Olio del Garda. Sarà una grande annata
Sulla sponda bresciana, la campagna della ''sbattitura'' delle olive è iniziata, lasciandosi alle spalle il terribile 2019 con la raccolta azzerata a causa degli eventi atmosferici e del fenomeno della cascola
«Sul lago di Garda sarà una grande annata olivicola» non ha dubbi Gianfranco Comincioli, il produttore-principe dell'olio gardesano con il suo Numero 1 e il Monocultivar Casaliva. E mostra il bicchiere con la prima spremitura, in quel di Puegnago (Bs), dell'oro verde. Sulla sponda bresciana, la campagna della ''sbattitura'' delle olive è iniziata da poco, lasciandosi alle spalle il terribile 2019 con la raccolta praticamente azzerata a causa degli eventi atmosferici e del fenomeno della cascola.

«Sarà l'anno della rinascita», conferma a sua volta Luca Romele, agriturista-olivicoltore con azienda sul Lago d'Iseo, a cavallo fra le provincie di Brescia e Bergamo. Insomma, le aspettative sono tante, sui principali laghi lombardi: Garda, Iseo, Como-Lecco, Maggiore (parzialmente), Idro, Endine e Moro.
Complessivamente vi sono 2300 ettari di olivi e oltre un milione di piante spesso secolari. In maggioranza si trovano nel bresciano, con 2mila ettari e una produzione di eccellente qualità. «Per quanto riguarda la campagna del 2020 - ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Brescia, Giovanni Garbelli - i primi segnali presentano ottimi dati in termini di qualità e quantità, in controtendenza rispetto all'andamento nazionale e con una importante e robusta ripresa rispetto al disastroso 2019. Daremo una mano agli agricoltori a risolvere anche il problema della manodopera, necessaria alla raccolta in questa fase di emergenza sanitaria».
L'olivicoltura sui laghi è importante non solo per quanto riguarda il valore economico, la sua storicità e le sue caratteristiche salutari uniche (ricordate la famosa proteina Apolipoproteina A-1 Milano mappata a Limone, segno di lunga vita?) ma anche per il profondo legame con il turismo.

Per l'olio del Garda il 2020 sarà l'anno della rinascita
«Sarà l'anno della rinascita», conferma a sua volta Luca Romele, agriturista-olivicoltore con azienda sul Lago d'Iseo, a cavallo fra le provincie di Brescia e Bergamo. Insomma, le aspettative sono tante, sui principali laghi lombardi: Garda, Iseo, Como-Lecco, Maggiore (parzialmente), Idro, Endine e Moro.
Complessivamente vi sono 2300 ettari di olivi e oltre un milione di piante spesso secolari. In maggioranza si trovano nel bresciano, con 2mila ettari e una produzione di eccellente qualità. «Per quanto riguarda la campagna del 2020 - ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Brescia, Giovanni Garbelli - i primi segnali presentano ottimi dati in termini di qualità e quantità, in controtendenza rispetto all'andamento nazionale e con una importante e robusta ripresa rispetto al disastroso 2019. Daremo una mano agli agricoltori a risolvere anche il problema della manodopera, necessaria alla raccolta in questa fase di emergenza sanitaria».
L'olivicoltura sui laghi è importante non solo per quanto riguarda il valore economico, la sua storicità e le sue caratteristiche salutari uniche (ricordate la famosa proteina Apolipoproteina A-1 Milano mappata a Limone, segno di lunga vita?) ma anche per il profondo legame con il turismo.


