E dal campo alla tavola fa registrare un basso impatto ambientale. Questo l’incipit dell’incontro promosso da Aidepi, l'Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, nel presentare una ricerca Doxa condotta su un campione rappresentativo di mille italiani di età superiore ai 15 anni. Focus dell’indagine, la pasta nella nostra memoria.

(La pasta al pomodoro emoziona e fa bene Piatto evocativo che stimola la serotonina)

«Sì, perché la pasta - ha annotato Cristiano Laurenza, segretario dei pastai di Aidepi - è anche evocativa di emozioni. La pasta è buona e unisce le persone, questo lo sanno tutti. Ma ha un lato più intimo e speciale. Con la ricerca Doxa volevamo farci raccontare dai nostri connazionali la loro prima pasta, ma abbiamo scoperto molto di più: uno spaccato su ricordi ed emozioni di tre generazioni in cui questo alimento è stato protagonista. La scienza ci ha spiegato che la pasta rende felici perché contiene triptofano e stimola la serotonina, cioè l’ormone della felicità. Questa indagine aggiunge che è anche il nostro cibo del cuore, una parte importante del nostro passato affettivo che costituisce la nostra identità oggi».

Per 9 italiani su 10 (88%), il primo “ricordo di pasta” è anteriore agli 8 anni. Ma il 46% lo colloca addirittura prima dei 4, proprio nel periodo in cui comincia a svilupparsi la memoria permanente. Ripensando al contesto della sua prima pasta, il 73% ricorda un momento di normale quotidianità, in casa. E il 16% evoca il pranzo della domenica, quando tutta la famiglia si trova riunita attorno al tavolo.

(La pasta al pomodoro emoziona e fa bene Piatto evocativo che stimola la serotonina)

A confermare che il vissuto della pasta è legato alla famiglia, 8 intervistati su 10 associano il primo ricordo di pasta ai genitori (62%) e ai nonni (18%). L'immagine evocativa che gli italiani associano alla pasta riguarda infatti la sfera degli affetti primari. Per il 45% del campione il ricordo si sovrappone a “casa e famiglia” (soprattutto tra le donne al sud e tra gli over 55). Per un altro 17% richiama “convivialità e condivisione” o “amicizia e amore”. Per il 25%, pasta è sinonimo di “italianità” (soprattutto tra gli uomini, nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni, residenti al nord ovest).

Ma il primo assaggio che sapore aveva? Per il 49% quello della pasta al pomodoro. Al secondo posto nella graduatoria della memoria gustativa la pastina/minestra della sera (18%, soprattutto tra i 15-24enni e gli over 65 residenti al nord est). Terzo gradino del podio per la lasagna/pasta ripiena della domenica, che emoziona il 17% del campione, soprattutto al nord ovest. Il primato della pasta al pomodoro è però meno schiacciante solo tra i Millennials: per 1 under 25 su 4 la pasta dell’infanzia è rappresentata da “minestre e ricette tipiche regionali”.

(La pasta al pomodoro emoziona e fa bene Piatto evocativo che stimola la serotonina)

Per quanto riguarda le tipologie, la pasta che continua a fare sognare anche da grandi è quella al sugo. Nell’indagine Doxa s’impone quella al ragù che, con il 31% delle preferenze, batte di poco quella condita con il sugo di pomodoro (29%). La passione per queste due salse divide il Paese in modo netto: il ragù al nord e centro Italia, la “pummarola” al sud. Mettendo a confronto le fasce d’età, la pasta al pomodoro è presidiata dagli over 65. Tra i più giovani, accanto al ragù, si registrano picchi di preferenze per lasagne (soprattutto tra i 25 e i 40 anni) e carbonara (specialmente tra i Millennials).