Una produzione complessiva che nel 2010 ha raggiunto i 4 milioni e 350mila forme per un valore al consumo di quasi 2,4 miliardi, in un comparto che in maniera diretta occupa circa 40mila persone se si considera anche l'indotto.

Sono i numeri con cui il Consorzio Grana Padano si è presentato a 'Tuttofood” la rassegna del settore agroalimentare in programma alla Fiera milanese di Rho-Pero fino a mercoledì. Il prodotto Dop più consumato del mondo, con un export che ha fatto segnare nel 2010 un +9,5% (per un totale di 1,3 milioni di forme esportate in tutto il mondo e un valore al consumo di circa 720 milioni), «anche in un periodo in cui i mercati a ogni livello e in tutti i settori faticano a decollare», ha sottolineato Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano, «dimostra quanto sia importante puntare sulla qualità».

Un comparto, quello agroalimentare, sempre più nel mirino della contraffazione: secondo le stime del Consorzio, ha sottolineato Stefano Berni, direttore generale, «se fossero debellate le sempre più numerose imitazioni, il dato relativo all'export potrebbe arrivare addirittura a raddoppiare. Danni gravissimi, non solo per i nostri operatori, ma per tutto il made in Italy e, più in generale, per i consumatori».

Per Baldrighi «oggi, più che mai Grana Padano è sinonimo di eccellenza del made in Italy a livello internazionale e solo puntando al top si può essere protagonisti positivi delle grandi sfide sulla competitività del sistema economico-produttivo». Da un'elaborazione dei dati dell'Icc (Counterfeiting Intelligence Bureau, centro studi delle Camere di Commercio internazionali), è stato stimato che i prodotti 'taroccati' rappresenterebbero il 10% degli scambi mondiali, per un valore di 433 miliardi, e che nel settore agroalimentare sono 'falsi' tre (sedicenti) prodotti italiani su quattro. Tra i più copiati ci sono proprio il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano.