Conoe in difesa dell’ambiente Consorzio si rivolge alla Prestigiacomo
Il Consorzio di smaltimento degli oli esausti chiede aiuto al ministro dell’Ambiente dopo l'uscita della notizia riguardo alla richiesta di rendere operativa, per il tramite di un decreto ancora inesistente, la legge che impone un contributo a favore del Consorzio da parte dei produttori di olio
«Siamo sicuri che il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo e la sua segreteria tecnica non abbiano in alcun modo lasciato cadere la nostra richiesta che è volta a tutelare l'ambiente, anche perché si tratterebbe di un provvedimento a costo zero per le casse dello Stato». è questo il commento di Edi Sommariva, presidente del Conoe, il consorzio di smaltimento degli oli esausti alla notizia apparsa su un'agenzia di stampa riguardo la richiesta di rendere operativa, per il tramite di un decreto ancora inesistente, la legge che impone un contributo a favore del Consorzio da parte dei produttori di olio.
Secondo l'articolo pubblicato dall'agenzia, la mancanza di tale provvedimento rischia di creare un disastro ambientale, visto che ogni anno verrebbero disperse nell'ambiente attraverso le reti fognarie ben 800mila tonnellate di olio fritto all'interno delle case. Oltre che ambientale il disastro è anche economico: 1 kg di olio buttato nel lavandino comporta la spesa a carico della collettività di 0,45 centesimi. Se si considera che circa 280mila tonnellate di olio di frittura domestica finiscono in fognatura, si arriva a 126 milioni di spreco.
«Siamo sicuri - chiosa Sommariva che è anche direttore generale Fipe - che il ministro dell'Ambiente non possa tollerare un simile spreco di soldi da parte dei cittadini senza il contributo ambientale previsto sin dal decreto legislativo Ronchi. Si correrebbe altrimenti il rischio di un inquinamento preoccupante e la mancata produzione di derivati importanti dall'olio esausto come per esempio anche il combustibile ecologico».

