La Commissione europea ha dato il via libera al riconoscimento di una nuova specialità alimentare italiana all'iscrizione nel registro europeo delle eccellenze del “Silter”, il formaggio a pasta dura e dalla crosta liscia, come nuova Denominazione d'origine protetta contro imitazioni e falsi.



Il formaggio Silter viene prodotto in 47 comuni della Val Camonica e in parte anche del Sebino Bresciano (Bs), durante tutto l'anno ed esclusivamente con latte crudo parzialmente scremato solo per affioramento della panna. Le vacche in lattazione, nelle singole aziende, devono appartenere, almeno per l'80%, alle razze tipiche di montagna: bruna, grigio alpina e pezzata rossa. Le vacche di razza bruna in particolare devono essere almeno il 60% di tutte le vacche in lattazione nelle singole aziende, alimentate con erba e/o fieno. Sono oltre 1.290 le Denominazione di origine protette (Dop, Igp e Stg) a livello Ue, con l'Italia al top.

Dopo che dall’Unione europea è arrivato il semaforo verde all’iscrizione del formaggio Silter nell’albo delle Denominazioni di origine protette (Dop), Assolatte, l'associazione industriale che rappresenta le industrie italiane che operano nel settore lattiero caseario, dichiara la sua soddisfazione.

«È un risultato di cui siamo felici - spiega Adriano Hribal, delegato della presidenza di Assolatte - perché rappresenta un ulteriore riconoscimento dell’eccellenza, dell’unicità, della bontà e della tipicità dei formaggi italiani. Ma soprattutto perché premia l’impegno dell’industria casearia italiana nel preservare le tradizioni produttive tipiche del nostro Paese: perché dietro a ogni formaggio non c’è solo un buon latte ma anche l’abilità del casaro e la cura con cui le imprese seguono e controllano l’intero processo produttivo. L’Unione Europea stessa riconosce l’abilità dell’industria casearia italiana: difatti, con il Silter, sono ben 51 i formaggi italiani che hanno ottenuto una denominazione d’origine europea. Nessuno in Europa fa meglio di noi».