Cambio al vertice per Assocarni. Scordamaglia nuovo presidente
L'ad di Inalca del Gruppo Cremonini sarà in carica fino al 2023. Piero Camilli, Giampiero Carozza, Antonio Fiorani, Fabio Martini, Elena Angiolini Massironi e Gian Luca Vercelli sono stati eletti vicepresidenti.
Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Inalca del Gruppo Cremonini, è il nuovo presidente di Assocarni, l’associazione delle carni aderente a Confindustria. Resterà in carica fino al 2023.

Piero Camilli, Giampiero Carozza, Antonio Fiorani, Fabio Martini, Elena Angiolini Massironi e Gian Luca Vercelli sono stati eletti vicepresidenti. Rinnovato anche il Consiglio generale dell’associazione. Luigi Cremonini, fondatore e ispiratore dell’associazione, rimane di diritto nel Comitato di presidenza.
«È un momento di grande cambiamento con grandi sfide che bisogna saper cogliere e le associazioni di rappresentanza devono far evolvere la propria funzione superando meccanismi e ruoli non più attuali – ha dichiarato il neopresidente Scordamaglia - Come Assocarni abbiamo sempre anticipato i cambiamenti e vogliamo continuare a farlo con tutte le sinergie possibili, puntando sempre più su un modello di filiera integrata e di produzione sostenibile e distintiva».
L’intera filiera delle carni vale in Italia 32 miliardi di euro con oltre 180mila addetti complessivi.

Luigi Scordamaglia
Piero Camilli, Giampiero Carozza, Antonio Fiorani, Fabio Martini, Elena Angiolini Massironi e Gian Luca Vercelli sono stati eletti vicepresidenti. Rinnovato anche il Consiglio generale dell’associazione. Luigi Cremonini, fondatore e ispiratore dell’associazione, rimane di diritto nel Comitato di presidenza.
«È un momento di grande cambiamento con grandi sfide che bisogna saper cogliere e le associazioni di rappresentanza devono far evolvere la propria funzione superando meccanismi e ruoli non più attuali – ha dichiarato il neopresidente Scordamaglia - Come Assocarni abbiamo sempre anticipato i cambiamenti e vogliamo continuare a farlo con tutte le sinergie possibili, puntando sempre più su un modello di filiera integrata e di produzione sostenibile e distintiva».
L’intera filiera delle carni vale in Italia 32 miliardi di euro con oltre 180mila addetti complessivi.

