Da McDonald’s arriva “Gran Chianina”. Hamburger con 100% carne toscana Igp
McDonald’s introduce sul mercato "Gran Chianina" l'hamburger con il 100% di carne Chianina Igp. A dicembre sarà la volta di "Gran Piemontese", il panino con un'altra carne pregiata. Le iniziative dureranno tre settimane
Cento grammi di carne chianina Igp in un pane tipo tartaruga, con salsa di noci, anelli di cipolla fritti, scarola e crema al pecorino romano Dop, per 537 calorie: è il nuovo panino che McDonald’s, il gigante del fast food, propone nei suoi 470 ristoranti italiani. «È un altro passo nella direzione della valorizzazione e della qualità e delle tipicità italiane - ha detto Marco Ferrero, direttore marketing di McDonald's Italia presentando a Firenze la nuova iniziativa - e la sfida è quella di far incontrare i grandi volumi di una realtà come la nostra con una delle carni più pregiate d'Italia». Il 4 dicembre partirà un'analoga iniziativa per valorizzare un'altra carne pregiata, la Piemontese, tutelata dal Consorzio Coalvi, con un secondo panino d'autore, il “Gran Piemontese”, con scarola e crema di porcini tartufati. Avrà lo stesso prezzo ma sarà un po' più light: solo 404 calorie. Entrambe le iniziative dureranno tre settimane ed è previsto un consumo di 400mila panini.
Dopo l'adozione nei suoi menu di prodotti certificati come Parmigiano Reggiano o l'Asiago, un percorso cominciato nel 2008, la McDonald's prosegue nella ricerca e l'incontro con le eccellenze italiane con la mission di vendere la top quality ad un prezzo basso, accessibile soprattutto ai giovani che rappresentano la clientela tradizionale. Il risultato è anche quello di affrancarsi dal giudizio negativo che colpisce il fast food specialmente nella patria della buona cucina.
L'hamburger “Gran Chianina”, che oltre alla pregiata carne contiene ingredienti tutti italiani, è nata dalla collaborazione fra la Fondazione Qualivita, il Consorzio di tutela Vitellone Bianco e Coldiretti. «La qualità fa rima con la verità, anche se i sapori e i gusti sono soggettivi - ha detto Mauro Rosati di Qualivita - e nei nostri dieci anni di attività abbiamo messo a punto uno standard che rappresenta un sistema di garanzia per la trasparenza delle informazioni sulla qualità alimentare nella ristorazione e per la valorizzazione dei prodotti certificati, e McDonald’s è stato tra i primi ad aderirvi».
I grandi numeri del brand danno la possibilità di diffondere la conoscenza di prodotti pregiati ad un pubblico vastissimo, ma anche pongono il problema di maxi-forniture. Per l'operazione Gran Chianina sono stati coinvolti oltre 50 dei mille allevatori toscani e umbri.
«L'obiettivo del Consorzi di tutela dell'Igp Vitellone Bianco dell'Appennino centrale che tutela questa antica razza recuperata dall'estinzione - ha detto il suo presidente Stefano Mengoli - è quello di tutelare e di promuovere le razze bovine tipiche Chianina, Marchigiana Romagnola. Va quindi il nostro plauso ad iniziative come questa. Nulla si riesce a valorizzare se da sola non vale».
L'accordo con McDonald's avrà anche un altro effetto in favore dei consumatori che potranno gustare la vera Chianina e la Piemontese. Mentre finora i ristoranti che le offrono, certificate dai consorzi, sono solo 84, concentrati nelle zone degli allevamenti, diventeranno 500 in tutt'Italia quelli che garantiranno la bistecca giusta. L'accordo con la multinazionale dell'hamburger dimostra sensibilità alle esigenze locali e potrebbe contribuire fortemente a combattere le contraffazioni perché fornisce informazioni adeguate su ciò che viene servito. «Troppo spesso i consumatori non vengono informati correttamente e un'adeguata comunicazione legata ai prodotti Dop e Igp aumenta la consapevolezza e la conoscenza», ha detto Pier Maria Saccani dell'Aicig, l'associazione che riunisce i consorzi italiani. Alla presentazione fiorentina di “Gran Chianina” con conseguente degustazione, è intervenuto l'assessore all'Agricoltura della Regione Toscana Gianni Salvatori che ha ricordato come tra i prodotti dell'agroalimentare, la bistecca alla fiorentina di chianina sia un must per i milioni di turisti che arrivano ogni anno.
«È un brand da gestire con criteri moderni - ha detto - perché se si vive di passato non c'è futuro. Dobbiamo passare dalla nostalgia all'investimento, e siamo in grado di farlo, raddoppiando il contributo dell'agricoltura al Pil toscano tutelando l'ambiente, il paesaggio e rivitalizzando i terreni incolti. Tutelare la qualità del prodotto non significa vivere “in purezza”. Non abbiamo paura di incontrare i grandi marchi: dobbiamo rispondere alla qualità ma anche alla quantità, e questa di McDonald’s è una sfida importante per la Toscana».


