A “Olio Officina Food Festival” un gran tour attraverso la Dop Garda
In occasione di “Olio Officina Food Festival” si è svolto il Dop Garda Day, un inedito racconto dell’olio del Garda, frutto di un territorio di produzione che abbraccia Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige
Il primo giorno dell’Olio Officina Food Festival, la kermesse dedicata all’olio extra vergine di oliva e agli altri condimenti, ideata e diretta dall’oleologo e scrittore Luigi Caricato, che si è conclusa lo scorso sabato, ha visto in programma il Dop Garda Day. Il Dop Garda Day è stata una giornata dedicata alla scoperta di un territorio che abbraccia tre regioni, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, a cui corrispondono tre espressioni olearie: bresciano, orientale e trentino.

Luoghi che legano quest’olio al turismo, e lo legano sempre di più, come conferma un incremento di turisti tra oliveti e frantoi. Per raccontare tutti questi aspetti il Garda Dop ha presentato delle nuove infografiche del Consorzio, delle proposte turistiche legate all’olio, mentre Laura Turri, vicepresidente Consorzio Dop Garda ha parlato del significato di Dop. Non è mancato un incontro sulla valenza estetica dell’olio con Maria Loda, imprenditrice in estetica naturale.
Per conoscere meglio il territorio, anche se da lontano, è stato proiettato il cortometraggio realizzato da Mauro Fermariello di Winestories. A conclusione della giornata delle degustazioni di Olio Garda Dop, per capire meglio cosa significano “monovarietale” e “blend” e per sentire al palato come la posizione geografica, il terreno e l’altitudine siano delle determinanti importanti che influiscono anche su una stessa varietà di oliva e, di conseguenza, sull’olio.
Quella del Garda è la zona di coltivazione dell’olivo più a nord nel mondo, si producono poche olive e con costi elevati. È sempre più necessario comunicare cosa c’è non solo “dentro” una bottiglia d’olio ma anche “dietro”. Il che vuol dire una azienda, spesso e volentieri una famiglia che si trova non solo a produrre olive ma soprattutto ad affrontare un lavoro importante, impegnativo, che deve mantenere vivi degli ulivi (cosa che significa avere sulle proprie spalle una responsabilità importante). Uomini e donne che hanno storie da raccontare e che hanno a che fare tutti i giorni con la terra e con la natura, talvolta con le sue bizzarrie.
Per comunicare tutto ciò in maniera efficace ma allo stesso tempo il più possibile semplice e immediata sono state create delle infografiche dal Consorzio. Perché una bottiglia è fatta di tante cose, una risultante di tanti fattori e tante persone. E il Consorzio, che riunisce olivicoltori, molitori e confezionatori che operano all’interno della zona di produzione Garda Dop (il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta è arrivato nel 1997), non solo li supporta nelle attività da un punto di vista tecnico e promozionale, ma anche vigila affrontando uno dei problemi più importanti che i produttori dell’oro del Garda si trovano a dover affrontare, quello dell’usurpazione del marchio.
Ecco dunque che per avere garanzia di acquistare un vero Garda Dop, quindi un olio che possieda le caratteristiche di qualità e tipicità garantita, bisogna verificare che la bottiglia abbia apposto il contrassegno numerato che permette di ripercorrere la storia e l’origine del prodotto. Come ha sottolineato Luigi Caricato “il Garda ha saputo dare valore al suo prodotto”, ed è sotto gli occhi di tutti che continua a farlo, anche attraverso l’oleoturismo, quindi con una sempre attenta valorizzazione del territorio e alla sua naturalità e alla cura dei turisti. Perché quando si acquista una bottiglia di olio ci si porta a casa anche un pezzetto di quel territorio.
Olio Officina Food Festival ha l’obiettivo dichiarato di far mutare la consueta visione dell’olio e connotarlo non più e non solo come commodity ma come elemento e alimento con una propria e precisa identità. Le voci di filosofi, nutrizionisti, cuochi, artisti, storici, antropologi, produttori e analisti sensoriali s’intrecciano e creano un ambiente, dove saperi e sapori si confrontano per offrire nuove visioni e prospettive inedite sulla nostra cultura sociale e conviviale. I visitatori del Festival possono degustare oli extra vergine in purezza, oli da seme nobili (zucca, vinacciolo, sesamo, lentisco), oli aromatizzati, blend di oli, aceti balsamici e olive da tavola accompagnati, in specifiche sedute di assaggio, da finger food oliocentrici per capire le diverse possibilità di abbinamento.

