Caffè, la composizione della miscela è il segreto per un buon decaffeinato
Sul mercato si trova una vasta offerta anche per chi preferisce il caffè decaffeinato a quello tradizionale; la qualità e il gusto del prodotto dipendono dalla miscela, che però non sempre è specificata sulla confezione
Per chiunque, a causa della caffeina, soffre di problemi di salute o semplici disturbi, ma non vuole rinunciare al rito del caffè, la scelta ideale ricade sul caffè decaffeinato (con un contenuto di caffeina inferiore allo 0,1%). Di questa tipologia esistono varie miscele, a seconda del gusto del consumatore, che varia in base alla qualità delle materia prime.

Il Fatto Alimentare ha intrapreso uno studio analizzando i prezzi e le caratteristiche dei caffè decaffeinati sugli scaffali di alcuni supermercati. Da questa indagine - come riporta Il Fatto Alimentare - è emerso che il caffè Illy è tra i più costosi, dato che è composto per il 100% da arabica, e nel formato in lattina da 250 g arriva a costare circa 24 euro al kg.
Le miscele più consumate sono invece Hag e Lavazza Dek, che nel pacchetto da 250 g, arrivano a costare tra i 10 e i 12 euro al kg, mentre le marche più economiche variano da 7 a circa 10 euro al kg. Ciò che differenzia le varie tipologie presenti sul mercato è la composizione della miscela, che però generalmente non viene specificata sulla confezione, solo in alcuni casi è precisata in percentuale, che distingue la miscela arabica e quella robusta.

Il Fatto Alimentare ha intrapreso uno studio analizzando i prezzi e le caratteristiche dei caffè decaffeinati sugli scaffali di alcuni supermercati. Da questa indagine - come riporta Il Fatto Alimentare - è emerso che il caffè Illy è tra i più costosi, dato che è composto per il 100% da arabica, e nel formato in lattina da 250 g arriva a costare circa 24 euro al kg.
Le miscele più consumate sono invece Hag e Lavazza Dek, che nel pacchetto da 250 g, arrivano a costare tra i 10 e i 12 euro al kg, mentre le marche più economiche variano da 7 a circa 10 euro al kg. Ciò che differenzia le varie tipologie presenti sul mercato è la composizione della miscela, che però generalmente non viene specificata sulla confezione, solo in alcuni casi è precisata in percentuale, che distingue la miscela arabica e quella robusta.

