La pasta italiana vola in Cina. Export aumentato di oltre 5 volte
Da una analisi della Coldiretti emerge che le esportazioni di pasta italiana in Cina sono aumentate più di cinque volte negli ultimi dieci anni (+414% dal 2001 al 2010). L’Italia è leader nella produzione, con un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo che è fatto nel nostro Paese
Le esportazioni di pasta italiana in Cina sono aumentate più di cinque volte negli ultimi dieci anni (+414% dal 2001 al 2010). è quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del World Pasta Day dalla quale si evidenzia che il boom nel Paese dove c'è chi sostiene siano stati inventati gli spaghetti continua nei primi sei mesi del 2011, con un aumento record del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una percentuale ben pi ù elevata della media, con le esportazioni di pasta italiana che, a livello mondiale, sono aumentate solo del 4%. L'Italia è leader nella produzione, con un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo che è fatto nel nostro Paese. In Italia si producono 3,2 milioni di tonnellate, un quantitativo superiore a quello degli Stati Uniti (2 milioni di tonnellate), del Brasile (1,3 milione di tonnellate) e della Russia (858 mila tonnellate). A preoccupare è però l'elevata percentuale di grano straniero utilizzata per la produzione nazionale di pasta all'insaputa del consumatori, perché non è ancora obbligatorio indicare in etichetta l'origine: la Coldiretti stima che provenga dall'estero oltre il 40% del grano utilizzato. In altre parole quasi un pacco di pasta 'italiana” su due è fatto con grano che viene dall'estero.
Il risultato è che per il grano duro il raccolto nazionale 2011 dovrebbe attestarsi sui 3,6 milioni di tonnellate, il 6% in meno rispetto allo scorso anno, per colpa di 128mila ettari persi a inizio campagna e delle ondate di maltempo che hanno condizionato a più riprese le semine annuali, ma anche delle forti oscillazioni nei prezzi riconosciuti ai produttori che alimentano incertezza e comprimono i redditi. In Italia sono consumati oltre 1,5 milioni di tonnellate di pasta, per un controvalore di 2,8 miliardi di euro ma nonostante il successo della pasta in Italia e nel mondo si è però verificato un calo dell'1,6% in quantità nei primi sei mesi del 2011. La riduzione quantitativa è stata però accompagnata da una qualificazione degli acquisti con il boom nel 2011 della vendita sul mercato della pasta più artigianale ottenuta con grano al 100% italiano, anche nell'ambito del progetto della filiera agricola tutta italiana della Coldiretti, dalla 'pasta dei coltivatori” con grano toscano alla valle del grano con quello siciliano fino alla pasta Ghigi fatta in Emilia Romagna.
L'Italia detiene il primato mondiale nel consumo di pasta che ha raggiunto attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese. Nel podio dei mangiatori di pasta salgono l'Italia con i 26 chili all'anno a testa, il Venezuela con 13 chili all'anno a testa e la Tunisia con 12 chili all'anno a testa.

