Yogurt, è giallo sul latte concentrato Confuso il Ministro Romano
Dopo le incongruenze tra il voto della Commissione agricoltura della Camera e le dichiarazioni del Ministro Romano sulla modifica della legge 138, ora dalle associazioni sembrerebbe arrivare un conferma positiva con il divieto del latte in polvere e concentrato nella produzione di yogurt e formaggi
La 'guerra” dello yogurt si sta trasformando in un vero e proprio giallo. Dopo che il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano (nella foto) ha emesso un comunicato contradditorio in cui commentava «la decisione del Consiglio dei Ministri di accogliere il parere favorevole espresso dalla Commissione Agricoltura sul Decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria 2007/61 sul latte conservato o disidratato. Con questa decisione si conferma il mantenimento della normativa prevista dalla legge 138/74 con la quale si proibisce l'uso di latte concentrato, conservato e in polvere per la fabbricazione di prodotti lattiero-caseari», che sanciva la produzione di yogurt con latte concentrato, ma che vietava 'nel modo più tassativo all'utilizzo del latte in polvere”, come era stato deciso dalla Commissione agricoltura della Camera, ora le cosa sembrano essere di nuovo cambiante. Secondo le associazioni, che sono più in stretto contatto con il Ministero riguardo alla vicenda (a Italia a tavola il Ministero non ha fornito delucidazioni alle nostre richieste), è stato deciso lo stop sia per il latte in polvere sia per quello concentrato per lo yogurt, di fatto rendendo nulla la delibera della Commissione agricoltura.
Per la Coldiretti, «il divieto all'utilizzazione del latte in polvere e concentrato nella produzione di yogurt e formaggi è una risposta chiara e importante alle esigenze di qualità e trasparenza dei consumatori ma anche all'impegno dei circa 40mila allevatori italiani che ogni giorno nelle stalle mungono latte fresco di grande qualità». Sono le parole presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare con soddisfazione l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri dello schema di decreto legislativo 2007/61/Ce relativo a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all'alimentazione umana.
«è stato definitivamente chiarito - ha sostenuto Marini - che lo yogurt in Italia si continuerà a fare con il latte fresco senza inganni, come si aspettano i consumatori e gli allevatori. Le nostre preoccupazioni sono state raccolte positivamente dal Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano in Consiglio dei Ministri è stato approvato un testo che fa definitivamente chiarezza. Una vittoria del Made in Italy ottenuta anche grazie alle rassicurazioni giunte dal presidente della Commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo rispetto alla corretta interpretazione da dare al parere espresso dalla sua Commissione. è stato difeso un prodotto che secondo una analisi della Coldiretti è sulle tavole di ben 7 italiani su dieci che ne consumano un quantitativo superiore ai sette chili a persona ogni anno, proprio per le sue caratteristiche di naturalità».
La Commissione agricoltura della Camera dei deputati si era espressa in maniera favorevole alla modifica della legge 138 che consente di produrre yogurt con latte concentrato, ma ha detto no 'nel modo più tassativo all'utilizzo del latte in polvere”. La Commissione si è anche espressa affinché «il Governo valuti l'esigenza, con il concorso di tutte le parti interessate, di valorizzare la filiera agricola del latte nell'interesse dei produttori italiani e della loro competitività, di tutelare salute e sicurezza alimentare e l'industria agroalimentare italiana valorizzandone le specifiche peculiarità e qualità; si valuti la possibilità di prevedere l'utilizzazione, nel latte in polvere destinato ad uso zootecnico e nei suoi derivati, di traccianti di evidenziazione innocui per la salute umana ed animale e in grado di rendere tali prodotti stabilmente evidenziabili».
«La Commissione agricoltura - evidenzia il presidente Paolo Russo - non ha mai pensato di danneggiare la filiera agricola italiana anzi, tutti insieme, abbiamo sempre ritenuto che occorra da una parte tutelare la tracciabilità e la qualità del prodotto italiano e dall'altra consentire al sistema produttivo di misurarsi senza handicap nella competizione del mercato internazionale».
Secco no per il capogruppo del Pd nella commissione Agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio che, rendendo noto il voto contrario dei democratici allo schema di decreto del governo sul latte in discussione a Montecitorio, ha dichiarato: «Dando l'ok alla produzione di yogurt con latte concentrato, che è notoriamente in larga parte prodotto all'estero, la maggioranza, Lega in testa, mette a rischio un fiore all'occhiello del nostro made in Italy e resta sorda alle unanimi richieste delle categorie di settore. Si tratta di un duro colpo inferto a una produzione significativa che determinerà incertezze per i consumatori che saranno sempre meno informati su cosa stanno mangiando e sulle provenienze delle materie prime. La maggioranza in commissione Agricoltura della Camera sembra essere appiccicata al proprio posto con il latte in polvere, e dopo un lungo travaglio la montagna ha finito per partorire solo un piccolo topolino. Molto grave, inoltre, il rifiuto della maggioranza di promuovere una indagine conoscitiva sulla filiera lattiero-casearia, sulle difficoltà che vivono gli operatori del settore e di approvare una risoluzione unanime sull'intero comparto, anche al fine di favorire un razionale, equilibrato e proficuo rapporto tra i soggetti della filiera suddetta in vista dell'imminente superamento delle quote latte».

