Granoro e la Scuola Sant’Anna di Pisa. Quando la pasta è amica del cuore
Siglato un accordo tra Granoro e la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa per la ricerca biomedica. L’idea è quella di utilizzare la pasta come veicolo di principi farmacologicamente attivi per la prevenzione dell’insufficienza cardiaca, proponendo un modello sano e costruttivo di alimentazione
Il Pastificio Granoro, azienda italiana leader nella produzione di pasta di qualità, decide di investire nella ricerca e nello sviluppo della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa. Il finanziamento sostiene un progetto di ricerca biomedica dell'Istituto di scienze della sita che avrà la durata di tre anni e verterà attorno alla prevenzione dell'insufficienza cardiaca dopo infarto con il cibo. L'idea è quella di utilizzare la pasta come veicolo primario di principi farmacologicamente attivi per la prevenzione dell'insufficienza cardiaca, proponendo un modello sano e costruttivo di alimentazione.La promozione della 'cultura del mangiare sano” è sempre stato uno dei principi e dei valori etici più profondi del Pastificio Granoro. Gli sforzi dell'azienda nel ricercare sempre nuove tecnologie produttive non hanno mai perso di vista il principio cardine di tutta la produzione aziendale: offrire al consumatore prodotti in grado di sostenere la salute alimentare e la sana alimentazione.
Granoro in questi anni ha già sviluppato una serie di iniziative in collaborazione con associazioni, e scuole, oltre ad aver ottenuto importanti certificazioni per i suoi prodotti, tutte orientate alla promozione della salute alimentare e alla prevenzione attraverso l'assunzione di cibi sani e naturali, concetti sempre più promossi dalla comunità scientifica internazionale e che evidenziano strette connessioni tra il tipo di alimentazione e la salute. La produzione dell'azienda ha creduto e investito nella nutraceutica alimentare, grazie anche alla creazione di linee di pasta (Cuore Mio) note per le proprietà salutari e gli effetti positivi sul metabolismo lipidico dovuti all'utilizzo di una fibra solubile, come il beta-glucano d'orzo.
In una fase di profonda recessione economica, nella quale molte industrie chiudono e c'è sempre meno spazio per il coraggio d'impresa, l'iniziativa della Granoro è un ulteriore punto di partenza per confermare la ricerca universitaria italiana a servizio della innovazione e dello sviluppo economico. Il progetto si pone all'avanguardia degli studi di nutraceutica cardiovascolare e dimostra quanto sia necessario investire nella ricerca scientifica per migliorare la qualità della vita, per sostenere il territorio e, non per ultimo, rendere possibile la riduzione della spesa sanitaria. «L'accordo stipulato con la Granoro - precisa Vincenzo Lionetti, medico ricercatore del Laboratorio di scienze mediche dell'Istituto di Scienze della vita e responsabile scientifico del progetto - non ha soltanto un importante valore scientifico, ben inserendosi nell'identità multidisciplinare dell'Istituto, ma esalta il valore strategico di investire in ricerca ed innovazione per favorire il mondo dell'impresa, e quindi del lavoro. La difficile situazione finanziaria non deve essere un pretesto per non attingere al fervido mondo della ricerca italiana, quale risorsa eccellente. Piuttosto, essa deve incoraggiare a promuovere lo sviluppo economico del Paese attraverso l'attuazione di percorsi scientifici innovativi e concreti volti a favorire il dialogo e la cooperazione tra enti di ricerca, imprenditoria, istituzioni e territorio».

