Cece del solco dritto di Valentano - SCHEDA
II cece del solco dritto è una leguminosa da granella, caratterizzata da semi lisci di colore bianchiccio con peso variabile da 250 a 350 mg ed è attualmente coltivata a Valentano ed Acquapendente (Vt)
Un tempo i legumi erano una delle poche fonti alimentari di proteine. Grazie all’intervento della comunità montana locale è ripresa la coltivazione, con tecniche naturali e senza aggiunta di prodotti chimici, di un prezioso prodotto agricolo tradizionale, appunto un legume, di Valentano: il cece. Le caratteristiche organolettiche di questo legume derivano dalle particolari elementi tipici del terreno di coltivazione del luogo, ricco di potassio ma povero di calcio.

II cece del solco dritto è una leguminosa da granella destinata al consumo alimentare fresco. È caratterizzato da semi lisci di colore bianchiccio con peso variabile da 250 a 350 mg ed è attualmente coltivato in un’area ristretta situata all’interno dei comuni di Valentano ed Acquapendente (Vt).
Deve il suo nome ad una manifestazione della tradizione contadina del Comune di Valentano, “La tiratura del solco dritto” , che si svolge il 14 agosto di ogni anno nella piana sottostante il paese. Pur vantando un’antica tradizione in queste zone, poiché il cece era una delle poche fonti di proteine degli agricoltori, solo recentemente è ripresa la sua coltivazione grazie all’intervento della comunità montana del luogo.

II cece del solco dritto è una leguminosa da granella destinata al consumo alimentare fresco. È caratterizzato da semi lisci di colore bianchiccio con peso variabile da 250 a 350 mg ed è attualmente coltivato in un’area ristretta situata all’interno dei comuni di Valentano ed Acquapendente (Vt).
Deve il suo nome ad una manifestazione della tradizione contadina del Comune di Valentano, “La tiratura del solco dritto” , che si svolge il 14 agosto di ogni anno nella piana sottostante il paese. Pur vantando un’antica tradizione in queste zone, poiché il cece era una delle poche fonti di proteine degli agricoltori, solo recentemente è ripresa la sua coltivazione grazie all’intervento della comunità montana del luogo.

