Verdura bio per 6 italiani su 10 +28% di vendite nella Gdo
Salute, sicurezza, rispetto per l’ambiente le principali motivazioni di acquisto. + 28% l’incremento delle vendite nella Gdo nell’ultimo anno. I dati di una ricerca Nomisma presentati a Rimini in occasione di Macfrut Bio
«Il biologico cresce a doppia cifra e da tempo non è più una nicchia: 8 italiani su 10 consumano bio - ha dichiarato Silvia Zucconi, responsabile Market intelligence Nomisma -. L’ortofrutta fresca è la categoria che meglio esprime la chiave del successo del bio: crescono le vendite in Gdo, +28% nell’ultimo anno, e i consumatori apprezzano sicurezza e qualità delle produzioni. Ma la sicurezza non è il solo valore positivo: il bio infatti è la svolta della sostenibilità, poiché è un contributo attivo per la preservazione dell’ambiente. La cultura del bio appassiona i consumatori, sempre più attenti e consapevoli dell’impatto delle scelte alimentari».

Un bilancio tratteggiato a margine della pubblicazione dei dati emersi dall’analisi Nomisma predisposta in occasione di Macfrut Bio a Rimini, con il patrocinio di Ccpb, ente di certificazione e controllo di prodotti biologici, per il workshop “Il mercato dell’ortofrutta biologica in Italia e Germania”. Nell’ambito della fiera internazionale dell’ortufrutta, i numeri presentati sono stati lusinghieri. Nel 2016 i consumi di frutta e ortaggi freschi sono cresciuti a volume del +2,2% rispetto al 2015 (oltre 9 milioni di tonnellate vendute in tutti i canali, 152 kg pro capite consumati), un segnale incoraggiante rispetto ai trend negativi registrati negli ultimi anni.
I risultati della ricerca hanno segnalato che il 60% delle famiglie italiane ha acquistato frutta e verdura a marchio biologico in almeno una occasione nel 2016 (63% la consumer base per la frutta fresca bio, 62% per verdure e ortaggi freschi, 32% per verdura IV gamma e 5% per frutta IV gamma). L’ortofrutta fresca bio rappresenta inoltre la categoria con il maggiore
numero di famiglie acquirenti, superando molti prodotti di largo consumo bio. Tra i fattori che spingono in alto l’interesse verso il bio vi sono reddito e istruzione: a maggior capacità di spesa e titolo di studio più elevato del responsabile acquisti della famiglia, si associano a tassi di penetrazione più elevati. Tra chi ha redditi medio-alti, per esempio, la quota di user di ortofrutta fresca bio arriva al 66%, contro il 53% di chi ha redditi medio-bassi.
Analizzando i consumatori, il 64% è frequent user, mangia frutta e verdura ogni giorno o quasi (28%) o almeno una volta a settimana (36%), selezionandola soprattutto in base alla stagionalità (il 30% indica questo fattore come principale tra i criteri di scelta dell’ortofrutta bio) e all’origine italiana (28%). Il successo dell’ortofrutta bio deriva anche dal riconoscimento in termini di qualità: il 63% degli acquirenti ritiene che l’ortofrutta fresca biologica abbia caratteristiche organolettiche superiori a quella convenzionale: il biologico è ormai vissuto come sinonimo di grande qualità.
Due le leve principali che orientano a preferire l’ortofrutta biologica. Innanzitutto la maggior sicurezza per la salute (1 acquirente su 4 la indica come fattore prioritario), in secondo luogo il rispetto per l’ambiente, per il 22% la principale motivazione che porta a scegliere l’ortofrutta biologica. La disponibilità dell’ortofrutta bio nei supermercati abitualmente frequentati è comunque un altro fattore che favorisce l’acquisto dato che il 16% segnala l’accessibilità come motivazione più importante.
In ultima analisi, l’ortofrutta fresca bio, che ha da sempre un ruolo determinante nelle vendite di prodotti biologici, pesa per l’11% sulle vendite bio nella Gdo e può esprimere ulteriori potenzialità sul mercato visto il crescente interesse del consumatore. Oggi le vendite bio pesano per il 4,4% sul totale delle vendite di ortofrutta.

Un bilancio tratteggiato a margine della pubblicazione dei dati emersi dall’analisi Nomisma predisposta in occasione di Macfrut Bio a Rimini, con il patrocinio di Ccpb, ente di certificazione e controllo di prodotti biologici, per il workshop “Il mercato dell’ortofrutta biologica in Italia e Germania”. Nell’ambito della fiera internazionale dell’ortufrutta, i numeri presentati sono stati lusinghieri. Nel 2016 i consumi di frutta e ortaggi freschi sono cresciuti a volume del +2,2% rispetto al 2015 (oltre 9 milioni di tonnellate vendute in tutti i canali, 152 kg pro capite consumati), un segnale incoraggiante rispetto ai trend negativi registrati negli ultimi anni.
I risultati della ricerca hanno segnalato che il 60% delle famiglie italiane ha acquistato frutta e verdura a marchio biologico in almeno una occasione nel 2016 (63% la consumer base per la frutta fresca bio, 62% per verdure e ortaggi freschi, 32% per verdura IV gamma e 5% per frutta IV gamma). L’ortofrutta fresca bio rappresenta inoltre la categoria con il maggiore
numero di famiglie acquirenti, superando molti prodotti di largo consumo bio. Tra i fattori che spingono in alto l’interesse verso il bio vi sono reddito e istruzione: a maggior capacità di spesa e titolo di studio più elevato del responsabile acquisti della famiglia, si associano a tassi di penetrazione più elevati. Tra chi ha redditi medio-alti, per esempio, la quota di user di ortofrutta fresca bio arriva al 66%, contro il 53% di chi ha redditi medio-bassi.
Analizzando i consumatori, il 64% è frequent user, mangia frutta e verdura ogni giorno o quasi (28%) o almeno una volta a settimana (36%), selezionandola soprattutto in base alla stagionalità (il 30% indica questo fattore come principale tra i criteri di scelta dell’ortofrutta bio) e all’origine italiana (28%). Il successo dell’ortofrutta bio deriva anche dal riconoscimento in termini di qualità: il 63% degli acquirenti ritiene che l’ortofrutta fresca biologica abbia caratteristiche organolettiche superiori a quella convenzionale: il biologico è ormai vissuto come sinonimo di grande qualità.
Due le leve principali che orientano a preferire l’ortofrutta biologica. Innanzitutto la maggior sicurezza per la salute (1 acquirente su 4 la indica come fattore prioritario), in secondo luogo il rispetto per l’ambiente, per il 22% la principale motivazione che porta a scegliere l’ortofrutta biologica. La disponibilità dell’ortofrutta bio nei supermercati abitualmente frequentati è comunque un altro fattore che favorisce l’acquisto dato che il 16% segnala l’accessibilità come motivazione più importante.
In ultima analisi, l’ortofrutta fresca bio, che ha da sempre un ruolo determinante nelle vendite di prodotti biologici, pesa per l’11% sulle vendite bio nella Gdo e può esprimere ulteriori potenzialità sul mercato visto il crescente interesse del consumatore. Oggi le vendite bio pesano per il 4,4% sul totale delle vendite di ortofrutta.

