Il Consorzio tutela Speck Alto Adige ha presentato l’eccezionale prodotto Igp, protagonista di uno show cooking, al ristorante “In Kitchen Loft” di Milano, dello chef Anton Dalvai, gestore del ristorante “Dorfnerhof” a Casignano (Bz), che ha preparato un buffet incredibile. Durante l’evento è stato spiegato che ci sono diversi modi di gustare lo Speck Alto Adige, che, a seconda del taglio, assume un sapore leggermente diverso. Molti amano lo speck tagliato sottile con l’affettatrice, altri preferiscono il metodo tradizionale e lo affettano a mano: con o senza crosta, a cubetti, a fette o a listarelle.



Se acquistato nella confezione sottovuoto lo speck si conserva per alcuni mesi in frigorifero o in luogo fresco e lontano dalla luce. Una volta aperto, si consiglia di lasciarlo a temperatura ambiente per qualche ora prima di consumarlo, affinché possa sviluppare il suo aroma. Tolto dalla confezione può essere conservato in frigorifero per qualche settimana avvolgendolo in uno straccio umido o tra due piatti fondi, facendo attenzione a non porlo vicino a cibi dall’odore forte.

Lo Speck Alto Adige Igp è uno dei salumi più magri e nutrienti. Le caratteristiche nutrizionali positive sono tante: è ricco di proteine, relativamente povero di grassi e vanta un buon numero di vitamine. In più, il marchio Igp, ci garantisce l’assenza di sostanze poco gradite aggiunte per compensare la scarsa qualità del prodotto. Si tratta di un prosciutto crudo disossato, leggermente affumicato e stagionato all’aria pura.

Nasce dall’incontro di due tradizioni diverse: la stagionatura, tipica delle regioni del sud, e l’affumicatura, maggiormente utilizzata nell’Europa del nord. In questo modo l’Alto Adige, terra di confluenza tra le due culture, ha dato origine a questo prodotto inconfondibile nella produzione e nel gusto, secondo la tradizionale regola del "poco sale, poco fumo e molta aria".

Se vogliamo scegliere un salume con poche calorie, grassi e colesterolo, lo Speck Alto Adige Igp, è la scelta migliore. Un etto (100 g) contiene 300 calorie e 19 g di grasso, contro, ad esempio, le 458 calorie e i 45 grammi di grasso che assimiliamo con 100 grammi di pancetta di maiale. Il che mi conferma che è meglio preferire lo speck alla pancetta anche nella preparazione di piatti.



Lo Speck Alto Adige Igp, per le sue proprietà nutrizionali, potrebbe sostituire uova, carne o formaggi. A fronte, infatti, del basso contenuto calorico, l’apporto proteico è, invece, rilevante. Tant’è che lo speck rappresentava, in origine, parliamo del tardo Medioevo, l’unica fonte di lipidi e proteine per le famiglie contadine altoatesine. L’apporto nutrizionale dello speck si compone anche di vitamine e sali minerali. Magnesio, calcio, fosforo ferro, zinco, rame, manganese, potassio e calcio sono presenti in buona quantità.

Tra le percentuali di Gda per porzione, spiccano il fosforo e il potassio; con 50 g di speck ci assicuriamo il 19% del fabbisogno giornaliero di fosforo e il 12% di potassio, non male per un salume. Niente male anche la quantità di vitamine, soprattutto del gruppo B, cioè la tiamina, la riboflavina, la niacina e, poi, la vitamina B6 e B12. Considerevole la dose soprattutto di tiamina, e di vitamina B6, 0,2 mg per una porzione raccomandata di speck (50 g), ossia, rispettivamente, il 19% e il 17% del fabbisogno giornaliero.