Nella raccolta 2016/17 l’Italia ha prodotto 243mila tonnellate di olio d’oliva contro le 474mila di quella precedente, a fronte di un consumo nazionale che mediamente si attesta sulle 550mila tonnellate. Questo è il dato negativo che il Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi) ha comunicato in occasione della 13ª edizione dell’Isola del Tesolio organizzata dal Cofiol il Consorzio della filiera olivicola siciliana. Per inciso così si dimostra l’inopportuna e fuorviante campagna mediatica di una importante associazione di agricoltori contro l’importazione di olio extravergine d’oliva (Evo) dalla Tunisia.

(Isola del Tesolio, Italia in affanno Serve più Evo e che sia Bio)

Il Cofiol è nato su intuito ed impulso di Manfredi Barbera, proprietario dei Premiati Oleifici Barbera, nel 2011 proseguendo il lavoro di aggregazione iniziato nel 2001 con l’obiettivo di promuovere un processo di ricognizione, coesione e sviluppo della filiera olivicola siciliana, dove l’olivicoltura è un importante fonte di reddito agricolo ma sconta dal punto di vista economico il fattore negativo di una estrema parcellizzazione dei produttori che li costringere a vendere l’Evo localmente e non adeguatamente confezionato. Barbera, che ama definirsi «il più piccolo dei grandi produttori e il più grande dei piccoli» ha intrapreso la banale ma nello stesso tempo complicatissima iniziativa di mettere insieme in un unico contesto tutta la filiera oleica: coltivatori anche molto piccoli, frantoiani, aziende di confezionamento e vendita, valorizzando i territori di provenienza e favorendo sia la permanenza in essi dell’attività dei soci sia una nuova e più efficiente espressione del tessuto produttivo sia un Evo certificato, garantito e ad alto valore aggiunto. Dal 31 luglio 2017 Alessandro Chiarelli, per molti anni a capo di una importante confederazione siciliana di produttori, è il nuovo presidente del Consorzio.

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Manfredi Barbera

Il Consorzio oggi comprende: 6 stabilimenti di confezionamento e stoccaggio di Evo delle 6 Dop isolane: Monte Etna, Valle del Belice, Val di Mazara, Valli Trapanesi, Monti Iblei, Valdemone; una rete di 54 frantoi che ha saputo investire in tecnologia e nelle fonti di energia rinnovabile; 230 olivicoltori e una organizzazione di produttori; un indotto di oltre 5mila olivicoltori.

La manifestazione L’Isola del Tesolio ha avuto il suo momento cruciale in un convegno, condotto da Valentina Bisti giornalista della Rai, dedicato chiaramente al mondo dell’Evo siciliano ma con particolare riferimento alla Dop Valdemone, una ancor piccola per quantità denominazione che comprende quasi tutta la provincia di Messina. Ha portato i saluti del Comune di Palermo il vicesindaco Sergio Marino che ha definito l’olio come biodiversità, salute, conservazione del territorio e del paesaggio rurale, protagonista dell’arte oltre che fattore economico.

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Sergio Marino

Alessandro Chiarelli ha illustrato le finalità ma specialmente i meriti del Cofiol che ha saputo dare forza  ai produttori, struttura portante del Consorzio, assieme agli altri componenti della filiera. Ha decantato l’importanza scientifica del Campo Sperimentale di Zagaria ad Enna dove si studiano, anche a livello di germoplasma, le oltre 400 cultivar di ulivi presenti.

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Alessandro Chiarelli

Gaetano Cimò, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura dell’omonimo Assessorato regionale ha riassunto la situazione dei programmi comunitari del settore, sottolineando l’importanza delle denominazioni d’origine e il valore aggiunto che si otterrà con l’applicazione della già istituita Igp Sicilia.

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Gaetano Cimò

Beniamino Tripodi, responsabile commerciale di Pieralisi, azienda leader per le attrezzature per frantoi, ha posto in rilievo che l’Italia ha perso la proprietà dei grandi marchi storici acquistati dagli spagnoli ed uno dai cinesi, ha spronato a produrre di più visto che siamo costretti ad importare tanto olio che deve anche compensare la forte esportazione di nostro Evo. Ha poi illustrato la produzione di Pieralisi che ha in catalogo macchinari per piccolissime e grandi produzioni, presentando un nuovo tipo di gramolatore, il Protoreattore, con maggiore efficienza termica, di coalescenza e ridotti tempi di permanenza.

