NAPOLI - Siamo a Napoli, in posizione baricentrica rispetto alla multimedialità del trasporto cittadino. A due passi dalla stazione centrale, con la sua Piazza Garibaldi che mostra le sue viscere a causa di un perenne cantiere di linea metropolitana e che sempre si palesa per quella sua capacità di essere un vero suk, in abbraccio ad una multietnia che è realtà.

Vicino è l'imbocco a tutte le arterie autostradali, verso il sud (la Salerno-Reggio Calabria), verso l'est (per Bari), verso il nord (per Roma e Milano) e per quel brulicante budello interno che è la tangenziale.

Proprio qui, vicino al porto e a quattro passi dall'aeroporto di Capodichino, dal 1945, si trova l'unica sede della pizzeria Masardona.

Masardona è un termine che sta ad indicare una donna affidabile, in grado di portare l'ambasciata, ovvero di trasmettere messaggi orali da un soggetto ricevente a un soggetto destinatario.

E appunto Masardona fu denominata, per provvida puntuale ambasciata, la nonna di Vincenzo (Enzo) Piccirillo, patron, mente ed anima, coadiuvato dalla moglie Anna, da due figli e due cugine, di questa pizzeria friggitoria, che per bontà di prodotto e per magia di atmosfera e di situazioni a contorno, è davvero unica.

è praticamente una pizzeria monoprodotto. In questo caso la pizza fritta, di cui è sontuoso e discriminante valore aggiunto l'impasto. Seria e severa, con tensione all'eccellenza, la cernita dei fornitori per quanto attiene i pochi, fondamentali ingredienti che costituiscono il ripieno canonico, da manuale, della pizza fritta: salsa di pomodoro, cicoli, provola e ricotta. Enzo adopera provola e ricotta vaccine.

Non cercate la pizza al forno. Non c'è. Non cercate tavolini all'interno, non ve ne sono. C'è un'unica grande sala con arredo sobrio: sgabelloni, funzionale mensola e frigo dal quale a self-service estrarre la bevanda prescelta. A vista, un genuino show food, Enzo che fa le pizze.

C'è chi le ordina per telefono, e i pony di Enzo, veloci ed abili, le consegnano. C'è chi arriva, ordina e porta via, fa insomma il take-away, e c'è chi arriva, ordina e mangia in sala, oppure utilizza i pochi tavolini esterni sul marciapiede. Non si può non socializzare; non si vuole non socializzare!

Sovente finiscono prima le pizze, ovvero si esaurisce l'impasto, che non le richieste di una clientela variegata, che svela cos'è l'umanità della Napoli verace, tra chiacchiere e sorrisi.

Enzo apre alle sette del mattino, allorquando la clientela è costituita dai lavoratori dei vicini mercati all'ingrosso (per loro è il fine turno), dai lavoratori portuali e da tutti coloro i quali, e sono tanti, fanno colazione non ingurgitando zuccheri, bensì introitando i sapori caldi del battilocchio, cioè la mezza pizza fritta, che costituisce uno spuntino piuttosto che un pasto. Ma al mattino ci sono anche i tortanielli, sorta di torte rustiche, la cui farcia è simile a quella della pizza fritta.

E così ad andare, muta la clientela, ed Enzo è lì che impasta e farcisce e le cugine sono lì a friggere e ad impacchettare, mentre la moglie smista le comande.

Si arriva all'ora di pranzo e c'è il pienone. Mai si perde la calma, mai sparisce il sorriso, sempre c'è il tempo per il conversare con gli amici clienti. Intorno alle tre del pomeriggio, si chiude.

Soltanto il sabato si riapre, e l'offerta si amplia ad altri fritti: i panzarotti, i supplì, le frittatine di maccheroni. Il listino si situa fuori dal tempo: la pizza fritta a soli 4 euro e il battilocchio a 2. Sono chiusi il lunedì ed il giovedì. Masardona, il posto più saporito per cominciare a scoprire la Napoli che ancora c'è. Masardona, il tempio aureo della pizza fritta.


Masardona
Via G.C. Capaccio 27, Napoli
Tel 081 281057
Chiuso lunedì e giovedì
Aperto dalle 7 alle 15
Solo il sabato apertura serale