Molino Grassi sceglie i grani antichi per tutelare lavoro e biodiversità
Dall’uso dei grani antichi abbinati a metodi tradizionali di lavorazione, si ottengono prodotti da forno unici, valorizzando quel patrimonio di biodiversità territoriale e varietale che ha fatto la storia del nostro cibo
La ricerca dei grani antichi di Molino Grassi nasce nel 2013 grazie alla collaborazione con Claudio Grossi, agricoltore parmense appassionato di biodiversità. Nei suoi campi sulle colline parmensi inizia a seminare una varietà di grano antica e particolare, chiamata Miracolo per via della sua spiga grossa contenente molti più chicchi del normale. Questo grano, come quasi tutti quelli antichi, è altissimo, raggiunge circa 1,60 m di altezza. La ricerca di Claudio Grossi e Molino Grassi porta alla miscela di quattro varietà antiche: Miracolo, Virgilio, Ardito e Fiorello, che vengono macinate in esclusiva.

Per Molino Grassi coltivare grani antichi è stata una naturale evoluzione del lavoro svolto da anni a fianco dell’agricoltura biologica, in questo modo si conserva il patrimonio di biodiversità territoriale, si crea una nuova redditività per gli agricoltori e la riqualificazione di terreni cosiddetti “mariginali”. Proprio per questo Molino Grassi partecipa al progetto della Regione Emilia Romagna Bio² (bio al quadrato), per riportare competitività alle aziende agricole di montagna e di alta collina attraverso la valorizzazione della agro-biodiversità e la coltivazione in biologico.
L’abbandono delle aziende agricole in montagna ed alta collina da parte degli agricoltori è un fenomeno molto attuale, dovuto alla progressiva perdita di competitività delle stesse. Queste aree marginali, in cui le rese sono mediamente inferiori, sono ideali per la produzione di prodotti biologici e di nicchia. Appare dunque vincente l’associazione tra biodiversità e biologico.

Dall’utilizzo in panificazione dei grani antichi, abbinati a metodi tradizionali di lavorazione, si ottengono prodotti da forno unici per sapore e profumi. Non si tratta di un ritorno nostalgico al passato ma di un consapevole e scientifico guardare al futuro per non perdere quel patrimonio di biodiversità territoriale e varietale che ha fatto la storia del nostro cibo.
Per informazioni: www.molinograssi.it

Claudio Grossi, Silvio, Andrea, Massimo e Federica Grassi
Per Molino Grassi coltivare grani antichi è stata una naturale evoluzione del lavoro svolto da anni a fianco dell’agricoltura biologica, in questo modo si conserva il patrimonio di biodiversità territoriale, si crea una nuova redditività per gli agricoltori e la riqualificazione di terreni cosiddetti “mariginali”. Proprio per questo Molino Grassi partecipa al progetto della Regione Emilia Romagna Bio² (bio al quadrato), per riportare competitività alle aziende agricole di montagna e di alta collina attraverso la valorizzazione della agro-biodiversità e la coltivazione in biologico.
L’abbandono delle aziende agricole in montagna ed alta collina da parte degli agricoltori è un fenomeno molto attuale, dovuto alla progressiva perdita di competitività delle stesse. Queste aree marginali, in cui le rese sono mediamente inferiori, sono ideali per la produzione di prodotti biologici e di nicchia. Appare dunque vincente l’associazione tra biodiversità e biologico.

Dall’utilizzo in panificazione dei grani antichi, abbinati a metodi tradizionali di lavorazione, si ottengono prodotti da forno unici per sapore e profumi. Non si tratta di un ritorno nostalgico al passato ma di un consapevole e scientifico guardare al futuro per non perdere quel patrimonio di biodiversità territoriale e varietale che ha fatto la storia del nostro cibo.
Per informazioni: www.molinograssi.it

