Il progetto "Solo Olive Italiane" tutela l'olio come patrimonio italiano
Presentata a Roma la nuova campagna di sensibilizzazione del Mipaaf e dell’Unaprol, “Solo Olive Italiane”, sugli extravergini prodotti artigianalmente con le nostre olive, all'interno dei confini nazionali
L’olio è un patrimonio italiano, arricchisce tutto ciò che tocca, è oro liquido, non è solo un alimento ma vuol dire paesaggio, storia, artigianato, salute. Per sostenere il consumo degli extravergini prodotti solo con le nostre olive dentro i confini nazionali, nel pieno rispetto delle persone, il ministero delle Politiche agricole e l’Unaprol hanno messo a punto presentato a Roma al Palazzo Rospigliosi, sede della Coldiretti, il progetto "Solo Olive Italiane".
Ne hanno parlato Emilio Gatto, direttore generale del Mipaaf, Domenico Sturabotta ed Ermete Realacci, rispettivamente direttore e presidente di Symbola, Fabio del Bravo dell’Ismea, la parlamentare Colomba Mongiello, Massimo Gargano dell’Unaprol e Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio dell’olio Igp Toscano. Ha moderato il dibattito Michele Bungaro dell’Unaprol.

Con la collaborazione del Gambero Rosso sono state realizzate 12 puntate televisive per raccontare ai consumatori tutto ciò che c’è dentro una bottiglia, trasferendo loro anche messaggi di tipo etico e sociale legati al concetto di economia dei territori, ricchezza diffusa, tutela del paesaggio e valorizzazione delle risorse tipiche locali. Successivamente verrà applicato alle bottiglie un cartellino con tutte le informazioni che normalmente non sono in etichetta e verranno anche organizzati cooking show con il coinvolgimento dei Farmer Market Market di Campagna a Amica a Roma e a Milano.
Inoltre sarà diffuso un opuscolo in italiano e in inglese con informazioni efficaci. Coinvolti anche i ristoratori con “I salotti degli oli” per spiegare le diverse caratteristiche dei prodotti ai loro clienti. Per Ermete Realacci di Symbola l'Italia è forte quando scommette su ciò che la rende unica. «Sull'extravergine - ha detto Realacci - dobbiamo fare un salto di qualità verso produzioni più competitive e a maggiore valore aggiunto. È inevitabile il paragone col mondo del vino che dagli anni Ottanta, dopo la triste vicenda del metanolo, ha avuto la forza di scalare vertici allora impensabili. Quando l’Italia fa l’Italia è imbattibile».
L'interesse crescente per questo prodotto che entra in tutte le case è confermato anche dal successo dell'altra iniziativa Unaprol, “Che tipo di olio sei” che ha visto la partecipazione di 12mila persone. Per Massimo Gargano questa campagna conferirà maggiore valore al prodotto e ai suoi territori di produzione e consentirà di migliorare il rapporto tra filiera olivicola e commercio perché avrà l'opportunità di immettere sul mercato prodotti con valori non solo sensoriali ma anche etici, ambientali e sociali.
La parlamentare Colomba Mongiello che ha legato il suo nome alla cosiddetta legge “salva olio” che prevede norme restrittive sull'etichettatura e contro le adulterazioni, ha auspicato che essa venga applicata in tutti i suoi punti, senza perdersi in pastoie burocratiche. «C'è un'allerta - ha detto Colomba Mongiello - che deve vederci protagonisti a difesa di questo prodotto principe della Dieta Mediterranea. È una missione istituzionale che dobbiamo esercitare sia sul piano nazionale che a Bruxelles per stabilire con forza le linee italiane della Pac. Purtroppo in Europa c'è chi non vuole la tutela della qualità».
Ne hanno parlato Emilio Gatto, direttore generale del Mipaaf, Domenico Sturabotta ed Ermete Realacci, rispettivamente direttore e presidente di Symbola, Fabio del Bravo dell’Ismea, la parlamentare Colomba Mongiello, Massimo Gargano dell’Unaprol e Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio dell’olio Igp Toscano. Ha moderato il dibattito Michele Bungaro dell’Unaprol.

Con la collaborazione del Gambero Rosso sono state realizzate 12 puntate televisive per raccontare ai consumatori tutto ciò che c’è dentro una bottiglia, trasferendo loro anche messaggi di tipo etico e sociale legati al concetto di economia dei territori, ricchezza diffusa, tutela del paesaggio e valorizzazione delle risorse tipiche locali. Successivamente verrà applicato alle bottiglie un cartellino con tutte le informazioni che normalmente non sono in etichetta e verranno anche organizzati cooking show con il coinvolgimento dei Farmer Market Market di Campagna a Amica a Roma e a Milano.
Inoltre sarà diffuso un opuscolo in italiano e in inglese con informazioni efficaci. Coinvolti anche i ristoratori con “I salotti degli oli” per spiegare le diverse caratteristiche dei prodotti ai loro clienti. Per Ermete Realacci di Symbola l'Italia è forte quando scommette su ciò che la rende unica. «Sull'extravergine - ha detto Realacci - dobbiamo fare un salto di qualità verso produzioni più competitive e a maggiore valore aggiunto. È inevitabile il paragone col mondo del vino che dagli anni Ottanta, dopo la triste vicenda del metanolo, ha avuto la forza di scalare vertici allora impensabili. Quando l’Italia fa l’Italia è imbattibile».
L'interesse crescente per questo prodotto che entra in tutte le case è confermato anche dal successo dell'altra iniziativa Unaprol, “Che tipo di olio sei” che ha visto la partecipazione di 12mila persone. Per Massimo Gargano questa campagna conferirà maggiore valore al prodotto e ai suoi territori di produzione e consentirà di migliorare il rapporto tra filiera olivicola e commercio perché avrà l'opportunità di immettere sul mercato prodotti con valori non solo sensoriali ma anche etici, ambientali e sociali.
La parlamentare Colomba Mongiello che ha legato il suo nome alla cosiddetta legge “salva olio” che prevede norme restrittive sull'etichettatura e contro le adulterazioni, ha auspicato che essa venga applicata in tutti i suoi punti, senza perdersi in pastoie burocratiche. «C'è un'allerta - ha detto Colomba Mongiello - che deve vederci protagonisti a difesa di questo prodotto principe della Dieta Mediterranea. È una missione istituzionale che dobbiamo esercitare sia sul piano nazionale che a Bruxelles per stabilire con forza le linee italiane della Pac. Purtroppo in Europa c'è chi non vuole la tutela della qualità».


