Dalla raccolta nell'oliveto al frantoio fino al piatto, a profumare le specialità della maremma laziale. Questo il percorso al centro della grande festa dell'olio “Un giorno al frantoio” organizzata per il secondo anno dall'azienda Cerrosughero di Canino (Vt). I visitatori hanno potuto seguire con la guida di esperti l'intera fase produttiva dell'extravergine, dall'albero alla tavola, dalla raccolta manuale al trasporto in cassette fino alla frangitura, a bassa temperatura per garantisce al prodotto l’intensità del colore, i profumi fruttati e il sapore persistente.



Sono queste le note qualitative caratteristiche che hanno reso l'olio di Canino tanto apprezzato. La regia di una giornata dai tanti eventi aperta agli appassionati dell'oro verde è stata della titolare dell'azienda, Laura De Parri (nella foto), attivissima imprenditrice che ha scelto di tornare alla terra, nella tenuta che la famiglia possiede dal 1840, abbandonando Roma e una brillante professione. Nessun ripensamento, nonostante non sia stato facile ricominciare, impiantando sulla proprietà di 14 ettari collinari 5mila piante d'olivo, a cui si sono aggiunti 800 alberi secolari in località Bagno di Musignano.

Poi è stato realizzato il frantoio, l'impianto di imbottigliamento e il punto vendita. Il successo non si è fatto attendere, dimostrato dai tanti attestati e premi e, in questo evento aperto, dall'orgoglio con cui l'imprenditrice ha condiviso l'impegno con i dipendenti e con l'amica Daniela Rovelli, una giornalista che per il fascino di questa terra etrusca ha abbandonato - ecco un'altra scelta di vita - la tentacolare Milano. Gli oliveti, come in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo, segnano il paesaggio agricolo di questa terra al confine con la Toscana, di grande interesse naturalistico e archeologico.

È la varietà autoctona “caninese”, piccola oliva di ambiziosa resa, a rendere riconoscibile e unico questo extravergine tra le mille eccellenze del parco varietale del nostro Paese. Le caratteristiche di rusticità, di grande adattabilità e produttività dell'albero hanno garantito un soddisfacente raccolto anche in questa campagna olearia dalle molte ombre a causa dell'ondata di maltempo. Come altre aziende, negli anni Cerrosughero ha introdotto altre cultivar come Maurino, Pendolino, Frantoio e Leccino per produrre blend e monovarietali, ognuno con caratteristiche particolari legate agli abbinamenti con i vari piatti.

Laura De Parri

Qui al valore territoriale della certificazione ogni produttore si impegna ad aggiungere il proprio brand aziendale. Ma l'orgoglio di tutti resta la Dop Canino, la prima concessa in Italia. La filiera produttiva si attiene ad un rigoroso disciplinare seguito da esami organolettici e chimici, atti a verificarne le qualità nutrizionali. Viene prodotto anche in versione bio con olive provenienti da oliveti certificati. Verde intenso con riflessi dorati, con un buon equilibrio tra amaro e piccante, questo olio presenta note finali di erbe aromatiche.

Arricchisce di sapore le zuppe, le insalate, i legumi, le carni e il pesce alla griglia, ma celebra il suo trionfo nella bruschetta. Laura De Parri ne ha preparato vassoi su vassoi per i suoi ospiti. La qualità è indiscussa: del resto questo di Canino è anche chiamato l'olio del Papa: era l'unico ammesso alla tavola di Papa Paolo II Farnese, nel Quattrocento. Ma era anche su quelle di tanti altri blasonati quanto raffinati protagonisti della storia, tra cui il principe Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, che scelse di vivere qui.

Molto si dice sui benefici dell'extravergine, pilastro della dieta mediterranea: i suoi polifenoli, i fitosteroli e le vitamine contrastano le patologie e i processi degenerativi. Ma l'olio ha anche un profondo significato simbolico: è religione e luce. La Bibbia cita l'olivo cento volte, definendolo "re degli alberi" e il ramoscello nel becco della colomba è segno di rinascita e di pace. A questo valore si intrecciano le storie e le tradizioni contadine e gustare un buon olio è anche occasione per non dimenticarle. La festa di Canino le ha fatte riaffiorare nella memoria di molti, ma è stata coinvolgente anche per la presenza di professionisti dell'olio come Marco Oreggia, autore della guida internazionale Flos Olei, e della degustatrice Barbara Bartolacci.



Anche ai bambini presenti è stato insegnato, bicchierini alla mano, come si riconosce il vero olio. Un gioco forse, ma dall'interesse dimostrato è certo che ricorderanno la giornata al frantoio. Gran finale della festa, infine, nell'agriturismo di famiglia, gestita da Roberto De Parri, con la cena preparata da Gianni Bono, talentuoso chef di Montalto di Castro, a base di zuppe, ravioli al tartufo e stracotto di carni biologiche della vicina azienda Mariotti. In abbinamento i vini dell'azienda agricola La Pazzaglia di Castiglione in Teverina (Vt). Appuntamento, per la terza edizione al prossimo anno.
 

Azienda agricola Cerrosughero
Località Cerrosughero - Canino (Vt)
Tel 0761 438594
www.cerrosughero.com
lauradeparri@libero.it