«Per forza di cose lo yogurt si fa con latte concentrato, in quanto viene tolta una percentuale di latte del 20%, la cosa importante è che abbiamo impedito l'utilizzo del latte in polvere». Così Sebastiano Fogliato, vicepresidente dei deputati della Lega Nord e componente della Commissione agricoltura di Montecitorio, commenta all'Ansa il parere della Commissione sulla proposta di modifica della legge 138 che disciplina la produzione di yogurt. «Quello che voleva l'industria alimentare - aggiunge Fogliato - era una concentrazione del latte non togliendo l'acqua ma utilizzando quello in polvere e a questo siamo riusciti ad opporci».
Per la Coldiretti, il tentativo di mettere in commercio in Italia lo yogurt ottenuto da latte concentrato senza alcuna indicazione in etichetta va fermato perché inganna consumatori e danneggia allevatori: una novità di cui in Italia non si sente certo il bisogno. La modifica della norma viene giustificata con la necessità di ridurre i costi di trasporto, poiché il concentrato occupa meno spazio del latte fresco, senza considerare tuttavia il forte impatto che ha sulle caratteristiche qualitative del prodotto in vendita.
Un danno perché si consente di usare concentrato a basso prezzo importato anche da Paesi extra Ue invece del buon latte fresco delle campagne italiane. Il latte concentrato è di norma ottenuto a partire dal latte a lunga conservazione e ritirato dai supermercati pochi giorni prima della scadenza. Sicuramente non è in gioco la sicurezza, ma l'impiego di additivi antiossidanti e stabilizzanti per la conservazione del prodotto rendono il prodotto finale diverso da quello conosciuto. Va anche considerato il danno provocato alla produzione zootecnica, posto che per produrre un chilo di latte concentrato occorrono circa 2 litri e mezzo di latte fresco, determinando la sostituzione del prodotto delle nostre stalle con quello oggetto di importazione, e tutto questo mancando di ogni informazione relativa all'origine del prodotto.
«Eravamo contrari allo yogurt fatto con il latte in polvere, ci opponiamo allo stesso modo a quello realizzato con il latte concentrato». Lo sottolinea il vicepresidente di Confagricoltura (con delega per il settore zootecnico) Antonio Piva, commentando il parere favorevole della Commissione Agricoltura della Camera alla modifica della legge per consentire l'utilizzo di latte concentrato per lo yogurt. «Confagricoltura - ribadisce Piva - è contraria ad ogni fuga in avanti riguardante la produzione di alimenti. Non si capisce perché si debba modificare la legge 138/74 che vieta l'utilizzo di prodotti diversi dal latte liquido nella produzione di formaggi e lattiero-caseari. Sarebbe una forzatura inaccettabile per gli allevatori e i consumatori. La concentrazione è comunque un'alterazione della materia prima, in presenza di un prodotto che non ha le caratteristiche del latte e che deve poi essere rigenerato e ricostruito. Penso si possa dire sotto il profilo qualitativo che il latte concentrato è un prodotto manipolato. E non è certo italiano, permetterebbe ancor più di utilizzare materia prima massicciamente importata».«Lo yogurt - conclude - non deve essere la testa di ponte verso una più ampia e dirompente liberalizzazione delle attività produttive e ulteriore elemento di destabilizzazione del mercato lattiero-caseario nazionale, fortemente influenzato e condizionato dal prodotto d'importazione».
«La frittata è fatta: hanno vinto i grandi trasformatori dei sapori omogenei. Hanno perso i nostri allevatori, la loro qualità, i meriti di un made in Italy più predicato che tutelato. Bel modo di celebrare i 150 dell'Italia». Franco Manzato, assessore all'agricoltura del Veneto, non nasconde il suo disappunto per la decisione emersa in Commissione agricoltura della camera. «Di fatto abbiamo spalancato le porte ad una ulteriore importazione dall'estero di derivati del latte, a danno esclusivo dei nostri allevatori. Cosa andremo a dire per il mondo: si è yogurt made in Italy, con autentico condensato lettone, polacco e via dicendo. Questa - conclude Manzato - è delocalizzazione bella e buona della nostra agricoltura, della nostra qualità e del reddito degli imprenditori agricoli italiani. Smettiamola di prenderci in giro sulle cose serie: oggi abbiamo dato una spinta ulteriore alla celebrazione delle esequie dell'agricoltura italiana».
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