Negli anni ottanta, periodo in cui Carlo Peveri, nel suo laboratorio di cantina disossava i prosciutti per fare il “culatello con cotenna” migliore di tutta la zona, per dar lustro al salame che si poteva produrre con i ritagli magri che avanzavano dopo aver dato forma a culatello e fiocchetto, pensava e ripensava e discuteva con i figli per mettere a punto una ricetta un po’ speciale e una forma che ne facesse la “prima donna” di casa.



Così nacque “la mandòla”. Circa la dimensione, inizialmente si pensò ad un pezzo importante e la prima nata fu 3,3 kg ma tanto piaceva che presto si pensò a dar vita alla “figlia” da proporre al tagliere e nacque la mandòla da 700 g e poi la “sorella minore” da 450 g. Il nome scelto in armonia con la forma che evoca strumenti musicali come il comune mandolino o l’antica gironda fu suggerito da un carissimo amico di famiglia, tenore di professione, il quale degustando “mandòla” e pane, pane e “mandòla” e mirando e rimirandone l’aspetto, suggerì una romanza scritta da un napoletano Ugo Fleres, animata dalle note del parmigiano Paolo Tosti, dal titolo “La mandòla”. L’idea stuzzicò la curiosità di tutti i presenti circa quest’opera musicale sconosciuta.

Testo e spartito della romanza, per i contenuti e la passione percepita all’ascolto, furono “adottati” come corredo per la “nuova venuta”. Da qui, viene presentata storicamente con lo spartito della romanza. È un salame dolce e molto delicato dunque, fatto con carne magra di prosciutto, condito con sale, pepe, aromi naturali macerati nel vino rosso Gutturnio senza supporto di sostanze chimiche e insaccato in busta di cotone, gocciolato al caldo della “stufa” e stagionato per un breve periodo in cantina senza forzature meccaniche. Non contiene glutine, latte e/o derivati e componenti geneticamente modificati (Ogm).

Il consumatore di oggi è curioso e attento a tutti i particolari, per questo c’è una piccola “pergamena” avvolta manualmente e applicata su ogni pezzo. Rende più nobile il salume alla vista ed è prezioso strumento per chi non conosce il prodotto, indicandone le caratteristiche, il modo corretto di conservazione e qualche suggerimento per la preparazione al consumo.

E per non lasciar nulla al caso, con la venuta in famiglia di donna Rosa, “la mandòla” viene proposta in confezione speciale quale prezioso cadeau per ogni occasione conviviale prendendo il nome così di Canto antico. Avvolta in semplice e raffinata carta alimentare bianca composta e rifinita dalle donne con rami verdi dell’orto, erbe aromatiche, fiori e legni di tutte le essenze, nastri e merletti, con precisione e passione e con la ricerca meticolosa dei particolari la rendono un trionfo per i sensi.


Salumificio Peveri Carlo
Via Chiaravalle, 3193/1 - frazione Chiaravalle della Colomba, Alseno (Pc)
Tel 0523 940156 - Fax 0523 940763
www.salumificiopevericarlo.com