Datteri, frutti ricchi di sali minerali. Un toccasana contro l’affaticamento
Simbolo di fertilità per gli Egizi, ornamento nelle celebrazioni trionfali per i Greci e i Romani, oggi i datteri sono perfetti per combattere la stanchezza fisica; da mangiare da soli o ricoperti di cioccolato e farciti
Spesso menzionati nella Bibbia e nel Corano, sono il frutto di una palma coltivata fin dall’antichità in nord Africa e nell’Asia occidentale, portata dagli Arabi in Spagna e al seguito dei conquistadores, in America. Simbolo di fertilità per gli Egizi, i Greci e i Romani la utilizzavano come ornamento nelle celebrazioni trionfali mentre nella tradizione greco-cristiana, la palma da dattero diventò un simbolo di pace associata oggi al periodo pasquale per celebrare l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Fin dai tempi più antichi il frutto viene usato per rompere il digiuno durante il mese del Ramadan ed anche in Italia ci sono alcune consuetudini legate a questo frutto, in alcune regioni a Capodanno allo scoccare della mezzanotte si usa mangiarli conservando tre noccioli nel portafoglio come portafortuna. La varietà più diffusa da noi è la Deglet Nour (dito della luce) di origine tunisina dalla forma elegante e dall’ambrata trasparenza dei frutti, ma l’elenco delle cultivar ne conta almeno un centinaio.
I datteri crescono in fitti grappoli, hanno consistenza carnosa e contengono un nocciolo non commestibile, la raccolta avviene solitamente nei mesi di agosto e settembre, vengono fatti essiccare al sole per aumentare la concentrazione zuccherina e prolungare il tempo di conservazione, così da renderli disponibili tutto l’anno.
I datteri freschi (di solito delle varietà Berhi e Hiann) sono da preferire a quelli secchi, sia per il maggior contenuto di vitamine, sia per l'assenza della glassa di glucosio utilizzata per la conservazione. In commercio si trovano anche le più costose produzioni israeliane, di qualità superiore. I frutti sono fra i più ricchi di minerali: grandi fornitori di potassio, ferro, magnesio, fosforo e calcio oltre a rame, zinco e manganese e vitamine del gruppo B. Hanno un effetto tonificante e sono particolarmente indicati in caso di affaticamento o debilitazione fisica.
I datteri si possono mangiare da soli oppure ricoperti di cioccolato e farciti con frutta secca. Sono ottimi nella preparazione di dolci e per accompagnare formaggi erborinati, caprini, pecorini stagionati. Nella cucina mediorientale si mescolano a olio di oliva e farina per ottenere delle frittelle chiamate “tagilla”, con la farina di dattero ottenuta dai frutti a pasta dura mescolata a quella di orzo si confeziona il pane.
Dal succo del frutto fresco si ottiene una sorta di miele molto usato in pasticceria; lasciato fermentare serve per produrre una bevanda alcolica simile all’acquavite, l'arrak, diffuso nello Sri Lanka ed in India e anche un aceto molto delicato. I noccioli del dattero, previa tostatura, vengono talvolta utilizzati come surrogato del caffè. I datteri dell’oasi di Siwa nell’Egitto nord occidentale, a pochi chilometri dal confine con la Libia, sono presidio Slow Food.

Fin dai tempi più antichi il frutto viene usato per rompere il digiuno durante il mese del Ramadan ed anche in Italia ci sono alcune consuetudini legate a questo frutto, in alcune regioni a Capodanno allo scoccare della mezzanotte si usa mangiarli conservando tre noccioli nel portafoglio come portafortuna. La varietà più diffusa da noi è la Deglet Nour (dito della luce) di origine tunisina dalla forma elegante e dall’ambrata trasparenza dei frutti, ma l’elenco delle cultivar ne conta almeno un centinaio.
I datteri crescono in fitti grappoli, hanno consistenza carnosa e contengono un nocciolo non commestibile, la raccolta avviene solitamente nei mesi di agosto e settembre, vengono fatti essiccare al sole per aumentare la concentrazione zuccherina e prolungare il tempo di conservazione, così da renderli disponibili tutto l’anno.
I datteri freschi (di solito delle varietà Berhi e Hiann) sono da preferire a quelli secchi, sia per il maggior contenuto di vitamine, sia per l'assenza della glassa di glucosio utilizzata per la conservazione. In commercio si trovano anche le più costose produzioni israeliane, di qualità superiore. I frutti sono fra i più ricchi di minerali: grandi fornitori di potassio, ferro, magnesio, fosforo e calcio oltre a rame, zinco e manganese e vitamine del gruppo B. Hanno un effetto tonificante e sono particolarmente indicati in caso di affaticamento o debilitazione fisica. I datteri si possono mangiare da soli oppure ricoperti di cioccolato e farciti con frutta secca. Sono ottimi nella preparazione di dolci e per accompagnare formaggi erborinati, caprini, pecorini stagionati. Nella cucina mediorientale si mescolano a olio di oliva e farina per ottenere delle frittelle chiamate “tagilla”, con la farina di dattero ottenuta dai frutti a pasta dura mescolata a quella di orzo si confeziona il pane.
Dal succo del frutto fresco si ottiene una sorta di miele molto usato in pasticceria; lasciato fermentare serve per produrre una bevanda alcolica simile all’acquavite, l'arrak, diffuso nello Sri Lanka ed in India e anche un aceto molto delicato. I noccioli del dattero, previa tostatura, vengono talvolta utilizzati come surrogato del caffè. I datteri dell’oasi di Siwa nell’Egitto nord occidentale, a pochi chilometri dal confine con la Libia, sono presidio Slow Food.


