Gli olivicoltori sorridono. Produzione 2018 in crescita del 30-40%
Come per il vino, anche per l'olio - almeno in Lombardia - annata da incorniciare. Ne sono convinti, dati alla mano, presidente e direttore dell'Aipol, Silvano Zanelli ed Emanuele Ghiradelli
«Sulle sponde dei nostri grandi laghi: Garda, Iseo, Como, Lecco e parzialmente Maggiore, la raccolta è in pieno svolgimento e - sottolineano - maltempo di questi giorni permettendo, fino ad ora è stata eccellente. Rispetto allo scorso anno, la media è del 30-40% in più. E anche la qualità è super».

La conferma viene da due produttori storici del Benaco, Nicoletta Manestrini e Roberto Comincioli. «Il nostro frantoio è operativo h 24 - svela Nicoletta Manestrini - perché spremiamo anche le olive provenienti da lago d'Iseo dove tutti gli impianti lavorano a pieno regime e sono “overbooking”. Molti agricoltori sono costretti a stoccare le olive in attesa della molitura anche se forse sarebbe meglio lasciarle sulle piante».
Insomma tutto esaurito perché non è solo la quantità a rendere quella del 2018 un'annata eccezionale ma anche la qualità. Le olive sono infatti sane, la mosca olearia non si è quasi vista e neppure le altre patologie. Il clima secco e caldo del mese scorso ha permesso un’alta concentrazione di polifenoli che rende gli olii extra vergini appena spremuti ricchi di toni freschi di carciofo, erba e mandorla.
Così dicono gli esperti. Intanto sul Garda si preparano a mettere sul mercato dopo l'olio prodotto attorno alle Grotte di Catullo, anche “l'Oleum Vatis” che nasce fra le splendide vallette del Vittoriale, casa del Vate Gabriele d'Annunzio. Oro verde che nasce da preziose cultivar, anzitutto Casaliva e Leccino. E per le quantità sul Sebino.
«Se la media della produzione è di circa 1500 quintali, vale a dire 150mila kilogrammi, si stima che quest'anno - ricorda ancora Emanuele Ghirardelli - i quintali saranno almeno duemila, cioè oltre duecento tonnellate». Insomma annata significativa per quantità, qualità e sapori.

La conferma viene da due produttori storici del Benaco, Nicoletta Manestrini e Roberto Comincioli. «Il nostro frantoio è operativo h 24 - svela Nicoletta Manestrini - perché spremiamo anche le olive provenienti da lago d'Iseo dove tutti gli impianti lavorano a pieno regime e sono “overbooking”. Molti agricoltori sono costretti a stoccare le olive in attesa della molitura anche se forse sarebbe meglio lasciarle sulle piante».
Insomma tutto esaurito perché non è solo la quantità a rendere quella del 2018 un'annata eccezionale ma anche la qualità. Le olive sono infatti sane, la mosca olearia non si è quasi vista e neppure le altre patologie. Il clima secco e caldo del mese scorso ha permesso un’alta concentrazione di polifenoli che rende gli olii extra vergini appena spremuti ricchi di toni freschi di carciofo, erba e mandorla.
Così dicono gli esperti. Intanto sul Garda si preparano a mettere sul mercato dopo l'olio prodotto attorno alle Grotte di Catullo, anche “l'Oleum Vatis” che nasce fra le splendide vallette del Vittoriale, casa del Vate Gabriele d'Annunzio. Oro verde che nasce da preziose cultivar, anzitutto Casaliva e Leccino. E per le quantità sul Sebino.
«Se la media della produzione è di circa 1500 quintali, vale a dire 150mila kilogrammi, si stima che quest'anno - ricorda ancora Emanuele Ghirardelli - i quintali saranno almeno duemila, cioè oltre duecento tonnellate». Insomma annata significativa per quantità, qualità e sapori.


