Oltre al patrimonio artistico, storico e paesaggistico, l'Italia è una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo anche (e forse soprattutto!) per la sua arte culinaria. Giustamente, visto che ogni città, comune, provincia, regione offre una enorme varietà di deliziose specialità.

Quando si nomina la Sicilia si pensa ai frutti di mare, la Sardegna richiama alla mente sapori antichi e profumi di erbe e prodotti dell'agricoltura, ma quando si dice Emilia Romagna viene quasi spontaneo pensare ai suoi salumi, e comparando i diversi voli con Skyscanner e atterrando all'aeroporto Marconi di Bologna si può subito partire alla ricerca delle prelibatezze locali.

Il prosciutto crudo non ha bisogno di introduzione, dal Parma al San Daniele, è forse il salume più conosciuto e venduto al mondo, insieme al prosciutto cotto, più leggero e digeribile, sempre di origine romagnola, alla mortadella, insaccato cotto nato quasi per caso con l'obiettivo di non buttare niente del suino dopo la lavorazione dei prosciutti, e che ora è uno dei più imitati anche fuori dall'Italia, e ovviamente al salame, una delle più antiche modalità di conservazione della carne, in tutte le sue varianti di spezie e tagli diversi.

Ma gli amanti e gli esperti  si butteranno sulle specialità meno conosciute e altrettanto gustose, come la coppa, il cotechino, il cappello del prete, la culaccia, considerata la parte migliore del prosciutto, il culatello e il fiocco di culatello, salume crudo stagionato che si ricava dalla parte anteriore della coscia dopo l'asportazione del culatello stesso.

La coppa è prodotta utilizzando i muscoli del collo e secondo tradizione le sue origini sono a Parma e Piacenza. La stagionatura, essenziale per preservarne i sapori e gli aromi, la accomuna al salame, anche se è un insaccato completamente diverso. Il giusto bilanciamento degli ingredienti e il pezzo da cui viene prodotto, assicura un salume delicato e non grasso.

Il cotechino viene tradizionalmente consumato in molte parti d'Italia a Capodanno insieme alle lenticchie, e nonostante sia composto da tagli magri, vengono aggiunti grasso e cotenna, rendendolo un salume perfetto per i climi freddi della stagione invernale. Infine, simile al cotechino come impasto, il cappello del prete viene presentato in forma triangolare con un'apertura da cui si immette la carne.