Olio Capitale, l’unico evento interamente dedicato all’extra vergine italiano di qualità, concluso da poco a Trieste, ha dimostrato l’importanza di puntare su prodotti di alto livello con un conseguente prezzo adeguato per reggere la concorrenza internazionale. L’olio italiano va tutelato: secondo Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio di Trieste che organizza il salone, il Parlamento europeo ha sbagliato ad approvare una norma dannosa per i produttori nazionali. Incrementare di 35mila tonnellate l'anno l'ingresso di olio dalla Tunisia senza pagare dazi potrà aumentare il rischio di frodi ai consumatori, danneggiando anche l’immagine del Paese.

I produttori italiani hanno bisogno del sostegno delle istituzioni. Lo dimostra la partecipazione istituzionale della regione Basilicata, che può contare su una produzione di poco più dell’1% del totale nazionale, ma che anno dopo anno porta una presenza coordinata e sistemica in fiera. La partecipazione è stata organizzata e cofinanziata dalla Regione e si è inserita nel contesto espositivo delle Città dell’olio, in evidenza nella manifestazione triestina con una nutrita rappresentanza.



A Olio Capitale nell’ampio stand della Basilicata coordinato da Stefania D’Alessandro, dell’ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Matera, si sono presentate in un unico grande stand numerose aziende produttrici della Regione, con olii derivanti dalle specialità olivicole tipiche dei rispettivi territori, tra cui ogliarola bradanica, ogliarola del Vulture, coratina, leccina. Tra le aziende agricole in vetrina la società cooperativa Rapolla Fiorente dalla provincia di Potenza e numerose aziende della provincia di Matera: l’Oleificio Trisaia che da un trentennio coltiva ai piedi della collina di Rotondella, a 570 metri sul mare, l’Oleificio Gaudiano, una piccola azienda familiare di Miglionico, l’Oleificio Carriero nell’agro di Montescaglioso, e il pluripremiato Olio Cenzino di Vincenzo Marvulli con sede a Matera.