Al campionato del mondo di pasta trionfa Giorgio Nava da Cape Town
La seconda edizione del campionato mondiale di pasta, che ha visto sfidarsi 24 cuochi nella preparazioe di primi piatti utilizzando pasta Barilla, ha decretato vincitore Giorgio Nava del ristorante Carne Na di Cape Town
24 chef del gruppo Gvci (gruppo virtuale cuochi italiani), guidati da Rosario Scarpato e Mario Caramella, hanno partecipato alla 2ª edizione del campionato del mondo di pasta.
In una splendida location della Barilla, la Academia della pasta, 22 cuochi italiani, un giapponese e un cinese, entrambi specializzati in cucina italiana, tant'è che il giapponese Yamada Yoshi l'anno scorso ha vinto la prima edizione del concorso Barilla.
I cuochi italiani erano provenienti da Turchia, Sud Africa, Russia, Messico, Cile, Guatemala, Australia, Brasile, Francia, Ucraina, Stati Uniti, Spagna, Danimarca, Tailandia, Paesi Bassi, Argentina, Giappone, Hong Kong, Vietnam, Canada, Singapore, Indonesia.
Ognuno degli chef ha cucinato un piatto di pasta Barilla, in cui l'italianità della ricetta era uno dei parametri per accedere alla finale. Nella selezione di venerdì pomeriggio, solo 4 di questi chef hanno prevalso per la finale, a cui ha assistito Paolo Barilla (nella foto accanto, a destra):
In una finale molto appassionata che ha visto ospite di eccezione un fantastico Piero Chiambretti, tra l'altro proprietario di tre ristoranti a Torino, e Paolo Barilla, i giurati tra cui Luigi Cremona, Matteo Scibilia (nella foto sopra, a sinistra), Saverio Paffumi, Stefano Bassanese di Hong Kong e Gianluigi Zenti executive director dell'Academia Barilla hanno decretato vincitore Giorgio Nava di Cape town che ha realizzato un fantastico piatto di tradizione italiana, ricco di profumi, colore e sapore.
Giorgio Nava è l'esempio di tanti cuochi italiani all'estero, oggi è proprietario di tre ristoranti a Cape town, ha promosso un'allevamento di manzo romagnola e pecore da carne sul territorio, importa le migliori materie prime dall'Italia, e coltiva dando lavoro agli indigeni locali le erbe e le verdure necessarie alle sue ricette con semi anch'essi italiani.
In una splendida location della Barilla, la Academia della pasta, 22 cuochi italiani, un giapponese e un cinese, entrambi specializzati in cucina italiana, tant'è che il giapponese Yamada Yoshi l'anno scorso ha vinto la prima edizione del concorso Barilla. I cuochi italiani erano provenienti da Turchia, Sud Africa, Russia, Messico, Cile, Guatemala, Australia, Brasile, Francia, Ucraina, Stati Uniti, Spagna, Danimarca, Tailandia, Paesi Bassi, Argentina, Giappone, Hong Kong, Vietnam, Canada, Singapore, Indonesia.
Ognuno degli chef ha cucinato un piatto di pasta Barilla, in cui l'italianità della ricetta era uno dei parametri per accedere alla finale. Nella selezione di venerdì pomeriggio, solo 4 di questi chef hanno prevalso per la finale, a cui ha assistito Paolo Barilla (nella foto accanto, a destra):
- Giorgio Nava (nella foto in basso) del ristorante Carne Na a Cape town (Sud Africa) con la ricetta: cavatelli pugliesi con salsa di broccoli, acciughe e fiori di origano;
- Vittorio Beltramelli del ristorante Nolita di Parigi con la ricetta: bavette con pesto leggero e gamberi grigi fritti;
- Walter Potenza detto "Passion Potenza" del ristorante Potenza di Providence (Usa) con la ricetta: mezze maniche con il brodetto di Giulianova;
- Mario Caramella del ristorante InItaly di Singapore con la ricetta: spaghettini freddi con scampi crudi del Mediterraneo e caviale calvisius di Brescia.
In una finale molto appassionata che ha visto ospite di eccezione un fantastico Piero Chiambretti, tra l'altro proprietario di tre ristoranti a Torino, e Paolo Barilla, i giurati tra cui Luigi Cremona, Matteo Scibilia (nella foto sopra, a sinistra), Saverio Paffumi, Stefano Bassanese di Hong Kong e Gianluigi Zenti executive director dell'Academia Barilla hanno decretato vincitore Giorgio Nava di Cape town che ha realizzato un fantastico piatto di tradizione italiana, ricco di profumi, colore e sapore.Giorgio Nava è l'esempio di tanti cuochi italiani all'estero, oggi è proprietario di tre ristoranti a Cape town, ha promosso un'allevamento di manzo romagnola e pecore da carne sul territorio, importa le migliori materie prime dall'Italia, e coltiva dando lavoro agli indigeni locali le erbe e le verdure necessarie alle sue ricette con semi anch'essi italiani.