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Beniamino Tripodi

Adolfo Tana dell’omonimo studio di consulenza economico-bancaria ha fornito i suoi consigli per gestire al meglio il credito bancario e spronare a saper utilizzare meglio i finanziamenti specie a fondo perduto assieme a crediti bancari a lunga scadenza.

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Adolfo Tana

Ha poi preso la parola Manfredi Barbera che giustamente ha vantato l’attività della sua azienda, capace di sestuplicare il fatturato nel giro di 10 anni, unica delle grandi aziende che esistevano alla fine dell’800 a rimanere italiana, motore economico del Consorzio che garantisce la corretta retribuzione delle attività dei soci. Manfredi è stato ed è l’ambasciatore di questa iniziativa che aggregando tutta la filiera olivicola riesce a valorizzarla. Ha poi parlato della Dop Valdemone, alla sua famiglia molto cara affettivamente, in una zona che è particolarmente vocata all’olio che nel lontano passato era ricca di foreste di ulivi. Per una corretta ed efficace filiera di qualità le olive devono viaggiare il meno possibile, quindi il Consorzio sprona la diffusione dei frantoi nel territorio.

Francesco Pugliese, Ceo di Conad, ha comunicato che, contrariamente a quanto si possa immaginare, è la Lombardia il maggior consumatore di Evo, col 20% del totale. Ha insistito sull’importanza dell’aumento della produzione di qualità per minimizzare le importazioni. L’Evo italiano ha inoltre il pregio che per il 20% è biologico, dandone alla Sicilia il primato; questa certificazione è di gran lunga più importante economicamente di tutte le Dop che in totale incidono per il 3% del fatturato. Addirittura per l’estero serve il Bio, non le Dop di cui al consumatore straniero importa ben poco. A tal proposito Barbera detiene l’80% dell’Evo bio venduto in Svizzera.

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Francesco Pugliese

Vincenzo De Martino, dirigente del settore olio ed ortofrutta del ministero per le Politiche Agrarie, ha confermato anche lui la necessità dell’aumento produttivo, che ci vede soccombere rispetto a Spagna, Grecia e minacciati dalla Tunisia. Ha illustrato i 5 obiettivi dell’ultimo Piano Olivicolo Nazionale: competitività, mantenimento di standard elevati, ricerca, olive da mensa, favorire l’accesso al credito. Ha anticipato che il Programma di sostegno per l’olio in vigore dal 1 aprile 2018 prevede cospicue risorse per gli stessi suddetti obiettivi.

Abdellatif Ghedira, un tunisino direttore esecutivo del Coi, unica organizzazione intergovernativa mondiale, per la prima volta in Sicilia, oltre ad avere comunicato i dati sensibili mondiali, ha sottolineato che i consumi di Evo sono bloccati dalla produzione, che l’olio d’oliva, pur rappresentando solo l’8% degli oli totali, è l’unico che costituisce un succo di un frutto rispetto agli altri che sono ottenuti chimicamente. Ha lodato l’Italia che è il maggior produttore che esporta l’olio in confezioni, quindi con maggior valore aggiunto.

Ha concluso Antonello Cracolici, assessore regionale all’Agricoltura, che ribadendo la necessità della maggiore produzione ha posto l’accento sulla modernizzazione delle coltivazioni che dovranno essere poste a sesti e potate in maniera atta alla raccolta meccanizzata ed invitando i produttori ad aderire al biologico non per ottenere i relativi contributi ma per vendere un prodotto biologico di qualità.

Degli interessanti dati comunicati da Ghedira scriveremo in altra occasione, per non stancarvi ulteriormente, dove inoltre riporteremo i risultati del premio “Oliva d’Oro - Selezione Speciale Barbera” che ogni anno va alle personalità che nei diversi ambiti si sono contraddistinte nella promozione e diffusione della cultura dell’olio extra vergine siciliano.