Il Piemonte contro l'Ente risi Vuole annullare il Consiglio
La Regione Piemonte, non rappresentato, ha chiesto l’azzeramento del Consiglio di amministrazione dell’Ente nazionale risi, insediatosi il 16 marzo, perché il decreto del Ministro sarebbe avvenuto in violazione di un articolo. Intanto il percorso per salvare il Carnaroli è fermo al maggio 2010
Per il riso non esiste pace. Prima il travagliato percorso per arrivare al 'giusto” nome da proporre come presidente dell'Ente Risi: alla successione del presidente storico, Piero Garrione, era stato proposto dal ministro Luca Zaia l'imprenditore risicolo Marco Avanza di Casalino (No); a cambio di ministro, da Zaia a Giancarlo Galan, la nomina viene azzerata. Spunta il nome di Massimo Camandona (ex assessore all'agricoltura della provincia di Vercelli), nome che dura molto poco, viene presto sostituito da Paolo Carrà (nella foto), figlio d'arte, anche suo padre fu alla guida dello stesso Ente. Probabilmente dopo il ricorso della regione Piemonte ci saranno altre sorprese.

La regione Piemonte infatti ha chiesto l'azzeramento dell'intero consiglio di amministrazione, insediatosi il 16 marzo, perché il decreto del ministro sarebbe avvenuto in violazione dell'articolo 6 dello statuto dell'Ente che stabilisce che il consiglio deve essere composto, oltre che dal presidente, da un membro in rappresentanza delle regioni interessate alle risicoltura designato dalla Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province autonome. E la persona designata era proprio Marco Avanza che non appare nel consiglio, composto da: Massimo Camandona, Mario Preve (Riso Gallo), Mario Francese (Euricom), Gianmaria Melotti (titolare di una riseria a Isola della Scala in provincia di Verona).
Intanto abbiamo un nuovo ministro dell'Agricoltura! Non dimentichiamo che rimane ancora aperta la questione della nuova disciplina sul commercio interno del riso. Ci siamo fermati al 5 maggio 2010, giorno in cui si sono concluse al Senato le audizioni informali che hanno visto sfilare nelle aule di Palazzo Madama tutta la filiera risicola, organizzazioni sindacali, associazioni di difesa dei consumatori, sementieri, industria risiera e artigiani. La lettera aperta inviata al ministro Galan non ha ottenuto risposta, il grido lanciato dal sen. Lorenzo Piccioni («Il Carnaroli non si tocca») si è spento.
A qualcuno interessa il futuro del riso italiano? Anche la promozione del prodotto, dopo i tagli che la stessa Regione Piemonte ha effettuato, diventa problematica - ricorda Piero Vercellone, presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione varietà tipiche di riso italiano.
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