L’abito non fa il monaco. Ci sia consentito, una volta tanto, dissentire da pillole di saggezza popolare tramandata. Preferiamo, allora, retrocedere nei millenni fino ad Aristotele ed al suo sinolo, ovvero all’amalgama tra forma e materia. E ne sortisce cosa? Ne sortisce che scelta tanto arguta quanto necessaria e dispensatrice di utile ottimismo è stata quella effettuata dal top management del Consorzio della Mozzarella di bufala campana Dop, nel delocalizzarsi, nel trasferirsi da anonimo ufficio in anonimo palazzone su trafficata via extraurbana per sistemarsi, pensate un po’, all’interno del Palazzo Reale di Caserta.

Reggia di Caserta, location che dà valore alla Mozzarella di Bufala campana Dop

Avveduta la decisione, quindi, del Consiglio di amministrazione in carica, del presidente Domenico Raimondo e del direttore Pier Maria Saccani. Tutto ciò, tra decisione ed attuazione, nei tempi ultrarapidi di appena qualche mese, a dimostrazione che l’orpello burocratico talvolta è solo un’abusata scusante. Tutto reso possibile, va detto, grazie alla disponibilità del direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori. Entrambi emiliani, sia il direttore Saccani che il direttore Felicori, fortemente positivo il loro impatto con la comunità locale e ragguardevole il risultato conseguito.

I locali, dislocati al piano terra ed accessibili da ingresso secondario, sono quelli cosiddetti delle Regie Cavallerizze. Incontriamo il direttore Pier Maria Saccani e gli chiediamo di argomentarci le motivazioni che hanno portato al trasloco.

«Siamo in una sede di assoluto ed indubbio valore storico, la Reggia voluta dai Borboni. Ed i Borboni molto hanno a che fare con la storia della Mozzarella di Bufala, dacché sono stati loro a dare impulso alla selezione ed all’incremento della razza bufalina ed alla conseguente produzione di questo formaggio fresco. Stiamo coniugando la pregevolezza estetica della sede con la sua funzionalità e con l’emozione, vorrei dire l’energia, che procura lavorare in tale contesto».

E circa gli arredi, il direttore Saccani aggiunge: «Nella scelta degli arredi, fatta salva la loro funzionalità, abbiamo privilegiato produttori campani; in tale modo, in understatement, fungiamo quasi da sorta di show room». Torniamo alle specifiche destinazioni d’uso dei vari locali, tutti comunicanti, tutti, praticamente, facenti parte di unico vasto open space.

Ed ancora il direttore Saccani: «Noi - è la nostra mission come consorzio - dobbiamo tutelare e valorizzare la Mozzarella di Bufala Campana Dop. Ma queste due attività giammai possono essere disgiunte. Diciamo che sono trama ed ordito, l’una innerva l’altra da essa traendo giovamento, ad essa restituendo vigore incrementale. Ma il tutto, vorrei fosse chiaro, nasce necessariamente dallo sforzo consapevole che bisogna fare in formazione: elevare le professionalità di tutti gli addetti ai lavori della filiera. Si pensi che circa un terzo degli addetti è sotto i 34 anni di età. Forze giovani che tanto vogliono dare e che meglio sapranno dare allorquando costantemente, in maniera pianificata ed avveduta, saranno sottoposti a momenti formativi. Partiamo dall’assunto che la Mozzarella di Bufala Campana Dop è un’apprezzata prelibatezza, e certamente lo è; ma pensiamo anche a quanto naturale debba essere, lavorando su tutti gli anelli del processo produttivo, dal capo bufalino, passando per il caseificio e giungendo al package ed alla delivery, la capacità e la voglia di tendere al miglioramento continuo».

Sala ad ampiezza modulabile per seminari e convegni, spazio attrezzato per show cooking. È forte e certamente lodevole la consapevole assunzione di responsabilità. E difatti, «siamo in un posto bello ed impegnativo. Qui non ci si limita a gestire l’ordinario. Qui si producono idee, si lanciano progetti e si sta ben guardinghi nel cogliere le sfide che la società cosiddetta 2.0 lancia assiduamente. Anche qui si tratta di formare tutti gli operatori. Non possiamo permetterci di essere i soccombenti del digital divide».

Il direttore Saccani cita un solo numero dal quale, mettendoci mente e fantasia, ciascheduno può farsi idea della portata della Mozzarella di Bufala Campana Dop in Campania. Il numero, secco, è il seguente: produzione anno 2015 della Mozzarella di Bufala Campana Dop pari a 41 milioni di chilogrammi; ovvero, 41mila tonnellate. Immagiamoci, facendo due conti, il fall-out di filiera, il fall-out sul territorio. Stiamo parlando, in volumi, del quarto formaggio Dop italiano. Sul podio, il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il Gorgonzola.

Chiediamo al direttore Saccani se il Consorzio si fa parte diligente nei confronti degli altri Consorzi campani. La risposta del direttore è articolata: «Ci sono state in passato varie collaborazioni. Certamente sarà importante la sinergia. Non si tratta tuttavia di iniziative volte a chiudersi in Campania ma al contrario dobbiamo ragionare in un contesto nazionale ed internazionale uscendo da logiche troppo locali». Agli stakeholders, aziende consorziate innanzitutto, indi istituzioni locali e stampa, la nuova sede verrà presentata nella fascia serale di giovedì primo dicembre. Sede nella Reggia patrimonio dell’Umanità per rendere empatica la mission di fare apprezzare sempre meglio un prodotto sempre migliore in tutto il mondo.


Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana Dop
Reggia di Caserta - Regie Cavallerizze
via Gasparri 1 - 81100 Caserta
Tel 0823 424780
www.mozzarelladop.it
info@mozzarelladop.it