Il termine “biologico” sempre più spesso viene utilizzato impropriamente per fare business senza nessuna conoscenza di fondo e senza il rispetto delle fondamentali norme. La crescente attenzione all’alimentazione dei nostri giorni, proviene da attenti e accurati studi che consigliano un certo regime alimentare. Da qui la ricerca di prodotti che siano più naturali possibili e privi di residui provenienti da agenti chimici. Coltivare biologico significa partire dall’uso di semente certificate prodotte da agricoltura biologica, quindi che non hanno subito trattamenti chimici di concia. Il substrato di coltivazione deve essere naturale come i concimi utilizzati per la crescita delle piantine che devono essere organici. Infine eventuali trattamenti fitosanitari possono essere effettuati solo impiegando tecniche naturali.



L’azienda L’Ortofruttifero da oltre 10 anni investe nel biologico in maniera seria e, tra mille difficoltà, oggi mette a disposizione le piantine da orto bio certificate anche per coltivatori non professionisti. La scelta del biologico è nata dalla necessità e dalla volontà di ridurre nelle nostre serre di produzione l’uso di prodotti chimici che creano sempre un eccessivo impatto sull’ambiente a livello di inquinamento dell’aria, del terreno e dell’acqua. Da qui la scelta di certificare alcune strutture per produrre con disciplinare biologico. Il lavoro dell’Ortofruttifero viene controllato e certificato da enti riconosciuti dal Mipaaf i quali periodicamente e con una certa frequenza verificano il rispetto di queste norme di coltivazione, intervenendo con analisi di laboratorio da effettuare su campioni prelevati dalle colture. Per dare al consumatore la garanzia che sta scegliendo piante biologiche, le confezioni sono corredate da puntale fotografico che ne attesta la certificazione.

Progetto L’Ortofruttifero “Un orto in ogni scuola”
Le nuove generazioni conoscono molto bene le tecnologie moderne, ma sanno ben poco di come si producono le verdure e la frutta che trovano sulla loro tavola e tantomeno, conoscono le innumerevoli varietà di pomodori o lattughe che si possono gustare. Ecco perché è fondamentale avviare un processo di educazione che miri a colmare queste lacune e consenta di recuperare concetti come stagionalità e biodiversità oltre a riaffermare l’importanza delle varietà locali e dell’autoconsumo.



Gli orti scolastici rappresentano uno strumento pedagogico innovativo nell’ambito dell’educazione ambientale e alimentare, coltivati con metodi biologici rappresentano dei veri e propri laboratori all’aperto dove i bambini possono riscoprire attraverso la coltivazione le origini del cibo, le leggi dell’ecologia, la sensorialità. L’azienda L’Ortofruttifero, facendosi carico dell’esperienza maturata in questi anni con svariati progetti che riportiamo di seguito, sta operando per proporre la coltura della coltivazione quale materia scolastica alle scuole elementari e medie.

Progetto Superbio
La collaborazione con le Università porta L’Ortofruttifero allo sviluppo di progetti ambiziosi quali il Superbio. Questo progetto è il risultato dello studio di sinergie tra le piante e i funghi micorizzici, per ottenere piante molto più resistenti alle principali malattie e colture più ricche di elementi benefici per il nostro organismo (i nutraceutici). Il progetto è diretto dalla professoressa Giovannetti dell’Università di Pisa.



La coltivazione dell’orto sociale (ortoterapia)
L’azienda L’Ortofruttifero in collaborazione con enti territoriali (quali Usl, Sert, Aipd, Provincia) ha parte attiva in progetti riabilitativi e socio-terapeutici finalizzati all’inclusione di persone con disabilità di tipo fisico, psichico, sociale. La scelta dell’agricoltura come ambito di supporto a percorsi terapeutico-riabilitativi e l’inclusione sociale non è casuale. Il senso di responsabilità che matura quando ci si prende cura di organismi viventi, la non aggressività delle piante, la varietà dei lavori svolti, la consapevolezza che tutti, anche coloro che svolgono mansioni minori o marginali, sono partecipi del risultato finale rendono l’attività agricola unica in percorsi di inclusione di soggetti deboli.

Progetto L’Ortofruttifero Cultivar Autoctone.
L’Ortofruttifero punta molto all’innovazione ma anche alla conservazione di vecchie varietà tipiche dei nostri territori. Pertanto ha inserito nella produzione piante antiche quali il pomodoro Patata, il pomodoro Canestrino di Lucca e il pomodoro Costoluto Fiorentino. Sono tutte varietà non ibride di ottima qualità e molto produttive.



Progetto Mangia la foglia
Si tratta di un progetto che esalta le proprietà nutraceutiche di specie erbacee spontanee fitoalimurgiche (destinate all’alimentazione). Tra le cultivar oggetto di studio ci sono: Alliaria, Sanguisorba o Pimpinella, Borragine, Stridolo, Aneto, Calendula, Camomilla, Malva, Crescione, Coriandolo e Cerfoglio. Esaminato con dei test il contenuto di antiossidanti di tutte queste specie, rispetto ad una lattuga presa quale termine di paragone, ne è stata dimostrata una presenza superiore. Queste specie possono avere un ampio uso in cucina, anche in sostituzione di comuni spezie che in tanti consumatori creano allergie o intolleranze alimentari. L’Ortofruttifero, grazie alla ricerca in collaborazione con le Università e con esperti in materia, ha voluto offrire queste essenze sul mercato coltivandole e commercializzandole in vaso.


L’Ortofruttifero
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