Una DeCo per il cùscusu trapanese. Simbolo di territorio e integrazione
Sarà avviato il processo per la Denominazione Comunale del piatto simbolo del territorio. La proposta arriva dall’Associazione Trapani Welcome in collaborazione con la Libera Università Rurale “Saperi & Sapori” Onlus
Difendere la storia e la tradizione gastronomica del territorio trapanese, legando la sua identità ad un piatto specifico come il cùscusu. Questo il progetto avviato dall’Associazione culturale Trapani Welcome in collaborazione con la Libera Università Rurale “Saperi & Sapori” Onlus di Sicilia. L’idea e stata lanciata nel corso di una manifestazione enogastronomica che si è svolta a Trapani per valorizzare le grandi potenzialità culturali, paesaggistiche e gastronomiche del territorio messe a sistema.

Perché il cùscusu? Trapani da tempo immemore ha fatto del cùscusu il suo piatto principe che si diffuse fra i pescatori del posto, per utilizzare il pesce invenduto. Il cùscusu trapanese è preparato con semola di grano duro, attraverso il lungo e complesso rito dell’incocciatura per far gonfiare i grani di semola con l’umidità dell’acqua. Successivamente la semola viene insaporita e cotta lentamente (per un’ora e mezza) a vapore nella cuscussièra, una speciale pentola in terracotta con i buchi. A fine cottura dovrà riposare per un’ora circa, prima di essere servito col brodo di pesce. Un procedimento così lungo e complesso rischia di far scomparire questo piatto, spettacolare sintesi di gusto, bellezza e sapienza della tradizione del territorio.
Con la Denominazione Comunale (DeCo) per il cùscusu trapanese, si vuole salvare questo piatto dall’oblio, valorizzando la catena silenziosa di nonne, figlie e nipoti che ha consentito al cuscusu che la tradizione ci ha consegnato di conservarsi fino ai nostri giorni. La DeCo lanciata in Italia da Luigi Veronelli, infatti, è un mezzo per salvaguardare i giacimenti gastronomici d’Italia e l’identità di un territorio. Adesso si attendono gli strumenti attuativi da parte del comune di Trapani.

Perché il cùscusu? Trapani da tempo immemore ha fatto del cùscusu il suo piatto principe che si diffuse fra i pescatori del posto, per utilizzare il pesce invenduto. Il cùscusu trapanese è preparato con semola di grano duro, attraverso il lungo e complesso rito dell’incocciatura per far gonfiare i grani di semola con l’umidità dell’acqua. Successivamente la semola viene insaporita e cotta lentamente (per un’ora e mezza) a vapore nella cuscussièra, una speciale pentola in terracotta con i buchi. A fine cottura dovrà riposare per un’ora circa, prima di essere servito col brodo di pesce. Un procedimento così lungo e complesso rischia di far scomparire questo piatto, spettacolare sintesi di gusto, bellezza e sapienza della tradizione del territorio.
Con la Denominazione Comunale (DeCo) per il cùscusu trapanese, si vuole salvare questo piatto dall’oblio, valorizzando la catena silenziosa di nonne, figlie e nipoti che ha consentito al cuscusu che la tradizione ci ha consegnato di conservarsi fino ai nostri giorni. La DeCo lanciata in Italia da Luigi Veronelli, infatti, è un mezzo per salvaguardare i giacimenti gastronomici d’Italia e l’identità di un territorio. Adesso si attendono gli strumenti attuativi da parte del comune di Trapani.


