Accordo Barilla-Emilia Romagna sulla fornitura di grano duro per il 2014
L’intesa tra la Regione e Barilla, giunta alla sua 8ª edizione consecutiva, prevede per la campagna in corso la fornitura di circa 95mila tonnellate di grano duro di alta qualità pari a una superficie di 16mila ettari
Siglato, nella sede della Regione Emilia Romagna, l’accordo per la fornitura alla Barilla di grano duro di alta qualità coltivato sui territori regionali. L’intesa, che riguarda la campagna cerealicola 2013-2014, prevede un quantitativo di circa 95mila tonnellate, pari a una superficie di 16mila ettari. In base all’accordo - firmato alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, e di Luca Virginio, responsabile relazione esterne di Barilla - si coinvolge l’intera filiera di produzione del grano duro.
Tra le novità di un’intesa giunta alla sua ottava edizione consecutiva, la semplificazione del meccanismo di fissazione dei prezzi di compravendita e, soprattutto, l’inserimento di un decalogo di sostenibilità elaborato da Barilla per migliorare l’impatto ambientale della coltura e favorire la sua resa quantitativa e qualitativa.

«Il fatto che si sia all’ottavo anno consecutivo - ha osservato Rabboni - mostra il valore di questo strumento contrattuale e dei suoi contenuti: si danno certezze preventive di prezzo, quantità e qualità ai produttori e al trasformatore. In questo modo viene data la possibilità di dare stabilità a un comparto importante, come quello agroalimentare, fondamentale per il Made in Italy e spero» che questo accordo «possa essere preso in considerazione anche da altri comparti» del settore agricolo.
«Quando si va a comprare il grano - ha puntualizzato Virginio - è un grande giorno di festa. Il contratto siglato e il lavoro che facciamo sono una punta di diamante, un punto di eccellenza». Barilla acquista ogni anno «1,5 milioni di tonnellate di grano duro, 650mila in Italia e circa 100mila in Emilia Romagna. Questo contratto - ha aggiunto Virginio - per noi è fondamentale per assicurare e garantire la qualità del prodotto finale nel tempo». Qualità, è stato precisato, su cui si innesta anche l’adozione del decalogo di sostenibilità, capace di incrociare modernità e attenzione al passato.
«Quello firmato oggi tra l’Emilia Romagna e la Barilla non solo è un buon accordo - ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo - ma è anche una buona idea che credo possa essere ripercorsa in altre filiere e anche a livello nazionale. Bisogna incoraggiare ogni iniziativa che valorizzi le produzioni agricole del nostro Paese e che, allo stesso tempo, tenga conto della questione della sostenibilità ambientale. Tutto ciò coniugando tradizione e innovazione, due parole chiave del nostro patrimonio agroalimentare».
«È fondamentale, viste anche le condizioni legate all’attuale crisi economica, sostenere iniziative che possano avere ricadute positive sul nostro agroalimentare, sui nostri agricoltori e sul territorio stesso. L’agroalimentare italiano - ha aggiunto il Ministro - rappresenta un settore centrale e strategico per l’intera economia nazionale. Dobbiamo mettere in campo ogni strategia utile per valorizzare e supportare tutti quelli che ogni giorno lavorano duramente per affrontare le grandi sfide dei nostri giorni. Dobbiamo puntare sul nostro Made in Italy che rappresenta una risorsa preziosa e insostituibile, che tutto il mondo ci invidia».
Tra le novità di un’intesa giunta alla sua ottava edizione consecutiva, la semplificazione del meccanismo di fissazione dei prezzi di compravendita e, soprattutto, l’inserimento di un decalogo di sostenibilità elaborato da Barilla per migliorare l’impatto ambientale della coltura e favorire la sua resa quantitativa e qualitativa.

«Il fatto che si sia all’ottavo anno consecutivo - ha osservato Rabboni - mostra il valore di questo strumento contrattuale e dei suoi contenuti: si danno certezze preventive di prezzo, quantità e qualità ai produttori e al trasformatore. In questo modo viene data la possibilità di dare stabilità a un comparto importante, come quello agroalimentare, fondamentale per il Made in Italy e spero» che questo accordo «possa essere preso in considerazione anche da altri comparti» del settore agricolo.
«Quando si va a comprare il grano - ha puntualizzato Virginio - è un grande giorno di festa. Il contratto siglato e il lavoro che facciamo sono una punta di diamante, un punto di eccellenza». Barilla acquista ogni anno «1,5 milioni di tonnellate di grano duro, 650mila in Italia e circa 100mila in Emilia Romagna. Questo contratto - ha aggiunto Virginio - per noi è fondamentale per assicurare e garantire la qualità del prodotto finale nel tempo». Qualità, è stato precisato, su cui si innesta anche l’adozione del decalogo di sostenibilità, capace di incrociare modernità e attenzione al passato.
«Quello firmato oggi tra l’Emilia Romagna e la Barilla non solo è un buon accordo - ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo - ma è anche una buona idea che credo possa essere ripercorsa in altre filiere e anche a livello nazionale. Bisogna incoraggiare ogni iniziativa che valorizzi le produzioni agricole del nostro Paese e che, allo stesso tempo, tenga conto della questione della sostenibilità ambientale. Tutto ciò coniugando tradizione e innovazione, due parole chiave del nostro patrimonio agroalimentare».
«È fondamentale, viste anche le condizioni legate all’attuale crisi economica, sostenere iniziative che possano avere ricadute positive sul nostro agroalimentare, sui nostri agricoltori e sul territorio stesso. L’agroalimentare italiano - ha aggiunto il Ministro - rappresenta un settore centrale e strategico per l’intera economia nazionale. Dobbiamo mettere in campo ogni strategia utile per valorizzare e supportare tutti quelli che ogni giorno lavorano duramente per affrontare le grandi sfide dei nostri giorni. Dobbiamo puntare sul nostro Made in Italy che rappresenta una risorsa preziosa e insostituibile, che tutto il mondo ci invidia».

