Sul Tavoliere non manca l’evo
Nell’area settentrionale della Puglia si trovano cultivar presenti anche in altre parti dello Stivale, ma quelle che sono proprie del territorio sono la Peranzana, l’Ogliarola Garganica e la Rotondella
Quella parte di regione che inizia subito dopo il Molise e si estende a sud fino a Canosa di Puglia, ad ovest fino a Bovino, mentre ad est si tuffa in mare con il Gargano, comprendendo anche San Giovanni Rotondo, riempie le nostre tavole di oli pregiati da assaggiare e soddisfa la nostra vista con luoghi che restano impressi. In quella regione, che ho definito come l’oleificio d’Italia o il paradiso dell’olio, si possono individuare alcune macro-zone che sono relative alle 5 Dop della regione. La prima che presento è quella definita “Daunia”, che comprende il nord della regione e, più precisamente, la provincia di Foggia, detta il Tavoliere.

Di questa zona della Puglia si apprezzano diverse cultivar che possiamo trovare anche in altre parti dello Stivale, ma quelle che sono proprie del territorio sono la Peranzana, l’Ogliarola Garganica e la Rotondella. La Peranzana produce un olio dal fruttato medio-intenso, con persistenti note di amaro e piccante e sentori di carciofo e pomodoro fresco. Quando l’assaggi sembra un raggio di sole inaspettato.
L’Ogliarola Garganica è addirittura considerata tra le più antiche varietà esistenti. Pare che l’imperatore Traiano e gli antichi Romani apprezzassero il gusto e traessero beneficio dagli oli di questa regione. Anche qui ci troviamo in presenza di un fruttato medio-intenso con sentori di mandorla e forti presenze amaro-piccanti. Ha una personalità trascinante, da protagonista.
La cultivar Rotondella invece, le cui origini sembrano risalire al 500 a.C., ha la caratteristica principale di avere una resa molto elevata. Ha spiccate note di mandorla e carciofo con un fruttato leggermente meno intenso delle precedenti due cultivar. Leggermente più timida, ma sicura di sé.
Quando ci rechiamo in queste zone, magari fermandoci al Santuario di Padre Pio o volendo godere del mare del Gargano, possiamo imbatterci in suggestivi luoghi. Vieste, Peschici e Rodi Garganico sono solo alcune tra le località che meritano una sosta e, quando ci si ferma per gustare la gastronomia locale - ad esempio una burrata oppure una pasta fatta in casa come le lagane o i cavatelli - non possiamo non approfittarne. Si deve aggiungere la maestosità degli oli evo locali. Sulla burrata, per esempio, ci starebbe molto bene il fruttato più delicato della Rotondella, mentre sui cavatelli al ragù o sulle lagane con legumi un olio di Peranzana o di Ogliarola Garganica troverebbe una dimora adeguata soddisfacendo il palato.
Ma anche l’entroterra della provincia di Foggia offre panorami e vaste pianure fino ad arrivare ad incontrare i Monti Dauni. La città di Cerignola regala poi lo “scaldatello”, che è una variante del più famoso tarallo: il sapore di questo stuzzicante spuntino, se profumato con qualche goccia di Peranzana, acquista una nuova dimensione e si eleva ad una classe superiore.
E questo è solo l’inizio del nostro viaggio pugliese alla scoperta di un prodotto che rende questa regione famosa in tutto il mondo.

Ulivi in Puglia
Di questa zona della Puglia si apprezzano diverse cultivar che possiamo trovare anche in altre parti dello Stivale, ma quelle che sono proprie del territorio sono la Peranzana, l’Ogliarola Garganica e la Rotondella. La Peranzana produce un olio dal fruttato medio-intenso, con persistenti note di amaro e piccante e sentori di carciofo e pomodoro fresco. Quando l’assaggi sembra un raggio di sole inaspettato.
L’Ogliarola Garganica è addirittura considerata tra le più antiche varietà esistenti. Pare che l’imperatore Traiano e gli antichi Romani apprezzassero il gusto e traessero beneficio dagli oli di questa regione. Anche qui ci troviamo in presenza di un fruttato medio-intenso con sentori di mandorla e forti presenze amaro-piccanti. Ha una personalità trascinante, da protagonista.
La cultivar Rotondella invece, le cui origini sembrano risalire al 500 a.C., ha la caratteristica principale di avere una resa molto elevata. Ha spiccate note di mandorla e carciofo con un fruttato leggermente meno intenso delle precedenti due cultivar. Leggermente più timida, ma sicura di sé.
Quando ci rechiamo in queste zone, magari fermandoci al Santuario di Padre Pio o volendo godere del mare del Gargano, possiamo imbatterci in suggestivi luoghi. Vieste, Peschici e Rodi Garganico sono solo alcune tra le località che meritano una sosta e, quando ci si ferma per gustare la gastronomia locale - ad esempio una burrata oppure una pasta fatta in casa come le lagane o i cavatelli - non possiamo non approfittarne. Si deve aggiungere la maestosità degli oli evo locali. Sulla burrata, per esempio, ci starebbe molto bene il fruttato più delicato della Rotondella, mentre sui cavatelli al ragù o sulle lagane con legumi un olio di Peranzana o di Ogliarola Garganica troverebbe una dimora adeguata soddisfacendo il palato.
Ma anche l’entroterra della provincia di Foggia offre panorami e vaste pianure fino ad arrivare ad incontrare i Monti Dauni. La città di Cerignola regala poi lo “scaldatello”, che è una variante del più famoso tarallo: il sapore di questo stuzzicante spuntino, se profumato con qualche goccia di Peranzana, acquista una nuova dimensione e si eleva ad una classe superiore.
E questo è solo l’inizio del nostro viaggio pugliese alla scoperta di un prodotto che rende questa regione famosa in tutto il mondo.


