Basilicata che, quest’anno, vive dodici mesi particolari grazie al suo capoluogo, Matera, che è stata eletta Capitale europea della cultura. E tra le culture da conoscere di questa regione, c’è di diritto anche quella relativa, appunto, all’olio evo. Esistono due macro aree di produzione in Basilicata: il materano e la zona del Vulture con la sua zona Dop certificata a nome Lucano. In queste due zone si coltivano principalmente le cultivar Cima di Melfi, Ogliarola del Vulture, Majatica di Ferrandina e Ogliarola del Bradano. È una regione, la Basilicata, che non ha risentito, citando i dati della Coldiretti, del calo di produzione che ha colpito il sud del Paese. La sua produzione rispetto all’anno precedente è rimasta sostanzialmente inalterata.

(Olio evo e Basilicata, tesori capitali)

Se poi volessimo divertirci ed andare a godere delle bellezze naturali, oltre che a soddisfare le nostre golose papille gustative, partendo dal nord della regione ecco che ci si troverebbe sul monte del Vulture; un vulcano inattivo e spento ormai da molto tempo. È un terreno che ha mantenuto caratteristiche particolari. È ricco di sali minerali e di potassio, elemento fondamentale per i vegetali ed anche per la crescita degli ulivi. E nella zona del Vulture come non fermarci a visitare il borgo medievale di Melfi ed il suo castello; senza parlare di Rionero in Vulture che è la cittadina maggiormente legata all’antico vulcano. Non possiamo dimenticarci nemmeno di Venosa, le cui origini risalgono al III secolo a.C., con il Castello del Balzo risalente al 1400 che oggi ospita il Museo Archeologico Nazionale.

Scendendo verso il mare si arriverebbe alla zona del materano con la sua Ferrandina, cittadina a circa 500 metri/slm da cui prende il nome una delle cultivar più famose. In questa zona esistono ulivi addirittura bimillenari, chiamati monumentali proprio per la loro età e per le loro dimensioni. Luoghi da visitare nelle vicinanze sono i famosi Giardini dei Patriarchi dell’Unità d’Italia ed i ruderi del castello di Uggiano.

E dopo aver faticato per riempire i nostri occhi delle bellezze che i luoghi regalano, serve un meritato ristoro e, se si scegliessero dei carpacci o delle carni bianchi, ecco che un olio Evo Cima dei Melfi troverebbe un luogo ideale per farsi gustare al meglio. Per l’Ogliarola del Vulture invece ricordatevi che tra i piatti con i quali si sposa meglio ci sono e zuppe di legumi e delle sane bruschette. Nel materano pranzando in compagnia dell’olio Evo da Majatica di Ferradina sarebbe buona cosa versarlo con devozione su un’insalata di arance o, perché no, su un piatto di baccalà in umido. Dove c’è cultura, c’è conoscenza e voglia di esperienza. La Basilicata ha tutto questo.