La storia racconta che i primi ulivi in questa regione arrivarono dalla vicina Provenza e che poi furono i monaci benedettini di Taggia a perfezionare la tecnica per la coltivazione e la produzione dell’olio. La Liguria è una regione particolare per quanto riguarda la produzione di olio evo. Forse, a causa del territorio, è la regione in cui questa coltivazione risulta essere tra le più complesse. Gli uliveti, infatti, sono disposti su quelli che chiamano terrazzamenti e sono su diversi livelli. Si dice che, in fase di raccolta, se un’oliva uscisse dai teli di contenimento, potrebbe, rotolando, arrivare fino al mare.

Olio evo su un piatto di pasta al pesto ligure - Liguria: mare, fiori e olio evo
Olio evo su un piatto di pasta al pesto ligure

La raccolta 2019/2020 ha purtroppo risentito del clima sfavorevole nel periodo maggio-giugno, sommato poi all’eccessivo caldo umido del mese di agosto, così da subire una flessione arrivando a produrre circa 25mila quintali, segnando un decremento rispetto all’annata precedente di un cospicuo 43%.

La regione si divide in due macro aree per quanto riguarda la produzione dell’olio evo. A Ponente regna indisturbata la cultivar Taggiasca, mentre nella parte di Levante la fa da padrona la Razzola. Sono entrambi due fruttati medio-leggeri in cui si percepiscono sentori di mandorla fresca, pinoli, erbe aromatiche ed un leggero piccante.

L’olio evo ligure, proprio per la sua delicatezza, risulta ottimo in fase di preparazione dei piatti o come vero e proprio ingrediente. Pensiamo infatti al pesto e alla maionese. ? un olio perfetto anche per friggere: il suo fruttato delicato non influisce molto sui sapori e, mantenendo un elevato punto di fumo, garantisce la sicurezza alimentare.

A Ponente regna indisturbata la cultivar Taggiasca, mentre nella parte di Levante la fa da padrona la Razzola - Liguria: mare, fiori e olio evo
A Ponente regna indisturbata la cultivar Taggiasca, mentre nella parte di Levante la fa da padrona la Razzola

Partendo da Ventimiglia ed entrando sempre più nel territorio, passiamo per la famosa Sanremo, per poi addentrarci nei vari budelli di Alassio, Loano, per poi arrivare a Savona e Genova, continuando per Portofino, Chiavari, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante e infine le Cinque Terre. Non mancano le occasioni per apprezzare le bellezze locali e gustare i piatti tipici della regione.

Passando per Recco, ad esempio, come non soffermarsi a degustare la famosa focaccia, sulla quale è stato messo olio a crudo che la insaporisce a dovere? Non può mancare l’appuntamento con le classiche trofie al pesto che si trovano un po’ in tutta la regione. Se si dovessero scegliere due piatti, uno per il Levante e l’altro per il Ponente, potremmo trovare nella zona di La Spezia la tipica zuppa di legumi, che da quelle parti chiamano Mesciua che significa mescolanza, e nel Ponente il classico Brandacujun, che è un antipasto a base di baccalà e patate. In entrambi i casi, le due cultivar Taggiasca e Razzola si sposano perfettamente dando eleganza e personalità ai piatti.