Luoghi che legano quest’olio al turismo, e lo legano sempre di più, come conferma un incremento di turisti tra oliveti e frantoi. Per raccontare tutti questi aspetti il Garda Dop ha presentato delle nuove infografiche del Consorzio, delle proposte turistiche legate all’olio, mentre Laura Turri, vicepresidente Consorzio Dop Garda ha parlato del significato di Dop. Non è mancato un incontro sulla valenza estetica dell’olio con Maria Loda, imprenditrice in estetica naturale.
Per conoscere meglio il territorio, anche se da lontano, è stato proiettato il cortometraggio realizzato da Mauro Fermariello di Winestories. A conclusione della giornata delle degustazioni di Olio Garda Dop, per capire meglio cosa significano “monovarietale” e “blend” e per sentire al palato come la posizione geografica, il terreno e l’altitudine siano delle determinanti importanti che influiscono anche su una stessa varietà di oliva e, di conseguenza, sull’olio.
Quella del Garda è la zona di coltivazione dell’olivo più a nord nel mondo, si producono poche olive e con costi elevati. È sempre più necessario comunicare cosa c’è non solo “dentro” una bottiglia d’olio ma anche “dietro”. Il che vuol dire una azienda, spesso e volentieri una famiglia che si trova non solo a produrre olive ma soprattutto ad affrontare un lavoro importante, impegnativo, che deve mantenere vivi degli ulivi (cosa che significa avere sulle proprie spalle una responsabilità importante). Uomini e donne che hanno storie da raccontare e che hanno a che fare tutti i giorni con la terra e con la natura, talvolta con le sue bizzarrie.
Per comunicare tutto ciò in maniera efficace ma allo stesso tempo il più possibile semplice e immediata sono state create delle infografiche dal Consorzio. Perché una bottiglia è fatta di tante cose, una risultante di tanti fattori e tante persone. E il Consorzio, che riunisce olivicoltori, molitori e confezionatori che operano all’interno della zona di produzione Garda Dop (il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta è arrivato nel 1997), non solo li supporta nelle attività da un punto di vista tecnico e promozionale, ma anche vigila affrontando uno dei problemi più importanti che i produttori dell’oro del Garda si trovano a dover affrontare, quello dell’usurpazione del marchio.Ecco dunque che per avere garanzia di acquistare un vero Garda Dop, quindi un olio che possieda le caratteristiche di qualità e tipicità garantita, bisogna verificare che la bottiglia abbia apposto il contrassegno numerato che permette di ripercorrere la storia e l’origine del prodotto. Come ha sottolineato Luigi Caricato “il Garda ha saputo dare valore al suo prodotto”, ed è sotto gli occhi di tutti che continua a farlo, anche attraverso l’oleoturismo, quindi con una sempre attenta valorizzazione del territorio e alla sua naturalità e alla cura dei turisti. Perché quando si acquista una bottiglia di olio ci si porta a casa anche un pezzetto di quel territorio.
Olio Officina Food Festival ha l’obiettivo dichiarato di far mutare la consueta visione dell’olio e connotarlo non più e non solo come commodity ma come elemento e alimento con una propria e precisa identità. Le voci di filosofi, nutrizionisti, cuochi, artisti, storici, antropologi, produttori e analisti sensoriali s’intrecciano e creano un ambiente, dove saperi e sapori si confrontano per offrire nuove visioni e prospettive inedite sulla nostra cultura sociale e conviviale. I visitatori del Festival possono degustare oli extra vergine in purezza, oli da seme nobili (zucca, vinacciolo, sesamo, lentisco), oli aromatizzati, blend di oli, aceti balsamici e olive da tavola accompagnati, in specifiche sedute di assaggio, da finger food oliocentrici per capire le diverse possibilità di abbinamento.


