“Appena Munto” è il nuovo formaggio degli allevatori della provincia di Varese
L'ultima creazione degli allevatori della provincia di Varese è il formaggio "Appena Munto", fatto con latte crudo, lavorato entro un’ora dalla mungitura e stagionato qualche settimana. Qualità e freschezza i punti forti
Si chiama “Appena Munto” e il nome è già indicativo della freschezza e della filiera corta, elementi che distinguono il nuovo formaggio creato dagli allevatori della provincia di Varese: prodotto direttamente dalle aziende zootecniche della provincia prealpina, il formaggio è fatto con latte crudo, stagionato qualche settimana per mantenere il sapore dolce e delicato del latte munto nella nostra provincia.
Dopo la “passerella” in anteprima in occasione di “AgriVarese”, dove è stato presentato ai consumatori e alla città, l’”Appena Munto” ora si prepara ad incontrare il mercato. Dalla sua parte ci sono caratteristiche di qualità e freschezza importanti: il latte crudo è lavorato appena munto (da qui il nome), entro un’ora dalla mungitura.
Si tratta di latte non raffreddato e non sottoposto a standardizzazione dei contenuti di grasso: il latte conserva tutto il corredo enzimatico, vitaminico e dei batteri lattici. Senza aggiunta di additivi tecnologici, è prodotto direttamente in azienda a km zero di spostamento del latte.
Ad oggi sono dieci le aziende agricole che lo producono: Baita San Gemolo a Valganna, Fattoria Pasquè a Casale Litta, Fattoria Paccani a Cantello, Il Ronco a Casciago, Valleluna a Varese, Torresan a Caravate, Rinascita a Parabiago, Francesco Capoferri a Besano, Caseificio La Frisona a Busto Arsizio e “Ul Sasson” a Marzio.
Tutte le aziende che producono il formaggio “Appena Munto” sono associate all’Apa (Associazione provinciale allevatori) e aderiscono ad un regolamento di produzione ed utilizzano un metodo di lavorazione antico per un prodotto morbido e dolce: il prodotto non è però standardizzato, ma ogni azienda gli conferisce peculiarità proprie e una nota caratteristica all’assaggio: il gusto cambia leggermente con la stagione e la maturazione.
Da parte della Coldiretti, c’è «soddisfazione per un obiettivo che si concretizza: il neonato formaggio ha tutte le carte in regola per essere un prodotto di successo e dare nuovi spazi di mercato agli allevatori del comprensorio prealpino».
Lo sottolineano il presidente e il direttore della federazione di Varese, Fernando Fiori e Francesco Renzoni, rimarcando «la positività della notizia in un momento non facile per il comparto lattiero caseario varesino: un prezzo del latte che non remunera a dovere gli allevatori e il continuo aumento dei costi di produzione mette alle strette le nostre imprese: deve far riflettere soprattutto il fatto che, nell’ultimo decennio, il numero degli allevatori sia calato, in provincia di Varese, di oltre il 30%, passando dalle 153 del 2003 alle 105 di quest’anno, come confermano i dati elaborati da Coldiretti su dati Agea e Dg Agricoltura Regione Lombardia».
Negli ultimi dieci anni - concludono i vertici di Coldiretti Varese - «è stato perso un patrimonio enorme del nostro settore zootecnico. E se alcune aziende si sono ristrutturate sia dal punto di vista produttivo che della gestione, molte altre hanno chiuso, punto e basta, a causa dei costi sempre più alti a fronte di un valore del latte che spesso non ha permesso neppure di coprire le spese di gestione delle imprese stesse».
Dopo la “passerella” in anteprima in occasione di “AgriVarese”, dove è stato presentato ai consumatori e alla città, l’”Appena Munto” ora si prepara ad incontrare il mercato. Dalla sua parte ci sono caratteristiche di qualità e freschezza importanti: il latte crudo è lavorato appena munto (da qui il nome), entro un’ora dalla mungitura.Si tratta di latte non raffreddato e non sottoposto a standardizzazione dei contenuti di grasso: il latte conserva tutto il corredo enzimatico, vitaminico e dei batteri lattici. Senza aggiunta di additivi tecnologici, è prodotto direttamente in azienda a km zero di spostamento del latte.
Ad oggi sono dieci le aziende agricole che lo producono: Baita San Gemolo a Valganna, Fattoria Pasquè a Casale Litta, Fattoria Paccani a Cantello, Il Ronco a Casciago, Valleluna a Varese, Torresan a Caravate, Rinascita a Parabiago, Francesco Capoferri a Besano, Caseificio La Frisona a Busto Arsizio e “Ul Sasson” a Marzio.
Tutte le aziende che producono il formaggio “Appena Munto” sono associate all’Apa (Associazione provinciale allevatori) e aderiscono ad un regolamento di produzione ed utilizzano un metodo di lavorazione antico per un prodotto morbido e dolce: il prodotto non è però standardizzato, ma ogni azienda gli conferisce peculiarità proprie e una nota caratteristica all’assaggio: il gusto cambia leggermente con la stagione e la maturazione.
Da parte della Coldiretti, c’è «soddisfazione per un obiettivo che si concretizza: il neonato formaggio ha tutte le carte in regola per essere un prodotto di successo e dare nuovi spazi di mercato agli allevatori del comprensorio prealpino».
Lo sottolineano il presidente e il direttore della federazione di Varese, Fernando Fiori e Francesco Renzoni, rimarcando «la positività della notizia in un momento non facile per il comparto lattiero caseario varesino: un prezzo del latte che non remunera a dovere gli allevatori e il continuo aumento dei costi di produzione mette alle strette le nostre imprese: deve far riflettere soprattutto il fatto che, nell’ultimo decennio, il numero degli allevatori sia calato, in provincia di Varese, di oltre il 30%, passando dalle 153 del 2003 alle 105 di quest’anno, come confermano i dati elaborati da Coldiretti su dati Agea e Dg Agricoltura Regione Lombardia».
Negli ultimi dieci anni - concludono i vertici di Coldiretti Varese - «è stato perso un patrimonio enorme del nostro settore zootecnico. E se alcune aziende si sono ristrutturate sia dal punto di vista produttivo che della gestione, molte altre hanno chiuso, punto e basta, a causa dei costi sempre più alti a fronte di un valore del latte che spesso non ha permesso neppure di coprire le spese di gestione delle imprese stesse».

