Il Nas di Perugia ha condotto una maxi operazione, “Lio”, relativa all'illecita commercializzazione di bovini infetti, con marchi auricolari contraffatti e dichiarati falsamente di razza pregiata. Nell’ambito dell’operazione i Carabinieri del comando per la tutela della salute hanno eseguito 78 decreti di perquisizione e sequestro nelle provincie di Arezzo, Avellino, Bari, Foggia, L'Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro, Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo.



«È davvero importante - sostiene il ministro della Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina - l’azione di contrasto portata avanti oggi dai Carabinieri del Comando per la Tutela della Salute che ha messo fine ad un inquietante sistema di contraffazione della carne. Il Governo è in prima linea nella lotta ai crimini agroalimentari, come dimostra l’operazione di oggi che si inserisce in un quadro più ampio di controlli messi in campo per garantire la qualità dei cibi».

«Dobbiamo continuare - continua Martina - a lavorare su questa strada senza abbassare la guardia per difendere le produzioni dai traffici illeciti che danneggiano il settore e la nostra economia. La tutela dei consumatori e dei produttori onesti è una priorità assoluta, per questo abbiamo inserito nel provvedimento Campolibero anche nuove misure per contrastare con più forza il reato di contraffazione agroalimentare».

«La repressione è necessaria - commenta Franco Manzato, assessore all’Agricoltura del Veneto, in merito all’operazione condotta dai Carabinieri del Nas - ma sarebbe più utile per tutti una concreta valorizzazione della qualità e del lavoro onesto nel settore della carne bovina. Un ulteriore grazie e i miei complimenti ai Carabinieri del Nas per questo intervento e per gli altri che conducono, con discrezione ed efficacia, a tutela della salute dei cittadini e del commercio regolare».

«Dobbiamo tutti impegnarci di più su questo fronte - ha aggiunto l’assessore - specie in un comparto come quello della carne bovina dove siamo diventati pesantemente deficitari e dove le norme europee non aiutano la nostra produzione, men che meno se è di pregio. Dobbiamo sostenere gli allevatori che si danno un percorso di qualità certificata lungo l’intera filiera, premiare sistemi di qualità come quelli del vitello al latte e cereali e del vitellone ai cereali, controllato da un organismo certo e dagli stessi allevatori».

«Come Veneto - ha concluso Manzato - non abbiamo dato l’intesa alla proposta del Governo sui premi comunitari perché punitiva della nostra zootecnia, alla quale si riducono i premi. Purtroppo siamo stati l’unica Regione a farlo, a tutela di un settore che è forse l’unico a livello nazionale veramente e fortemente in crisi. Occorre cambiare strada».