Riscoprire il valore del sedano Pregiato e ottimo per la salute
Le foglie del sedano vengono utilizzate per la preparazione di salse o per aggiungere aroma e gusto; le canne esterne in minestre, stufati o come contorno; il cuore, la parte più pregiata, si consuma crudo in pinzimonio, in insalata combinato con altri ingredienti o come contenitore per stuzzichini
Spesso sottovalutiamo il sedano, un ortaggio aromatico che appartiene alla stessa famiglia del prezzemolo e del finocchio, originario dell'Europa e diffuso nelle regioni a clima temperato. Nell'antichità era una pianta nobile, Omero lo citava nell'Odissea e con le sue foglie erano realizzate le corone che venivano donate agli atleti trionfatori. Esistono principalmente tre varietà: il sedano 'gambo” dalle coste piene; il sedano rapa o sedano di Verona, poco diffuso in Italia ma molto usato nel resto d'Europa e quello da taglio di sapore aspro e forte di cui si utilizzano le foglie come condimento. A Trevi il sedano è nero per la colorazione verde scuro delle sue coste; a Sperlonga in provincia di Latina è bianco ed ha ottenuto il riconoscimento Igp e ad Orbassano, in provincia di Torino, è rosso. Si tratta di una sottospecie del sedano violetto di Tours introdotto in Piemonte alla fine del 1600, con il passare degli anni è diventato un ortaggio autoctono con la denominazione di 'sedano rosso di Torino”. Sia il sedano rosso che quello nero sono presidi Slow Food.
Le foglie del sedano vengono utilizzate per la preparazione di salse o per fornire aroma e gusto; le canne esterne in minestre, stufati o come contorno; il cuore, la parte più pregiata, si consuma crudo in pinzimonio, in insaIata combinato con altri ingredienti o come contenitore per stuzzichini ripieni di formaggio, ottimo con la gorgonzola cremosa. Ha un valore calorico molto basso, contiene potassio, calcio, fosforo, magnesio e selenio, associati a buone dosi di vitamine C e A e acido aspartico, considerato un eccitante naturale.
In montagna cresce spontaneo il levistico o sedano di monte, il cui impiego era conosciuto fino dall'antichità legato alla tradizione monastica, i Benedettini lo coltivavano nel 'Giardino dei semplici” insieme ad altre piante officinali. Era molto usato nella cucina degli antichi Romani e lo si trova citato in varie ricette sul 'De re coquinaria” di Marco Apicio, quale componente di salse, per aromatizzare zuppe di pesce, carni pollame e quale componente del garum. è un ortaggio che sta ritornando di moda, viene riproposto in molte ricette e i semi aromatici vengono aggiunti al riso o alla pasta di pane per preparare biscotti e focaccine.


