Il Lazio dell'extravergine. Un mese a tutto... olio!
A Roma per tutto il mese di marzo si terranno eventi del gusto all'Enoteca regionale Palatium e alla Città del gusto del Gambero Rosso. Il ricco programma prevede degustazioni, menu in abbinamento, happy hour e serate a tema. Protagonista assoluto l'olio extravergine delle diverse aree del Lazio
ROMA - Una festa lunga un mese a Roma in onore dell'olio extravergine del Lazio. Per tutto marzo l'Arsial, l'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura, ha organizzato in collaborazione con Uliveti del Lazio e con Slow Food una kermesse del gusto, 'Il Lazio dell'extravergine” che dai tavoli dell'Enoteca regionale di via Frattina si sposterà il 23 marzo alla Città del Gusto del Gambero Rosso per una giornata dedicata ai produttori olivicoli. Il ricco programma prevede degustazioni, menu in abbinamento, happy hour e serate a tema. Durante tutto il mese un carrello con pane e oltre dieci tipologie di extravergine delle diverse aree del Lazio sarà a disposizione degli ospiti durante i pasti e gli aperitivi. Si tratta di un'operazione promozionale articolata per far conoscere questo prodotto d'eccellenza che vanta quattro Dop: Canino, Sabina, Tuscia e Colline Pontine. L'iniziativa è stata presentata a Roma dal presidente dell'Arsial, Erder Mazzocchi, da Massimo Gargano di Unaprol e presidente della Coldiretti Lazio, da Giampaolo Sodano, vicepresidente dell'Aifo, l'Associazione italiana frantoiani oleari, e da Paolo Cuccia, presidente del Gambero Rosso.
La campagna olearia 2011-12, a causa della siccità, nel Lazio come in altre regioni, ha visto una significativa contrazione della produzione. «è risultato comunque un olio di una qualità straordinaria - ha detto Mazzocchi dell'Arsial - e dobbiamo far maturare nei consumatori la consapevolezza del grande valore organolettico e nutrizionale del nostro extravergine. Inoltre la richiesta di qualità è importante perché può contribuire ad orientare l'offerta del mercato. Con questa iniziativa vogliamo sopratutto stare a fianco dei produttori laziali per rilanciare il consumo di questo prodotto d'eccellenza in grado di remunerare il loro lavoro. Un recupero dei prezzi al consumo è necessario per mantenere viva la filiera,fondamentale per l'economia agricola della regione».
La produzione totale – 7mila tonnellate - rappresenta il 7,2 di quella nazionale con 86mila ettari olivetati nelle 5 province: Frosinone, Latina, Roma, Rieti e Viterbo. Sempre più agricoltori sono orientati verso le coltivazioni biologiche. è un comparto attivo che vede impegnate il 61% delle 128.00 imprese agricole con una produzione lavorata in 329 frantoi,con una media di 60 tonnellate di olive ognuno. Sono numeri importanti considerando che l'olivicoltura soprattutto in zone collinari ha anche la funzione di tutelare il territorio ed il paesaggio, contro il degrado sociale e ambientale che comporterebbe l'abbandono dei campi.
La promozione di questo prodotto presso il consumatore - che deve saper scegliere sugli scaffali dei supermercati - deve puntare sulla qualità ma anche sulla tracciabilità che ne garantisca l'origine magari soltanto digitando un numero riportato sulla bottiglia. Per Massimo Gargano bisogna diffidare di un prezzo troppo basso, dietro il quale possono celarsi la mancanza di sicurezza alimentare per la presenza di processi chimici nella lavorazione o anche lo sfruttamento del lavoro. «Quella che viene compiuta sull'olio - ha detto - è la madre di tutte le frodi. è indiscussa la grandissima qualità del nostro extravergine e chiunque va in altre direzioni va espulso dal sistema».

Le tante frodi sono state denunciate da Giampaolo Sodano, rappresentante dei frantoiani. «Da un anno l'Aifo ha intrapreso un doppio percorso: un'alleanza tra produttori e consumatori per monitorare i prodotti venduti dalla Grande Distribuzione e un'alleanza con gli agricoltori per valorizzare il prodotto perché non è indifferente la qualità all'origine. Non si può fare buon olio se le olive non sono state ben coltivate,ben raccolte e ben custodite prima di essere frante».
L'evento previsto al Gambero Rosso coinvolgerà le istituzioni, i produttori, i consumatori e gli chef per valorizzare un prodotto che per Paolo Cuccia ha una qualità apprezzata in tutto il mondo, simbolo della migliore tradizione gastronomica del nostro Paese. Invocata ancora una volta e da più parti l'opportunità di una carta degli oli nei ristoranti. Anche la confezione monodose, aperta al momento dal cliente, è in grado di preservare il prodotto dall'ossidazione mantenendone tutta la qualità.


