una rinnovata identità grafica, che evidenzia il certificato da produzione sostenibile, e l’inserimento di un QR code, grazie al quale il consumatore potrà avere accesso a tutte le informazioni al riguardo».
Altri passi importanti verso una definita identità sostenibile sono stati per Frantolio la conquista del Premio Conai-Consorzio nazionale imballaggi per l’utilizzo di vetro scuro riciclato e per l’extravergine Il Nobile l’essere testimone del “progetto sostenibilità” nella Filiera olivicola olearia italiana.
Per informazioni: www.carapelli.it


