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I ristoratori, è l’accusa che in genere muove chi il caffè lo produce e lo vende, non sono ancora così attenti alla qualità di quel che finisce nella tazzina. Per questo da qualche tempo, ormai, le aziende si stanno dando da fare per creare soluzioni nuove, in grado di incontrare qualsiasi esigenza.

(Un buon caffè alla fine di un pasto? Non sempre in grani è la scelta migliore)

Da parte sua, Kimbo ha lanciato sul mercato Sistema Flexicup, studiato per garantire un caffè espresso di altissima qualità in ristoranti, locali o discoteche con un medio livello di consumo di caffè, o anche punti bar di hotel o luoghi privi di un barman adeguatamente formato nella preparazione ottimale di caffè e cappuccini e dove il numero ridotto di consumazioni non sempre garantisce una resa perfetta.

«La nostra è un’offerta che vuole portare un messaggio molto importante a tutta la ristorazione e ai baristi che ci scelgono - spiega Giovanni Romano, direttore commerciale Kimbo - non scelgono solo un marchio, ma un percorso di crescita professionale. Nella ristorazione sempre di più si eleva la qualità del cibo offerto, ma quando si arriva al caffè, c’è ancora scarsissima attenzione. Noi abbiamo una soluzione che speriamo di condividere con i ristoratori per portare qualità anche all’ultimo piatto che ti portano a tavola, che è quello che ti fa ricordare l’intera cena, o l’intero pranzo: il caffè. Dove non ci sono i consumi, è inutile insistere su una soluzione in grani mal trasformato: una soluzione porzionata può essere la risoluzione a ogni problema».

I blend sono disponibili in capsule, sia nel formato classico da un caffè sia nel porzionato doppio, volti a soddisfare ogni palato: il gusto vivace e leggermente speziato di Limited Edition, la dolcezza e l’equilibrio di Prestige e la cremosità del Decaffeinato.

Per informazioni: www.kimbo.it