Le pera è il frutto di un albero vigoroso della famiglia delle Rosaceae, nome scientifico Pyrus communis. Ne esistono tantissime specie spontanee, ma la sua origine non è localizzata con precisione, Europa occidentale, nord Africa ed Asia le regioni più probabili. I suoi frutti erano consumati dall’uomo già anticamente, come testimoniano reperti risalenti all’Età della Pietra. Omero la ricorda nel Giardino delle Fecondità di Alcinoo, re dei Feaci, mentre la mitologia greca attribuisce alla pera il significato di frutto sano e gustoso, prediletto da divinità ed eroi.



Dalla Magna Grecia la coltivazione del pero giunse a Roma, dove ebbe ampia diffusione e grandi estimatori: Catone e Plinio perfezionarono le tecniche di coltivazione, mentre Pompeo e Nerone ne furono entusiasti consumatori. Durante il Medioevo questo frutto perse la sua popolarità per riconquistarla a partire dal XVIII secolo. Le pere erano considerate un frutto delicato e raro che di solito era consumato dai ricchi, di qui l’espressione “al contadino non far sapere quanto è buono il cacio con le pere”. Tracce dell’accostamento tra formaggio e pere si trovano già nel Duecento, in un’espressione proverbiale francese: “Dio non ha mai fatto un matrimonio così riuscito come quello tra la pera e il formaggio”.

Se in epoca romana venivano menzionate una quarantina di varietà, oggi se ne conoscono oltre 5mila, anche se in minima parte oggetto di coltivazione da reddito. Il pero è oggi coltivato in forma intensiva in Cina ed Europa, soprattutto in Italia, Spagna, Francia e Germania. In Italia la produzione è concentrata nel settentrione, con l’Emilia-Romagna che fornisce da sola oltre il 50% del totale nazionale.

Le pere di produzione italiana sono disponibili sul mercato praticamente tutto l’anno, con varietà estive come William, selezionata alla fine del Settecento in Inghilterra, la più coltivata in assoluto, soprattutto in Emilia Romagna. Una cultivar di derivazione della William è la Max Red Bartlett (detta anche William rossa); Coscia, Guyot, Santa Maria. Le varietà autunnali, quali Abate Fetel, Regina delle Pere, viene prodotta principalmente in Emilia Romagna; Decana del Comizio detta semplicemente Decana è una pera che arriva dalla Francia, venne selezionata verso gli inizi dell’Ottocento. Il particolare nome di questa varietà deriva dal fatto che la stessa venne “scoperta” nel Comizio Orticolo di Maine-et-Loire, nella regione dei Paesi della Loira. Si fa apprezzare per la sua resistenza alla cottura. Kaiser o Imperatore Alessandro originaria della Francia, in Italia condivide con la Abate Fetél il quarto posto in ordine di importanza; Conference di origini inglesi, si è diffusa in Italia intorno al 1950. L’invernale Passacrassana ha subito un notevole declino ed oggi occupa una posizione marginale. Da fine estate troviamo nei nostri mercati anche la Nashi o Pera-Mela con caratteristiche intermedie tra i due frutti, originaria dell’Asia, ma ormai coltivata in Europa da circa trent’anni.



Tra le varietà autoctone ricordiamo la Pera Picciola del Monte Amiata, praticamente inesistente nel resto d’Italia; la Madernassa, originaria del cuneese, la Pera Martin Sec o pera martina coltivata nell’arco alpino soprattutto in Piemonte e Valle d’Aosta, ideale per la cottura. Sono Presidi Slow Food la Pera Cocomerina, si trova sull’Appennino Cesenate ed in particolare a Ville di Montecoronaro, piccolo paese ai piedi del Monte Fumaiolo nel comune di Verghereto (Fc). Il nome si riferisce alla polpa che, nel raccolto più tardivo, assume un intenso colore rosso cocomero. Pero misso della Lessinia, misso ovvero stramaturo in quanto per essere consumato deve prima subire un processo di ammezzimento, come si usa fare per i cachi, le mele cotogne, le giuggiole e altri frutti.

La pera ha una polpa dolce caratterizzata da piccoli granellini, ottima da consumare fresca, cotta con cannella e zucchero e vino rosso, oppure trasformata in succo di frutta. Si abbina perfettamente con i formaggi dal gusto deciso e tendente al piccante come pecorino, gorgonzola e parmigiano. Viene utilizzata per la preparazione di confetture, della mostarda e può essere candita ed essiccata.

Ad oggi in Italia esistono due tipi di pere con denominazioni geografiche: la pera dell’Emilia Romagna Igp e la Mantovana Igp.

Alcune curiosità: a Torino il museo della frutta dove nella collezione pomologica di Francesco Garnier Falletti troviamo stupendamente riprodotte ben 490 varietà di pere. Nell’arte invece la pera è presente ne La Madonna della Pera, un quadro di Giovanni Bellini la cui datazione risale all’incirca al 1420, il dipinto più antico conservato all’interno della Pinacoteca di Cesena. Ancora nelle tele del pittore della corte medicea Bartolomeo Bimbi. Il pianista francese Erik Satie durante la Belle époque ha composto tre suite per pianoforte Trois morceaux en forme de poire e Man Ray, fotografo surrealista, ha successivamente dedicato un quadro alla pera elogiata dal pianista. Nello stemma del comune di Pero (Mi) viene raffigurato un albero di pero sradicato con i frutti d’oro come pure in quello di Pereto in provincia de L’Aquila e nello stemma della nobile famiglia Peri di Firenze.

Alcune sagre dedicate: Sagra della pera Volpina a Brisighella (Ra), Sagra della pera Spadona a Castel Madama (Rm), Sagra della Pera a Vigarano Pieve (Fe), Sagra della Pera Cocomerina a Ville di Montecoronaro - Verghereto (Fc).