Il caffè fa bene alla salute. Un consumo moderato previene l'ictus
La ricerca epidemiologica ha dimostrato l’innocuità, anzi, la potenzialità preventiva per la salute del consumo moderato di caffè. Nel frattempo, la ricerca sperimentale di laboratorio sta facendo sempre nuove scoperte, dimostrando la possibilità reale che il caffè agisca anche come antiossidante
Secondo tante evidenze scientifiche il consumo moderato di caffè potrebbe diventare un prezioso alleato per la nostra salute. Ribadirlo è importante perché, come per qualunque alimento, l'abuso non è mai cosa buona.

Oggi, 17 novembre, al Circolo della stampa di Milano è stato analizzato il tema Caffè e salute per focalizzare l'attenzione sul consumo di caffè in area cerebro-cardio-vascolare (ictus), in area tumorale e in quella intestinale e chiarire, insieme al moderatore Amleto D'Amicis, vice presidente della Società italiana di nutrizione umana (Sinu), Luca Scalfi dell'Università di Napoli, Alessandra Tavani dell'Istituto Mario Negri di Milano e Nicoletta Pellegrini dell'Università di Parma, come il corretto consumo della bevanda può influire positivamente sul nostro organismo.
«La ricerca epidemiologica con i suoi innumerevoli studi – secondo D'Amicis - ha dimostrato l'innocuità e la potenzialità preventiva del consumo moderato di caffè per la salute e la ricerca sperimentale di laboratorio sta contestualmente progredendo nel dimostrare la plausibilità biologica e antiossidante dei suoi effetti preventivi. Anche la caffeina, che non ne altera il sapore, alle piccole dosi abituali di consumo, può svolgere un'azione blandamente stimolante e termogenetica».
«Da una recente rassegna sistematica dei dati disponibili sulla relazione tra caffè e ictus - ha sottolineato Scalfi - effettuata dal gruppo dell'Università di Napoli che ha preso in considerazione la quantità di caffè consumata (moderato da 1 a 3 tazzine giorno; alto da 3 a 6 tazzine; molto oltre le 6 tazzine), è emerso che l'assunzione moderata di caffè ridurrebbe il rischio di ictus del 18%».
Infine è stata dibattuta la tempestività della stampa nel trasmettere notizie scientifiche al grande pubblico. Recentemente alcune testate giornalistiche hanno scritto che bere caffè influisce negativamente sulla fertilità femminile. Se la redazione avesse valutato con attenzione lo studio scientifico si sarebbe accorta che la ricerca citata si riferiva a un organo isolato in vitro in un bagno di soluzione fisiologica e caffeina (non caffè), quindi un organo perfuso. Questi tipi di articoli generano confusione e possono logorare il fragile rapporto di fiducia tra la scienza e la società, è stato sottolineato.
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«La ricerca epidemiologica con i suoi innumerevoli studi – secondo D'Amicis - ha dimostrato l'innocuità e la potenzialità preventiva del consumo moderato di caffè per la salute e la ricerca sperimentale di laboratorio sta contestualmente progredendo nel dimostrare la plausibilità biologica e antiossidante dei suoi effetti preventivi. Anche la caffeina, che non ne altera il sapore, alle piccole dosi abituali di consumo, può svolgere un'azione blandamente stimolante e termogenetica».«Da una recente rassegna sistematica dei dati disponibili sulla relazione tra caffè e ictus - ha sottolineato Scalfi - effettuata dal gruppo dell'Università di Napoli che ha preso in considerazione la quantità di caffè consumata (moderato da 1 a 3 tazzine giorno; alto da 3 a 6 tazzine; molto oltre le 6 tazzine), è emerso che l'assunzione moderata di caffè ridurrebbe il rischio di ictus del 18%».
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