Siamo lontani dal 2008, quando l’allora ministro delle Politiche agricole Luca Zaia invitò a non mettere sulle tavole natalizie l’ananas, suggerendo al suo posto l’utilizzo di uno degli oltre 2.500 prodotti italiani della stagione. Re della frutta tropicale, simbolo di ospitalità in epoca Vittoriana, riprodotto come motivo ornamentale sui mobili ed inserito come elemento architettonico di fontane o nelle pubblicità di hotel e ristoranti. Nel linguaggio dei fiori rappresenta la perfezione personale. Appartiene alla famiglia delle Bromeliacee, in cui troviamo alcune altre piante decorative da appartamento.

Originario dell’America tropicale, dove viene coltivato da secoli e dove si trova allo stato spontaneo, furono Cristoforo Colombo ed alcuni altri esploratori spagnoli e portoghesi a parlarne nelle loro memorie di viaggio. Arriva in Europa, in Francia e in Inghilterra a poco più di un secolo dalla sua scoperta e inizia ad essere coltivato nelle “greenhouse” dei nobili nel Settecento.



Agli inizi del Novecento, con il perfezionamento dei mezzi di trasporto e la confezione dell’ananas in scatola grazie all’ausilio di una macchinario inventato da un ingegnere americano in grado di eliminare automaticamente la buccia e il torsolo centrale, vengono abbandonate le coltivazioni europee troppo costose per lasciare il posto all’importazione.

Oggi l’ananas è coltivato nelle aree tropicali dell’intero pianeta rappresentando una preziosa fonte di guadagno per i Paesi esportatori, in particolare il Costa Rica con circa il 30% della produzione, zone tropicali come Hawaii, Repubblica Domenicana, Africa Occidentale (Costa d’Avorio) e Paesi del Sudest asiatico, in particolare Cina.

Reperibile sul mercato tutto l’anno, ci sono 100 varietà riconducibili a quattro grandi gruppi: Cayenne, più diffusa sui nostri mercati, soprattutto la Smooth che non presenta spine sui bordi delle foglie, dal frutto grande con polpa chiara e molto succosa, particolarmente utilizzata per la conservazione in scatola; Red Spanish, con scorza aranciata, polpa pallida molto aromatica, dal sapore acidulo e leggermente fibrosa; Queen Victoria, con frutti piuttosto piccoli, polpa giallo intenso e particolarmente profumata; Abacaxi, venduto nei mercati dell’America meridionale, con buccia sottile e polpa succosa.

Poco calorico, una fetta del peso di 100 grammi fornisce soltanto 40 calorie. Il 90% dell’ananas è costituito da acqua, è ricco di potassio e vitamine A e C. Altra sostanza importante è la bromelina, un enzima capace di rendere facilmente digeribili anche le proteine più complesse.

Viene utilizzato fresco al naturale come componente della macedonia, del gelato oppure sciroppato; entra nella preparazione di dolci ed anche in piatti salati e agrodolci sia nella cucina italiana che internazionale, dove spesso viene associato a carni grasse, al pollame e alle insalate. Famoso il cocktail “piña colada”, tipico di Porto Rico, dove si dice sia stato creato nel 1963.

L’ananas una volta staccato dalla pianta interrompe la maturazione, solo la buccia cambia colore, ma non la polpa e il contenuto zuccherino, quindi al momento dell’acquisto è bene evitare quei frutti con sfumature verdastre e quelli con la buccia marrone, perché troppo maturi. Il colore ideale della buccia deve avere sfumature arancioni ed il suo profumo caratteristico deve essere abbastanza leggero.