Dati Ismea
Latte vaccino, produzione in crescita. Si avvicina l'autosufficienza produttiva
Al Dairy Summit di Verona le previsioni sulla produzione nazionale di latte di mucca: +10-15% fra cinque anni per un totale di 13,5 milioni di tonnellate. Le Regioni del Nord trainano la crescita
Nei prossimi cinque anni la produzione di latte bovino in Italia aumenterà del +10-15% (superando quota 13,5 milioni di tonnellate rispetto agli attuali 12,6 milioni di tonnellate) con un tasso di variazione medio annuo del +2-3% che è destinato a proseguire fino al 2030 per poi affievolirsi nei decenni successivi. Questa il trend tracciato da uno studio Ismea sul settore della produzione di latte nel nostro Paese commissionato da Alleanza Cooperative Agroalimentari in occasione della terza edizione di Dairy Summit, gli stati generali della filiera lattiero-casearia tenutisi a Verona il 10 novembre.
Autosufficienza produttiva nel giro di cinque anni
Con questi tassi di crescita, le previsioni Ismea indicano che nel giro di pochissimi anni l’Italia potrà raggiungere l’autosufficienza in termini di materia prima (ora ferma all’80%). Una crescita in linea con quella registrata negli ultimi cinque anni in cui la produzione di latte vaccino in Italia è aumentata significativamente superando i 12,6 milioni di tonnellate nel 2020. Una quantità che rappresenta un +13,4% rispetto al 2015. E che ha avuto anche delle conseguenze sulla quotazioni alla stalla del latte nazionale, aumentate mediamente del +3% fra il 2015 e il 2020.
Le Regioni del Nord trainano la crescita
A livello produttivo, il maggior incremento è stato registrato nelle regioni del Nord Italia: Lombardia +19%, Emilia-Romagna e Piemonte +15%, Veneto +6%. Non trascurabile la performance di alcune regioni del Mezzogiorno come Puglia (+12%), Sicilia e Basilicata (+11%), Calabria (+17%). Un aumento della produzione che, contestualmente, dovrebbe ridurre la quota di importazione della materia prima dell’8% a volume. Mentre, anche in considerazione di una riduzione dei consumi interni di latte, nei prossimi cinque anni dovrebbe crescere del +25% il volume delle esportazioni.
Le cooperative: «Serve una strategia di filiera»
«Affinché il significativo aumento della produzione di latte a livello nazionale sia sostenibile da un punto di vista economico - ha commentato Giovanni Guarneri, coordinatore settore lattiero-caseario di Alleanza Cooperative Agroalimentari - la filiera dovrà affidarsi a una strategia che punti, da un lato, a sviluppare nuovi canali commerciali aumentando l'export dei prodotti caseari, anche in considerazione delle prospettive di crescita della domanda mondiale, e, dall'altro, riesca ad individuare e implementare nuovi segmenti di mercato con destinazioni alternative della materia prima latte».
Il protocollo d'intesa premia i produttori
Un primo passo, in questo senso, è stato compiuto con la firma del protocollo fra produttori, trasformatori e distributori promosso dal ministero delle Politiche agricole guidato da Stefano Patuanelli. Al centro dell’accordo «un riequilibrio nella distribuzione del valore aggiunto lungo la catena del valore», ha affermato il ministro intervenendo al Dairy Summit.
Più nello specifico, il protocollo d’intesa prevede un aumento di 4 centesimi di euro del prezzo minimo del latte alla stalla in Italia senza che vi sia un impatto sui consumatori. A sostenere l'accordo, infatti, ci sono anche le insegne della Gdo che si impegnano a valorizzare e incrementare gli acquisti di latte fresco, a lunga conservazione, yogurt e formaggi prodotti da latte 100% italiano riconoscendo un premio "emergenza stalle" che viene corrisposto alle imprese della trasformazione per poi essere riversato integralmente agli allevatori, sino a 3 centesimi di euro al litro di latte, con una soglia massima di intervento pari a 0,41 euro/litro alla stalla, iva esclusa.
Le imprese di trasformazione, incluse le cooperative, a loro volta si impegnano a riconoscere agli allevatori loro fornitori un premio aggiuntivo sino a 1 centesimo di euro al litro di latte entro la soglia fissata di 0,41 euro/litro alla stalla, iva esclusa, per il latte conferito nella Regione Lombardia, parametro dal quale determinare le soglie di premio indicativo per il latte conferito nelle altre Regioni d’Italia, senza tuttavia andare a diminuire quanto già riconosciuto.

