In Italia si produce eccellenza, apprezzata soprattutto all’estero. Siamo in Emilia, a Cognento, a dieci chilometri da Modena e i proprietari sono i fratelli Panini. Un cognome noto, soprattutto ai bambini di una volta, quando giocavano con le loro figurine.

(Hombre, Parmigiano d'eccellenza Il 90% destinato all'export)

Ormai questo mondo fa parte del passato, ma nel ’74 Umberto Panini è stato lungimirante: «Ha voluto tornare alle origini, acquistando dei terreni nei dintorni di Maranello, che nei primi anni del Novecento la famiglia paterna coltivava a mezzadria. Allora era campagna aperta, ma da semplice hobby l’abbiamo trasformato in realtà, rendendo la struttura più efficiente. Ci riteniamo fortunati: abbiamo preso la staffetta dalle mani di nostro padre. Aveva sempre pensato che si dovesse garantire tutta la filiera: per gli animali voleva solo fieno e cereali, d’altra parte aveva anticipato la filiera chiusa nel mondo delle figurine, producendo “in casa” la colla», racconta con una punta d’orgoglio Matteo Panini.

«Ha voluto chiamare l’azienda Hombre - continua Matteo - è stata la prima espressione che aveva sentito, appena sbarcato dalla nave, quando era emigrato in sud America per trovare fortuna nel 1957». Nell’azienda, vero fiore all’occhiello del Made in Italy, il latte non proviene dall’esterno, ma passano solo pochi minuti dalla mungitura, per passare direttamente alla produzione.

(Hombre, Parmigiano d'eccellenza Il 90% destinato all'export)

«In passato l’avremmo definita una filiera onesta, oggi ci concentriamo sulle modalità dei passaggi. È un’azienda ecosostenibile, anzi biologica, prosegue Matteo, abbiamo diciotto dipendenti, una comunità multietnica: tra cui quindici dormono e vivono con la famiglia all’interno della struttura. La coltura del terreno è in base al fabbisogno del bestiame: 60% a erba medica e il resto cereali e leguminose, prive sostanze chimiche di sintesi. Un’azienda aperta 365 giorni l’anno, una vera agricoltura, non certamente quella fighetta», continua con una punta d’ironia Matteo.

«Ciò che mi rende felice - conclude - sono i 70 controlli l’anno che ricevo: si tratta di responsabili qualità, che vanno nelle aziende a controllare e analizzare la trasparenza produttiva». Uno dei fratelli si occupa dei tour in azienda: occorre una vera e propria organizzazione per seguire diecimila visitatori l’anno: possono trovare lo spaccio a loro disposizione: «Non credo a quelli costruiti esternamente alle aziende‚ più corretto che i visitatori osservino ciò che acquistano».

Per informazioni: www.hombre.it