Nasce il “sommelier dell’olio”. Ad Alma il primo corso internazionale
È terminato presso Alma il 1° Corso internazionale per una nuova figura professionale: il sommelier dell’olio, che ha coinvolto corsisti provenienti dai 4 continenti. Così si diffonde la cultura dell’eccellenza olearia
Nella nostra cultura l’olio d’oliva è un alimento quasi scontato, anche se certamente non sufficientemente apprezzato a fronte delle sue meravigliose qualità nutrizionali, oltre che gastronomiche. Non è così in altri Paesi che iniziano solo ora a conoscerlo e ad avvicinarsi alla sua cultura; è per questo che al Corso bandito dall’Irvea e Oliveoil Agency in collaborazione con Alma, la prestigiosa Scuola di Alta Cucina di Colorno (Pr), sono affluiti corsisti provenienti da tutte le parti del mondo: Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Olanda, Usa, Turchia, Croazia, Bosnia, Francia, Norvegia e Canada.

Non è un caso che il corso si sia svolto presso un Istituto altamente professionalizzante, che prepara chef che poi andranno ad arricchire il patrimonio di conoscenze delle brigate di cucina dei migliori ristoranti stellati del mondo. Si tratta quindi di veri ambasciatori dell’extravergine che, sparsi nei quattro continenti, potranno fare ciò che più serve all’extra vergine: cultura di prodotto. Specialisti dunque in grado di valorizzare sapientemente l’extravergine, anche mediante preparazioni dirette, con nuove tecniche e metodiche operative in cucina, in sala e nell’industria alimentare, ma anche esperti di comunicazione, per una corretta promozione dell’olio.
Nella prima parte, appena conclusa, di questo corso, quella dedicata al corsisti esteri, si sono alternati alla docenza le più svariate figure; i massimi professionisti ed esperti internazionali del settore, per offrire una conoscenza dell’extravergine a 360°. Se, come abbiamo detto, è vero che in Italia l’uso dell’olio di oliva è abbastanza comune (ma di che qualità?), sarebbe sbagliato credere che solo all’estero occorra una cultura oliandola. Provate a chiedere in Italia a cosa corrisponde il pizzicore, il piccante dell’olio. Al 90% vi risponderanno che è l’acidità!
Anche in Italia quindi servono esperti, comunicatori, divulgatori dell’olio che sappiano parlare in maniera semplice, rispondendo a domande semplici, senza tecnicismi e senza presuntuosi esibizionismi. Non semplici assaggiatori, ma tecnici in grado di dimostrare fattivamente le modalità per un uso alternativo dell’olio, in cucina e in sala. Si tratta di professionisti che potranno affiancare chef e ristoratori per fornire un servizio più adeguato alle aspettative della clientela e che potranno occuparsi, con scienza e coscienza, di customer satisfaction anche nella Gdo.

È per questo che dal 18 al 22 marzo si ripeterà sempre presso Alma il medesimo corso, dedicato agli italiani. Il corso si concluderà il 23 marzo con un importante Convegno sul marketing strategico dell’olio d’oliva. Per informazioni: www.oliveoilagency.org.

Non è un caso che il corso si sia svolto presso un Istituto altamente professionalizzante, che prepara chef che poi andranno ad arricchire il patrimonio di conoscenze delle brigate di cucina dei migliori ristoranti stellati del mondo. Si tratta quindi di veri ambasciatori dell’extravergine che, sparsi nei quattro continenti, potranno fare ciò che più serve all’extra vergine: cultura di prodotto. Specialisti dunque in grado di valorizzare sapientemente l’extravergine, anche mediante preparazioni dirette, con nuove tecniche e metodiche operative in cucina, in sala e nell’industria alimentare, ma anche esperti di comunicazione, per una corretta promozione dell’olio.
Nella prima parte, appena conclusa, di questo corso, quella dedicata al corsisti esteri, si sono alternati alla docenza le più svariate figure; i massimi professionisti ed esperti internazionali del settore, per offrire una conoscenza dell’extravergine a 360°. Se, come abbiamo detto, è vero che in Italia l’uso dell’olio di oliva è abbastanza comune (ma di che qualità?), sarebbe sbagliato credere che solo all’estero occorra una cultura oliandola. Provate a chiedere in Italia a cosa corrisponde il pizzicore, il piccante dell’olio. Al 90% vi risponderanno che è l’acidità!
Anche in Italia quindi servono esperti, comunicatori, divulgatori dell’olio che sappiano parlare in maniera semplice, rispondendo a domande semplici, senza tecnicismi e senza presuntuosi esibizionismi. Non semplici assaggiatori, ma tecnici in grado di dimostrare fattivamente le modalità per un uso alternativo dell’olio, in cucina e in sala. Si tratta di professionisti che potranno affiancare chef e ristoratori per fornire un servizio più adeguato alle aspettative della clientela e che potranno occuparsi, con scienza e coscienza, di customer satisfaction anche nella Gdo.

È per questo che dal 18 al 22 marzo si ripeterà sempre presso Alma il medesimo corso, dedicato agli italiani. Il corso si concluderà il 23 marzo con un importante Convegno sul marketing strategico dell’olio d’oliva. Per informazioni: www.oliveoilagency.org.

