Pomodorino giallo di Rofrano. Torna in auge un prodotto storico
Sono almeno tre i fattori che armonicamente contribuiranno, ne siamo persuasi, alla notorietà del pomodorino giallo di Rofrano. Rofrano (Sa) è minuscolo e grazioso borgo collinare dell’entroterra cilentano
Primo fattore: la tendenza in atto, nell’agroalimentare e di conseguenza, nella ristorazione, a rifuggire dalla pigrizia della commodity e cominciare ad individuare il prodotto, previo competenza e classificazione, declinandoli finalmente al plurale. Si pensi, casi eclatanti, ai “prosciutti”, agli “oli”, ai “formaggi”.

Ed è finalmente, anche il caso del pomodoro che divengono, vivaddio “pomodori”. A memoria, senza pretesa di rigore esaustivo, il Pomodoro di Pachino Igp, il pomodoro Torpedino di Fondi, il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino Dop, il Pomodoro del Piennolo del Vesuvio Dop, il pomodoro di Corbara.
Secondo fattore: i giovani, ben preparati, ben motivati, con idee chiare a sufficienza e con competenza pari all’entusiasmo, che si sono coraggiosamente posti a presidio ed a governo di aziende atte a coltivare prodotti che all’alta qualità affiancano la potenzialità di lusinghiero business.
Terzo fattore: una domanda, sebbene di nicchia, che non solo va incontro volentieri all’offerta, ma talvolta essa sprona al conseguimento di ulteriori incrementi di quantità e di qualità. Vale per il consumatore avveduto e consapevole, e vale per la ristorazione di qualità. Ed ecco che, posti i suddetti tre fattori, nel Cilento, territorio che è culla e scrigno prezioso della Dieta mediterranea, si sta procedendo al recupero ed alla valorizzazione del pomodorino giallo di Rofrano.
Persone che fanno squadra, fatto ahinoi non così tanto usuale, ruoli precisi in funzionalità di filiera: i giovani agricoltori che coltivano, l’Ente Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano ed Alburni, nonché i sindaci dei comuni cilentani al progetto interessati che valevolmente supportano, trasformatori che agevolano la presenza del prodotto nei pertinente canali, clientela amica costituita da ristoratori e pizzaioli locali che ben volentieri esperimenta ed inserisce a menù pietanze con il pomodorino giallo di Rofrano ben presente, accademici che con gli esiti delle loro ricerche aiutano la prassi colturale in tensione al miglioramento continuo.
Il pomodorino giallo di Rofrano è stato reinserito nell'elenco della biodiversità campana, come Prodotto agroalimentare tradizionale (Pat). Volessimo/dovessimo suggerire modi di impiego del pomodorino giallo di Rofrano, partiremmo indubbiamente da una pulita e semplice degustazione “tal quale” con la sola aggiunta di un filino di olio extravergine cilentano. Proseguiremmo non solo e non tanto, almeno non prioritariamente, su un impiego a topping di pizze, bensì, caloroso e ghiotto il consiglio, su pietanze di pesce; pesce pescato lì davanti, nel pescoso mare cilentano.
Benvenuto quindi, ma per rispetto delle generazioni passate dovremmo dire “bentornato”, al pomodorino giallo di Rofrano. Cooperare ammirevole di accorta mano pubblica e di competente ed intraprendente mani private, anche il pomodorino giallo di Rofrano saprà contribuire allo sviluppo accorto e non dissennato di uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo: il Cilento.

Ed è finalmente, anche il caso del pomodoro che divengono, vivaddio “pomodori”. A memoria, senza pretesa di rigore esaustivo, il Pomodoro di Pachino Igp, il pomodoro Torpedino di Fondi, il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino Dop, il Pomodoro del Piennolo del Vesuvio Dop, il pomodoro di Corbara.
Secondo fattore: i giovani, ben preparati, ben motivati, con idee chiare a sufficienza e con competenza pari all’entusiasmo, che si sono coraggiosamente posti a presidio ed a governo di aziende atte a coltivare prodotti che all’alta qualità affiancano la potenzialità di lusinghiero business.
Terzo fattore: una domanda, sebbene di nicchia, che non solo va incontro volentieri all’offerta, ma talvolta essa sprona al conseguimento di ulteriori incrementi di quantità e di qualità. Vale per il consumatore avveduto e consapevole, e vale per la ristorazione di qualità. Ed ecco che, posti i suddetti tre fattori, nel Cilento, territorio che è culla e scrigno prezioso della Dieta mediterranea, si sta procedendo al recupero ed alla valorizzazione del pomodorino giallo di Rofrano.
Persone che fanno squadra, fatto ahinoi non così tanto usuale, ruoli precisi in funzionalità di filiera: i giovani agricoltori che coltivano, l’Ente Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano ed Alburni, nonché i sindaci dei comuni cilentani al progetto interessati che valevolmente supportano, trasformatori che agevolano la presenza del prodotto nei pertinente canali, clientela amica costituita da ristoratori e pizzaioli locali che ben volentieri esperimenta ed inserisce a menù pietanze con il pomodorino giallo di Rofrano ben presente, accademici che con gli esiti delle loro ricerche aiutano la prassi colturale in tensione al miglioramento continuo.
Il pomodorino giallo di Rofrano è stato reinserito nell'elenco della biodiversità campana, come Prodotto agroalimentare tradizionale (Pat). Volessimo/dovessimo suggerire modi di impiego del pomodorino giallo di Rofrano, partiremmo indubbiamente da una pulita e semplice degustazione “tal quale” con la sola aggiunta di un filino di olio extravergine cilentano. Proseguiremmo non solo e non tanto, almeno non prioritariamente, su un impiego a topping di pizze, bensì, caloroso e ghiotto il consiglio, su pietanze di pesce; pesce pescato lì davanti, nel pescoso mare cilentano.
Benvenuto quindi, ma per rispetto delle generazioni passate dovremmo dire “bentornato”, al pomodorino giallo di Rofrano. Cooperare ammirevole di accorta mano pubblica e di competente ed intraprendente mani private, anche il pomodorino giallo di Rofrano saprà contribuire allo sviluppo accorto e non dissennato di uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo: il Cilento.


