Noci, nocciole, mandorle e ancora prugne, datteri e fichi: la frutta secca ed essiccata, protagonista delle tavole natalizie, viene consumata con sensi di colpa per il suo elevato potere calorico e la ricchezza in grassi. In realtà proprio per queste caratteristiche è un alimento fondamentale nella dieta degli sportivi e dei vegetariani e fonte di importanti vitamine e sali minerali utili per la nostra salute. Un vero integratore alimentare naturale.



Le noci sono il frutto dell’albero del noce originario del Sudest asiatico. La varietà più conosciuta è quella di Sorrento con guscio chiaro, poco rugoso e sottile. Esistono anche quelle tropicali: la noce Pecan presente anche in Sicilia e in Puglia e la noce del Brasile originaria dell’Amazzonia dal sapore simile al cocco contenuta in un frutto grosso come un’arancia. Ricca di sali minerali e di acidi grassi, se ne ricava un olio che anticamente era utilizzato per l’illuminazione, in seguito come medicinale e come condimento nel periodo bellico.

Le nocciole, famosa la tonda gentile delle Langhe Igp, sono ricche di grassi insaturi considerati benefici per il cuore. Anche dalle nocciole si ricava un olio, molto simile a quello di oliva, utilizzato sia in cucina che in cosmesi.

Le mandorle sono utilizzate soprattutto in pasticceria in tradizionali preparazioni come torroni, mandorlati e confetti. Da ricordare la Mandorla di Ceglie Messapica in Puglia caratterizzata da una forma a due semi ovali, quella di Avola in Sicilia e quella di Toritto un paese in provincia di Bari, presidio Slow Food.

I datteri dalla polpa carnosa e zuccherina sono ricchi di potassio. Le varietà più coltivate sono Majhool, Deklet noor, Ameri, Deri, Halawi e Zahidi, Berhi and Hiann. Vengono fatti seccare al sole per renderli disponibili tutto l’anno. Alcune varietà (la Berhi e la Hiann) vengono invece commercializzate fresche. I migliori sono quelli di Israele, molto grossi, scuri, morbidi e dolcissimi. I datteri più diffusi nella grande distribuzione sono di provenienza tunisina, di bassa qualità, piccoli come calibro e poco dolci sebbene siano addizionati con sciroppo di glucosio. Riconoscibili perchè confezionati con un rametto di plastica.

Dei fichi secchi va ricordato quello mandorlato prodotto a San Michele Salentino: una fila di fichi secchi accoppiati con una mandorla all’interno e spezie naturali. Ed ancora i fichi secchi di Carmignano annoverati tra i prodotti tipici tutelati dalla Regione Toscana e presidio Slow Food. Vengono essiccati secondo un preciso processo di lavorazione che si tramanda di generazione in generazione.