Anno d’oro per il Grana Padano. Ma non si fermano i “tarocchi” stranieri
Entro il 31 dicembre saranno prodotte 4.644.867 forme, di cui più della metà (2.744.358) esportate, in particolare in Russia, Canada, Spagna e Francia. In totale le forme esportate saranno 138.130 in più rispetto al 2010. È necessario combattere contro i simil-grana prodotti nei Paesi dell'Est
Un 2011 d'oro per il Grana Padano. Entro il 31 dicembre saranno prodotte 4.644.867 forme, di cui più della metà (2.744.358) esportate, in particolare, in Russia (+31,56% quest'anno), Canada (+21,98%), Spagna (+12,73%) e Francia (+11,79%), storica rivale dell'Italia nel campo dei formaggi. Bene anche la Germania (+8,20%), la Danimarca (+7,38%), il Regno Unito (+7,09%) e la Svizzera (+5,73%). In totale, le forme esportate saranno 138.130 in più rispetto al 2010. L'export nei Paesi dell'Unione Europea dovrebbe raggiungere le 878.351 forme (+6,90%), a cui se ne aggiungono 493.828 nei Paesi extra Ue (più 2,51%) e 1.372.179 nel resto del mondo (+5,30%).
Il Grana Padano è uno dei simboli del made in Italy ed è necessario difenderlo dai similgrana prodotti in Polonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Ucraina e Ungheria che, sfruttando nomi italiani, ma usando materia prima e lavorazioni straniere, sottraggono quasi 600 milioni di euro al mercato (da due miliardi e mezzo di euro) del vero Grana Padano.
La produzione del Grana in Lombardia nasce da circa il 40% delle 4 milioni e mezzo di tonnellate di latte munte ogni anno a livello regionale, in particolare nelle province di Mantova, Brescia, Cremona, Lodi, Bergamo, Pavia e Milano. In totale sono 5.800 le stalle italiane che fanno parte della rete del Grana, alla quale si aggiungono anche quattromila punti vendita.
Le 4.644.867 forme del 2011 segnano un incremento del 6,88% rispetto al 2010, mentre nel 2011 gli investimenti su qualità, trasparenza di lavorazione e sicurezza alimentare hanno raggiunto i 7 milioni di euro.

