Da sempre è l'olivo, insieme alla vite, il protagonista dell'economia rurale in Toscana, insostituibile nella tradizione gastronomica e nella funzione paesaggistica, ambientale e culturale. Firenze, dove magnifici edifici testimoniano il fiorente commercio dell'olio nei secoli passati, ha istituito un premio per l'olio toscano d'eccellenza dedicandolo a Massimo Pasquini e Marco Mugelli, personaggi della vita cittadina che più ne hanno segnato l'evoluzione negli ultimi decenni. Entrambi sono scomparsi nel 2011, a poca distanza l'uno dall'altro.

Il premio, battezzato «Il Magnifico Olive Oil Award» è stato ideato da Matia Barciulli, chef dell'Osteria di Passignano, e da Giorgio Mori, produttore di macchinari per frantoi evoluti. Alla presentazione, al Palazzo del Grano di Firenze, sono intervenuti i promotori, l'assessore all'Agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori e, per la Provincia, il suo omologo Pietro Roselli. Sono state ricordate con varie testimonianze le figure di Massimo Pasquini e di Marco Mugelli. Il primo,dirigente della Camera di Commercio di Firenze, si era negli anni particolarmente speso nella promozione e nella diffusione della conoscenza dell'unicità dell'extravergine delle colline toscane e sul suo felice inserimento nella ristorazione di qualità. L'idea che i ristoratori dovessero essere i primi valorizzatori e divulgatori delle qualità organolettiche e salutistiche dell'olio - argomento di grande attualità- è stato uno dei cavalli di battaglia di Pasquini, che è riuscito a sensibilizzare gli chef nell'utilizzo del giusto olio in abbinamento a ogni singolo piatto.

Più concentrato sul fattore produttivo è stato invece l'insegnamento di Marco Mugelli, vero e proprio guru dell'olio di eccellenza. Consulente in Italia e all'estero, è stato presidente dell'Anapoo, l'associazione nazionale degli assaggiatori di olio, ma la sua profonda conoscenza del settore e la sua competenza di agronomo lo ha reso un punto di riferimento dell'intera filiera: dalla gestione delle piante fino all'estrazione dell'olio, per la quale aveva anche progettato macchinari all'avanguardia. Il Premio, al quale ogni produttore potrà inviare una sola selezione, sarà articolato in quattro distinte sezioni, Premio Il Magnifico: Olio dell'Anno, prodotto in Toscana da olive toscane che abbia ottenuto il punteggio maggiore in assoluto dal panel. Premio Massimo Pasquini: Ristorazione, l’olio prodotto in Toscana da olive toscane che negli assaggi del panel sia risultato il più adatto all’abbinamento con le pietanze tipiche della ristorazione Toscana. Premio Marco Mugelli: Innovazione, l’olio prodotto in Toscana da olive toscane che negli assaggi del panel abbia ottenuto il punteggio maggiore e che abbia il maggior numero di polifenoli.

Ma il premio ha anche un taglio internazuionale, aperto alle altre realtà, con la sezione Premio OutsideTuscany, Il migliore dal resto del mondo, che premierà quello prodotto fuori Toscana da olive non toscane che abbia ottenuto il maggior punteggio dal panel. Scopo del premio è valorizzare questa eccellenza dal gusto unico e apprezzato in tutto il mondo, dargli il giusto riconoscimento, anche economico, e aprire sbocchi commerciali alle piccole produzioni.



Nello stesso tempo, il Premio ambisce a stimolare i piccoli produttori a unirsi in modo da poter avere sui mercati un maggiore peso. La sensibilizzazione dei ristoratori, così come delineata da Massimo Pasquini, e l'innalzamento qualitativo dell'intera produzione toscana, perseguita da Marco Mugelli, sono i due presupposti che insieme all'opera di divulgazione mediatica del Premio concorreranno alla realizzazione dello scopo. L'apertura nei confronti delle produzioni di altre regioni e di altri paesi inoltre intende dare maggior diffusione e qualificazione al Premio, oltre che ribadire il ruolo centrale della Toscana nella nascita del moderno concetto di produzione dell'olio d'oliva di qualità. L'olivo è un indelebile marcatore del paesaggio toscano, e alcuni sono autentici monumenti viventi, come quello della Strega a Magliano o quello di Massarosa in Versilia.

Il patrimonio olivicolo passa di generazione in generazione, ma non va solo tutelato nostalgicamente. L'olivicoltura come le altre filiere agricole deve essere adeguata alle moderne esigenze, stimolandone l'evoluzione secondo pratiche sostenibili. Ma soprattutto, come ha sottolineato l'assessore Gianni Salvadori, l'unico modo per mantenere il paesaggio olivicolo toscano è quello di renderlo remunerativo. «L'iniziativa del Premio va proprio in questo senso - ha detto - e dare a questa produzione il giusto riconoscimento di prezzo sul mercato è anche la finalità delle politiche agricole regionali» . L'assessore Pietro Roselli ha commentato positivamente l'iniziativa anche per i suoi lati innovativi, che sono quelli di non seguire le ormai consuete categorie del fruttato intenso medio e leggero ma di ampliare, quasi rivoluzionare, i parametri dell'assaggio.

Il primo premio assoluto andrà infatti all'olio che al panel di assaggiatori darà maggiori sensazioni, al di là degli schemi tradizionali. E' stato comunque precisato che i primi dieci oli scelti dal panel saranno sottoposti ad analisi chimiche per avere anche una verifica scientifica.Il panel, coordinato da Adina Petrioli, è composto da 8 assaggiatori professionisti, iscritti all'Elenco Nazionale che naturalmente non risultino titolari o rappresentanti di aziende produttrici in concorso. I suoi componenti assaggeranno non più di 6 campioni a sessione. I dieci oli finalisti saranno i protagonisti della serata di premiazione che si terrà il prossimo 4 aprile presso il Castello del Nero di Tavarnelle Val di Pesa. Alla presenza di autorità, sponsor e rappresentanti dei media i prodotti sul podio racconteranno la loro storia in un video. Successivamente il gran finale con i vincitori di ogni singola categoria che riceveranno un attestato e un distintivo che potrà apparire sul packaging dei prodotti.